I “barbari” che ci piacciono

I danzatori di Hervé Koubi sembrano gladiatori e ballano l’hip-hop al Milanoltrefestival.

Il dubbio che tanta esibizione di pettorali non sia casuale, che prima di tutto ci viene chiesto di guardare i corpi dei 15 ballerini in scena, è inevitabile. Perché certo, quella che la Compagnie Hervé Koubi propone, almeno in questo spettacolo per Milanoltrefestival, Les Nuits Barbares, ou les Preniers Matins du Monde, è una danza “muscolare”. Ma, appunto, i corpi e i muscoli sono così ostentati (per la gioia degli occhi, e chi lo nega?) che si tendono a dimenticare i gesti. Forse perché i gesti di questi ragazzoni che vengono da tutto il Mediterraneo in fondo non sono né così innovativi, né sempre coreograficamente coordinati o significativi. Il simpatico Hervé Koubi, che presenta lo spettacolo al pubblico prima dell’Elfo Puccini di Milano dell’inizio, spiega di aver scoperto soltanto a 25 anni di non essere francese purosangue e di avere nonni algerini (la mamma musulmana non aveva destato in lui alcun sospetto).

Ingenuità a parte, adesso esalta la mescolanza di culture e religioni (il papà è ebreo). E spiega anche che, quando ha fatto la call sui social per questo balletto e si sono presentati 250 uomini e soltanto una ragazza, non si è posto il problema di genere. Ci sta pure e a noi vecchie ragazze della critica diverte anche questa sfilata di gladiatori del 2020. Ma il punto è che alla fine i maschi, da soli, sembrano saper fare solo la lotta: sfoderano coltelli e bastoni, si accapigliano e muoiono.

Poi si portano in trionfo o sulla pira funebre. Ogni tanto, più languidamente, si abbracciano e accarezzano, ma è solo per riprendere fiato (parrebbe) prima di ridarsele di santa ragione. Forse è giusto così. Forse l’hip hop è proprio l’ultima sublimazione dello scontro, una “haka” acrobatica dei nostri tempi che ben si sposa (non a sorpresa) con il requiem di Mozart e le musiche tradizionali algerine. E dunque inutile farci tanti discorsi teorici sopra: è bello vedere ballare i 15 ragazzi del Mediterraneo.

Non avrebbe guastato, forse, qualche invenzione in più. Ma così, inutile ripeterlo, ci si può serenamente concentrare sulla loro estetica.

Lo spettacolo è stato in scena
Teatro Elfo Puccini

Corso Buenos Aires 33 – Milano
23 e 24 settembre 2020
Visto il 23 settembre alle 20,30

Les Nuits Barbares, ou les Premiers Matins du Monde
Compagnie Hervé Koubi
coreografia Hervé Koubi
assistenti alla coreografia Guillaume Gabriel, Fayçal Hamlat
danzatori Adil Bousbara, Mohammed Elhilali, Abdelghani Ferradji, Zakaria Nail Ghezal, Oualid Guennoun (option), Bendehiba Maamar, Nadjib Meherhera, Mourad Messaoud, Houssni Mijem, Ismail Oubbajaddi, El Houssaini Zahid, Tomi Cinej, Vladimir Gruev, Chaker Ferradji, Pasquale Fortunato
musica Mozart, Fauré, musique traditionnelle algérienne, Wagner
creazione musicale originale Maxime Bodson
arrangiamenti Guillaume Gabriel
luci Lionel Buzonie
costumi, accessori et maschere Guillaume Gabriel in collaborazione con Claudine G-Delattre
pugnali Esteban Cedres
(durata: 70 minuti)

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