Casa dolce casa?

Non sempre casa fa rima con focolare, Susanna Beltrami mette in scena le stanze che albergano nell’inconscio di ognuno in un’ inutile corsa verso l’uscita.

Spesso quando si parla di danza contemporanea vengono usati termini come improvvisazione e ricerca per giustificare composizioni non finite o prettamente concettuali. Poi si assiste a uno spettacolo come Le Vent Noir – su coreografia di Susanna Beltrami – e si capisce cosa sia realmente la danza contemporanea o, perlomeno, dove sia arrivata.

Prendendo linfa da diversi settori dell’arte, il lavoro dimostra una forte ricerca psicologica e una notevole preparazione accademica. Ambientato in sei stanze che segnano un vero e proprio percorso onirico, Le Vent Noir nasce da un’esplorazione personale condotta dai performer in senso verticale , scavando fino ad arrivare all’inconscio, e trasportata su un piano orizzontale per mostrarne il frutto agli spettatori. Si scava utilizzando l’immaginazione e le forme che la mente suggerisce sono trasformate in movimento.

Susanna Beltrami si ispira a Gaston Bachelard e alla sua poetica della reverie, che significa fantasticare, lasciare libera la mente e fermare in istantanee tutte le immagini che nascono da questo libero vagabondare. Il concetto di casa è il protagonista del viaggio. La casa che accoglie, ma può diventare un mostro a quattro pareti che non lascia spazio, e può essere il luogo dove l’amore si consolida fino poi a sfaldarsi nell’inesorabile trascorrere del tempo lasciando posto solo a fumose illusioni.

Il pubblico, guidato dagli stessi ballerini da una stanza all’altra, vive in prima persona lo spazio, passa attraverso le porte, metafore di speranza e di quel mistero che risiede nel futuro. Porte socchiuse, a volte non abbastanza ampie per attraversarle comodamente, segnano lo scorcio sul domani e, al contempo, la difficoltà ad andare avanti quando il passato è così fortemente radicato in noi. L’atmosfera richiama gli anni 20 e per tutta la durata dello spettacolo sembra di vivere all’interno di una grande fotografia in bianco e nero.

Le Vent Noir è un lavoro completo e ricco sia sotto il profilo teatrale sia per quanto concerne la danza. La pulizia e il rigore si ritrovano nei gesti, nei passi più complessi e persino negli sguardi. Gelidi, ma non assenti, di quel freddo che ricorda l’ipnosi freudiana, gli interpreti: presenti ma in un’altra dimensione perché lo scopo è quello di riuscire a trasportare in un altrove anche lo spettatore.

Coreografie che uniscono la danza classica con il teatro-danza infondendo nuova linfa vitale all’accademismo, ultimamente spesso accantonato e ritenuto superfluo per le avanguardie del movimento.

Lo spettacolo, studiato per 50 spettatori alla volta, è intimo, confidenziale, ci si sente parte integrante di quella casa, di quelle case. I loro mostri, i loro ricordi i loro sogni sono anche i nostri o lo sono stati almeno una volta. Il viaggio si rivelerà un circolo chiuso: nessuna via d’uscita, si ritorna indietro e ci si ritrova faccia a faccia con se stessi, non si scappa dal labirinto che abbiamo dentro.

All’interno del Festival Exister_11 Destinazioni – Autumn Session
Lo spettacolo continua:

Le Vent Noir
sabato 3 e sabato 17 dicembre
doppia replica ore 20.30 e ore 22.30
Dancehaus
via Cadolini, 37 – Milano
coreografia e regia Susanna Beltrami
set design Giorgio Martino
immagini Mario Mattioli
maître du ballet Matteo Bittante
assistente di scena Federico Melca
responsabile tecnico Mario Giallanza
interpreti Compagnia Susanna Beltrami: Matteo Bittante, Jemma Beatty, Fabrizio Calanna, Alice Carrino, Eleonora Cinti, Cristian Cucco, Giulia Murgianu, Lara Viscuso, Samantha Olmi e Salvatore Siciliano
assistenti di sala Gianluca Baggio e Claudio Santarelli
produzione ContART in collaborazione con DanceHaus Susanna Beltrami
responsabile comunicazione Stefania Civatti
ufficio stampa Renata Viola

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.