Del sogno e della politica

nuits-de-fourviere2014Un delicato viaggio sognante tra melodie e sapori provenienti da ogni angolo del mondo. Il nuovo progetto dell’Orchestra di Piazza Vittorio, Le Tour du monde en 80 minutes, è stato presentato, in anteprima francese, nel Grand Théâtre del parco archeologico di Lione.

L’appuntamento con l’Orchestra di Piazza Vittorio sul palco delle Nuits de Fourvière sta diventando un piacevole punto fermo di questo festival estivo. Dopo le riletture de Il flauto magico di Mozart e della Carmen di Bizet (https://teatro.persinsala.it/carmen-di-bizet/8086), la variegata orchestra romana presenta una creazione propria che, parafrasando il titolo del capolavoro di Jules Verne, declina in maniera unica, l’idea di un viaggio per mare e dell’incontro delle culture.

Una delicata voce femminile, quella di Sylvie Lewis, inaugura il concerto, cullando dolcemente un pubblico ipnotizzato fin dalle prime note. «I don’t want to sleep, I just want to hold you and dream» sono le prime parole di una composizione onirica che sembra seguire il movimento delle onde, catalizzando tutta l’attenzione di un pubblico oramai trasportato in un luogo magico.

Simon, il gladiatore di colore di Centocelle che lavora davanti al Colosseo, riceve una misteriosa lettera che lo informa che un battello, alle ore 21, partirà per una destinazione sconosciuta. Unica richiesta fatta ai passeggeri: portare con sé un solo bagaglio e una canzone. Ecco l’escamotage che scatena questo concerto-gara contro il tempo e che coprirà, appunto, la distanza di ottanta minuti. La corsa di Simon è intervallata dalle canzoni che ogni passeggero porta con sé. Il battello non è ancora partito ma, ascoltando le composizioni suonate dall’orchestra, ci sentiamo accompagnati in un viaggio senza meta, che tocca tante terre e tante culture differenti.

In questa combinazione di culture e di suoni, ciò che emerge con inusitata delicatezza, è la bellezza dell’incontro, del rapporto con l’altro, con lo sconosciuto, con colui che sentiamo diverso da noi. Ed è proprio questa diversità che viene sottolineata dal lavoro presentato a Fourvière. C’è una diversità delle culture che deve necessariamente portare ad un incontro, ad una mescolanza di generi e di sapori, senza per questo motivo negare o disperdere la diversità. Vi è una moltiplicazione e una messa in risonanza delle varie culture che risuonano le une nelle altre, apportando una ricchezza che è ben lontana da risultare un atto di conquista. Poco importa la provenienza, la città, la nazionalità. Ciò che è fondamentale è la relazione, ciò che mostra la diversità è una risorsa, e non motivo di una messa a distanza.

Per dirigere la sua gioiosa pattuglia, il direttore-capitano Mario Tronco decide questa volta di salire sul palco e di agire direttamente con i suoi attori-cantanti. Ed ecco che musiche nordafricane si mescolano con lamenti di muezzin, le atmosfere cubane anticipano canzoni africane e i profumi della nostra penisola. In questo mondo colorato dove i ricchi e variegati sapori mediterranei mostrano tutta la stratificazione geologica della propria cultura, può capitare che un africano interpreti, in maniera estremamente profonda e precisa, un canto indiano.

Un viaggio che, a differenza di quello di Verne, avviene per mare e non per via aerea. Ma questa traversata marina non sembra dover partire mai (eppure siamo già da sempre importati in un vagabondaggio marino fin dall’inizio), quasi ad attendere quel Simon che corre per tutta Roma al fine di raggiungere il battello prima della vera e propria partenza.

Ed in effetti Simon riuscirà ad arrivare in tempo e comparirà, en chair et en os, sul palco lionese proprio poco prima della partenza. Ma la nave viene posta sottosequestro. Il viaggio deve essere annullato? Tutto finisce così? No, il viaggio l’abbiamo compiuto tutti, portati dolcemente dalle meravigliose musiche dell’Orchestra di Piazza Vittorio. Il cerchio si chiude con quella sublime I don’t want to sleep che aveva aperto uno squarcio multietnico e politico all’interno della collina lionese.

Ancora un regalo che l’orchestra romana e il suo ideatore, Mario Tronco, hanno voluto offrire al mondo.

Un voyage entre réflexion politique et rêve. La nouvelle création de l’Orchestra di Piazza Vittorio, Le Tour du monde en 80 minutes, a été présentée en première française au Festival Les Nuits de Fourvière. Un concert qui semble tenir plus au rêve qu’à la réalité mais qui finalement se démontre être beaucoup plus proche de notre réalité que d’un monde rêvé. Un petit chef-d’œuvre qui mérite un grand succès.
Lo spettacolo è andato in scena:
Grand Théâtre – Parc archéologique de Fourvière
6 rue de l’antiquaille – Lione (Francia)
domenica 13 luglio, ore 22.00

Il Festival Les Nuits de Fourvière presenta
Le Tour du monde en 80 minutes – Orchestra di Piazza Vittorio
musica e direzione artistica Mario Tronco
produzione artistica e arrangiamenti Mario Tronco, Pino Pecorelli, Leandro Piccioni
drammaturgia Mario Tronco, Giulia Steigerwalt, Daniele Spanò
scenografia e video Daniele Spanò
disegno Luci Daniele Davino
costumi Katia Marcanio, Livia Fulvio
produzione esecutiva Daniele Davino
assistente di produzione Federica Soranzio
regia di scena Massimo Cugini, Nicolas Faure – con l’aiuto delle équipe tecniche delle Nuits de Fourvière
regia della tournée Federica Soranzio
traduzione delle canzoni Julie Quénehen
fonico di sala Gianni Istroni
fonico di palco Massimo Cugini
con
Houcine Ataa – voce
Emanuele Bultrini – chitarre
Peppe D’Argenzio – sax baritono e soprano, clarinetti
Sylvie Lewis – voce, chitarra, ukulele
Omar Lopez Valle – voce, tromba, flicorno
Ernesto Lopez Maturell – voce, bongos, timbales, congas
Sanjay Kansa Banik – tablas
Zsuzsanna Krasznai – violoncello
John Maida – violino
Gaia Orsoni – viola
Carlos Paz Duque – voce, flauti andini
Pino Pecorelli – contrabbasso, basso elettrico
Leandro Piccioni – pianoforte e tastiere
Raul Scebba – voce, vibrafono, percussioni
El Hadji Yeri Samb – voce, djembé, dumdum, sabar
Kaw Dialy Mady Sissoko – voce, kora
Ziad Trabelsi – oud, voce

Set
I don’t want to sleep
Une île en bois
Vagabundo soy
Ia ia polizia
Preludio
Saramago
Tughel
Ramsepeer
Mama Rosa
Banna tarila
Everything everywhere
Tal tal
Balsh Tebsni
Camminando
Wonala
Simon il gladiatore
I don’t want to sleep

www.nuitsdefourviere.com

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