Per la seconda giornata di Ad Arte, una nuova esplosione di colori, suoni e pubblico invade Calcata.

Il progetto di Igor Mattei e Marina Biondi, in collaborazione con Upter Università Popolare di Roma, Isola del Cinema, Distribuzione Indipendente e Welcome Theatre, rappresenta ormai una vera e propria boccata d’ossigeno, un salutare addio all’agosto e all’estate al tramonto.

La dimensione comunitaria di cui più volte abbiamo raccontato i meravigliosi contorni, la qualità complessiva della manifestazione, l’esuberanza delle sue maestranze sono caratteristiche affatto scontate per un festival indipendente e autoprodotto o, come direbbero gli stessi organizzatori, eretico, resiliente e utopico, in direzione ostinata e contraria.

Sono queste le sensazioni che anche questa edizione sta lasciando sedimentare e che, facendo il paio con un trend positivo lungo cinque anni, continua a veder crescere il positivo riscontro di un pubblico sempre più variegato, mentre la stampa, soprattutto la nuova intellighenzia online, sembra distratta e in altre faccende affaccendata per notare e occuparsi di un contesto artistico fertile, ma senza torte da spartire.

Ricchissima la programmazione iniziata la mattina presto con i «canti di tradizione, di lotta, d’amore e di migrazione dal centro Italia» di Stefania Mellace e Davide Marzattinocci e l’interessante presentazione del libro Il tempo interiore dedicato ad Andrej Tarkovskij con lo scrittore Filippo Schillaci.

Controversa la parte teatrale e due gli eventi quantomeno discutibili. Il primo, la pseudo-poetica esaltazione della ricerca de Il goal perfetto che caratterizzerebbe il calcio secondo Dino Giarrusso, un racconto introdotto da stralci da Camus e Pasolini (noti pasionari del gioco), subito sprofondato nell’assoluta banalità e nell’unica virtù della brevità. Virtute che non ha accompagnato, d’altro canto, il secondo inciampo della giornata, ossia la retorica autocelebrazione del viaggio autobiografico proposto Mita Medici  nel ’68, anni formidabili di cui la celebre ragazza del Piper ha vissuto in prima persona eventi e aspirazioni. Un happening apparentemente informale e accompagnato dalla bella chitarra di Andrea Simone che, coniugando la sfera del proprio privato a quella pubblica e collettiva, ha lasciato affiorare una fastidiosa percezione di narcisismo di chi, da anima bella, cerca di convincere (se stessa forse più che il pubblico) del proprio status di rappresentante di una generazione della meglio gioventù. L’idea di raccontare con musica, citazioni (Dante, Constantino Kavafis) e autocitazioni (sic!) la Storia attraverso l’intreccio con le proprie storie ha così composto un viaggio a ritroso nel tempo, a una rivisitazione stucchevole e senza appeal di luoghi, costumi e sogni di quell’epoca controversa che fu (anche, ma non solo) dei figli dei fiori.

Divertenti e molto apprezzati, invece, Sulla legge di Murphy – conferenza semiseria sul senso della vita di e con Tommaso De Santis (una ricerca – da affinare, ma capace di strizzare l’occhio alla cronaca politica più recente – sul celebre paradosso secondo il quale «se qualcosa può andar male, andrà male» e i suoi relativi corollari), Lo gran diluvio – racconto n1 di e con Antonio Manzini (parodia del celebre episodio del libro della Genesi, resoconto di un nuovo intervento divino per rimettere le cose a posto affidato al più imbranato degli angeli) e Storia di incroci e d’anarchia, spettacolo vincitore dello Short Lab del Cometa Off di Roma, esilarante interpretazione di e con Veronica Milaneschi di una donna dipendente dalla rabbia nei confronti del traffico romano e dal Prozac.

Pur essendo ancora lontano dalla chiusura del cerchio, nel restituire compiutamente uno stralcio di Grande e piccolo (perturbante testo del geniale Botho Strauss), l’Agadir di Flavio Cipriani, interpretato da Miriam Nori, già rappresenta un suggestivo affresco dell’erranza di una giovane donna nei labirintici meandri della propria mente, mentre la breve messa in scena a cura di Emiliano Russo di Farfalle ha visto giganteggiare il talento maturo di Diletta Masetti – accanto a quello ancora acerbo di Luca Avallone – in un allestimento che, seppur ancora a livello di reading drammatizzato, ha saputo spalancare l’abisso delle paurose con(trad)dizioni di un rapporto familiare incostante, spezzato e, infine, tragico.

Tuttavia, a essere stata sorprendente protagonista è stata la musica, prima con la deliziosa Gisela Oliviero, che ha suonato e rivisitato musiche della cultura latino-americana, poi e soprattutto con il concerto di Rasna e guests (gli Orange8), band etrusca nel nome, ma attualissima e coinvolgente nel plasmare atmosfere sonore intrise di ironia, spiritualismo e ritmi ballabili. Un’esperienza estetica di valore assoluto per una conclusione di serata oltremodo travolgente ed entusiasmante.

Gli spettacoli sono andati in scena all’interno del Festival AD ARTE di Calcata
sabato 1 settembre

ore 11:00 – Piazza Vittorio Emanuele II
Santonie lu nemice di lo dimonie
chitarra e voce con Stefania Mellace e Davide Marzattinocci (durata 40’)

ore 11:00 (dalle) – Face painter e balloon artist per bambini a cura di Tata Mary

ore 12:00 – Granarone
L’arte della visione di Andrej Tarkovskij
incontro con lo scrittore Filippo Schillaci e presentazione del suo libro Il tempo interiore

ore 16:00 – Piazza Vittorio Emanuele II
Del Otro Lado
di e con Gisela Oliviero

ore 17:00 – Via Tripoli
Sulla legge di Murphy – conferenza semiseria sul senso della vita
di e con Tommaso De Santis (durata 30′)

ore 19:00 – Piazzetta Porta Segreta
Farfalle
mise en espace a cura di Emiliano Russo
con Luca Avallone e Diletta Masetti (durata 35′)

ore 19:30 – Rupe dei Massimo
Il goal perfetto
di e con Dino Giarrusso (durata 8′ – Via Sinibaldi 21/29)

ore 20:30 – Via Cavour – Rupe dello Scorpione
Lo gran diluvio – racconto n1
di e con Antonio Manzini (durata 30′)

ore 21:00 – Via della Scuola
Storia di incroci e d’anarchia
di e con Veronica Milaneschi
regia di Patrizio Cigliano (durata 12′)

ore 21:30 – Rupe Maggiore
Io sono una figlia dei fiori – tutto può succedere
happening con Mita Medici
alla chitarra Andrea Simone (durata 45′)

ore 22:15 – Piazzetta Porta Segreta
Agadir
di Flavio Cipriani da Piccolo e grande di Botho Strauss
con Miriam Nori
regia di Flavio Cipriani (durata 15′)

ore 23:00 – Piazza Umberto I
Rasna e guests
musiche originali di Edù Nofri
con Edù Nofri

foto di Stefano Massimo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.