La militanza nuoce alla prosa

teatro-filodrammatici-milanoKarl Heinrich Ulrichs fu uno straordinario paladino dei diritti degli omosessuali. Ma celebrarlo con retorica non fa bene a lui. E neanche al teatro.

Di Karl Heinrich Ulrich (1825-1895) gli italiani sanno poco, anche se è morto a L’Aquila. Eppure è stato quello che Emmeline Pankhurst è stata per le donne: il pionere del movimento dei diritti degli omosessuali. Scrittore, poeta, grande esperto di latino e giurista tedesco, ebbe il coraggio di rivelare il proprio amore per gli uomini alla famiglia (l’omosessualità era ovviamente molto diffusa, ma severamente punita dalla legge). Fu lui a definire gli omosessuali “uranisti”: il 29 agosto 1867, a Monaco di Baviera, divenne il primo gay dichiarato a parlare in pubblico dei diritti omosessuali. Nell’occasione chiese al congresso dei giuristi tedeschi una risoluzione che sollecitasse l’abrogazione delle leggi anti-omosessuali. Le sue richieste vennero coperte dalle grida indignate dei presenti. Per questo, hanno fatto benissimo Saverio Aversa e Fabio Grossi a pensare di scrivere un testo teatrale su di lui. Ma, da qui in poi, fine delle lodi: L’enigma dell’amore (in scena a Milano per illecite\\visioni) gronda retorica e finisce addirittura con un attore nudo avvolto nella bandiera arcobaleno che avanza verso il video del Gay pride di questo autunno a Milano. A chi potrebbe giovare un testo che parla di tramonti e fiamme d’amore in modo quasi dannunziano, recitato come l’avrebbe recitato Eleonora Duse un secolo fa, ripieno, dalle musiche ai gesti, dalle intonazioni all’uso reiterato del “nudo neoclassico”, di tutti gli stereotipi che ci si aspetterebbe dal teatro gay, con tanto di finale alla Gloria Gaynor? I due attori hanno anche altri problemi. Fabio Pasquini, che deve ripetere mille volte la parola “sesso”, non riesce a pronunciare la “s” pulita. Il povero Francesco Maccarello, quando non è nudo e non si atteggia a statua di David, indossa un’improbabile gonna bianca che scende fino al pube, che è costretto a sollevare per adagiarsi come se fosse al banchetto di Trimalcione. Il teatro, in generale, esiste grazie alla creatività di autori, registi e attori gay: perché mai qui sembra che tutte le lezioni siano state dimenticate?

Lo spettacolo è andato in scena nell’ambito di illecite//visioni, rassegna di teatro omosessuale
Teatro Filodrammatici
Via Filodrammatici 1 – Milano
Domenica 10 novembre, ore 21.00
L’enigma dell’amore
In memoria di Karl Heinrich Ullrichs
di Saverio Aversa e Fabio Grossi
Con Fabio Pasquini e Francesco Maccarinelli
e la partecipazione in video di Leo Gullotta
Regia di Fabio Grossi
Scene di Cristiano Paliotto
Luci di Umile Vainieri
Video di Mimmo Verdesca
Coreografia di Gabriele Cantando Pascali
(durata: un’ora)
Il festival si è tenuto dal 7 al 10 novembre
Il testo sarà in scena al teatro Piccolo Eliseo di Roma dal 13 al 18 maggio 2014

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