Il pudore e l’innocenza violata

Secondo appuntamento con il Festival Britten proposto dall’Opéra di Lione. Le tour d’écrou si inserisce perfettamente nel percorso che il direttore Serge Dorny ha ideato per questa stagione e che si riassume sotto il titolo Vérités qui dérangent (Verità che disturbano). Una storia che si muove tra realtà e fantasia, in un’ambiguità che trascina nel mistero e nel dolore.

Le tour d’écrou è la traduzione non letterale dell’originale inglese The turn of the screw (Il giro di vite). Questa traduzione tende a mantenere la sonorità inglese e gioca sulla ripetizione del suono “u”, ma inverte l’azione della vite e del dado. Questa libertà traduttrice non va però ad inficiare il senso dell’opera, che si dichiara essere un oscuro e continuo movimento circolare che porta la vita ad affondare nella carne dolorante dell’infanzia e in quella degli spettatori stessi.

Ispirandosi dal racconto omonimo di Henry James, Benjamin Britten e la librettista Myfanwy Piper hanno creato una storia che gioca su di una continua ambiguità, che può essere quella tra realtà e finzione, oppure quella lessicale, ma anche quella che si installa continuamente tra verità e falsità, tra innocenza e violenza. Il gioco delle apparenze e degli svelamenti si installa nel bel mezzo di un pudore tipicamente inglese: un pudore che non mostra nulla ma che trama il mistero e le orribili violenze.

Le tour d’écrou, che viene proposto durante il Festival Britten, è una nuova produzione dell’Opéra di Lione. Diretta magistralmente dal maestro Kazushi Ono e rielaborata dalla regista argentina Valentina Carrasco, il lavoro del compositore inglese sta riscuotendo un grande successo nella capitale della Gallia.

La scena si svolge a Bly, in una ricca dimora della campagna inglese. Una nuova istitutrice (una delicata Heather Newhouse) è attesa con impazienza da Mrs Grose (Katharine Goeldner), la domestica tuttofare, e dai due giovani Miles (Remo Ragonese) e Flora (Loleth Pottier). La nuova arrivata è accolta con entusiasmo e i due giovani sembrano rinvigoriti ed estremamente felici della nuova situazione. Seri e amorevoli, Miles e Flora vivono ogni giorno tra canti religiosi, lezioni di latino e un rispetto verso le due donne che sembra essere quasi ideale, non facente parte di questo mondo. Nulla sembra turbare questa calma idilliaca fino alla ricezione di una lettera inviata dall’istituto frequentato dal giovane ragazzo. Miles è stato cacciato da scuola poiché è un pessimo esempio per tutti i suoi compagni e – la lettera termina così – il ragazzo è pregato di «non tornare mai più». Questa missiva crea una piccola frattura all’interno del meraviglioso nido nel quale i due ragazzi stanno crescendo ma, di concerto con Mrs Grose, la nuova istitutrice decide di fare come se questa lettera non fosse mai arrivata, continuando l’educazione dei due come se nulla fosse accaduto.

Il sotterramento di un segno così evidente non tarderà a far germogliare altri segnali inquietanti. L’istitutrice inizia ad avere delle visioni. In una meravigliosa e terribile scenografia studiata nei minimi dettagli da Valentina Carrasco (una tela di ragno nella quale le vittime rimangono intrappolate e i carnefici si muovono con grande maestria), in cima a una torre, la ragazza vede comparire un uomo misterioso. Si tratta di Peter Quint (Andrew Tortise), un valletto tragicamente scomparso qualche tempo prima. Quint era un intimo confidente di Miles e trascorreva molte ore con il ragazzo (il pudore inglese si limita a questa constatazione. Il nostro sguardo moralista va ben oltre…), oltre ad intrattenersi, ben al di là del consentito, anche con la vecchia istitutrice, Miss Jessel (Giselle Allen). L’apparizione di Quint, e quella successiva di Miss Jessel nei pressi di un piccolo specchio d’acqua, sono la concretizzazione visiva degli spiriti che aleggiano sulla dimora di Bly. Il loro apparire non può essere frutto dell’immaginazione ma è l’aura che aleggia intorno ai due ragazzi, il loro schermo che li separa effettivamente dalla realtà nella quale sembrano immersi: la loro vita fantasmatica.

La visionarietà della regista Valentina Carrasco sottolinea la distanza che separa l’aspetto domestico, calmo e posato, da quello esteriore, un bosco vicino ad un laghetto dove i due ragazzi comunicano in maniera privilegiata con i due spiriti oramai divenuto un tutt’uno con la natura. Solamente l’intervento energico dell’istitutrice impedisce questo drammatico idillio. Ella, raccogliendo indizi e assistendo a visioni emblematiche, decide di fare di tutto per salvare i due ragazzi dalla stretta dei due spiriti. Ma sarà proprio questa sua volontà salvifica a soffocare il giovane Miles, scacciando definitivamente lo spirito di Peter Quint che lo infestava e che gli donava la linfa vitale. Liberato dall’influenza del vecchio valletto, il giovane Miles cade senza vita nelle braccia della sua salvatrice divenuta, suo malgrado, carnefice involontaria. Distruggendo l’aura maligna, l’istitutrice distrugge anche la vita innocente del piccolo Miles. Si tratta di una morte fisica o forse di una simbolica? Si vuole qui marcare il passaggio all’età matura? Il pudore inglese fa ancora una volta schermo e non si fa intelligibile. Sta a tutta la letteratura successiva fare chiarezza su questo aspetto.

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©Jean-Louis Fernandez

Deuxième étape du Festival Britten, Le tour d’écrou, la nouvelle création de l’Opéra de Lyon, marque une réflexion importante à l’intérieur de la saison 2013-2014 dont le thème est Vérités qui dérangent. C’est dans l’apparente tranquillité d’une maison de campagne anglaise qui s’installe le doute d’une terrible violence enfantine. Si Valentina Carrasco a conçu une mise en scène terrifiante, emmêlant les personnages et les regards des spectateurs, la parfaite direction musicale assurée par Kazushi Ono a montré une ascension constante capable de relier le côté terrain et le spirituel.

Lo spettacolo continua all’interno del Festival Britten:
Opéra de Lyon
1, Place de la Comédie – Lione (Francia)
fino a martedì 29 aprile 2014
orari: mercoledì 16 e 23 aprile, venerdì 11 e 18 aprile e martedì 29 aprile ore 20.00, domenica 27 aprile ore 16.00

L’Opéra de Lyon presenta
Le tour d’écrou (The turn of the screw op. 54)
di Benjamin Britten
su libretto di Myfanwy Piper
ispirato da The turn of the screw di Henry James, 1898
direzione musicale Kazushi Ono
regia Valentina Carrasco
con
Andrew Tortise – tenore (Narratore, Peter Quint)
Heather Newhouse – soprano (L’istitutrice)
Katharine Goeldner – soprano (Mrs Grose)
Giselle Allen – soprano (Miss Jessel)
Remo Ragonese – voce bianca soprano (Miles)
Loleth Pottier – voce bianca soprano (Flora)
Orchestra dell’Opéra de Lyon
scenario Carles Berga
costumi Nidia Tusal
luci Peter von Praet
http://opera-lyon.com/
http://festival.opera-lyon.com/

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