The Dark Side of the Moon

OGRKalle Nio e Vera Selene Tegelman protagonisti di Lӓhtö/Départ, una proposta teatrale in equilibrio tra illusione e settima arte, presentata all’OGR di Torino dal Festival Teatro a Corte.

La performance diretta e interpretata da Kalle Nio pone parecchie domande al critico e allo spettatore.

Presentata essenzialmente come forma di nouvelle magie, sembra che l’effetto illusione (soprattutto ottica) risieda maggiormente nel risultato che l’autore vuole sortire nel pubblico, piuttosto che nell’uso ­- da parte sua e della sua partner in scena – di veri trucchi da prestigiatore. Ciò che, di conseguenza, lo spettatore potrebbe rimproverargli – ossia un disvelamento dei mezzi – è una scelta stilistica di Nio, il quale afferma che «sebbene il mio background sia quello della magia tradizionale e abbia lavorato in ambito cinematografico, ciò che mi interessa è il limite del termine “magia”, ed è per questo motivo che, sebbene proponga dei trucchi da illusionista (come, ad esempio, quello delle braccia della partner che lo stringono, mentre la sua cela la figura di lei, nascosta nell’ombra, n.d.g.) non temo che gli stessi si svelino facilmente».

La serie di scene – legate dal fil rouge dell’illusione amorosa infranta – presenta una discontinuità che, a volte, interrompe l’impatto emotivo sullo spettatore e rallenta il ritmo ma, anche in questo caso, Nio racconta che è un effetto voluto dato che, «essendo[si] formato come montatore cinematografico, cio che [lo] interessa sono le possibilità create dalla giustapposizione delle sequenze (in una visione anti-lineare della trama) e dalla dilatazione dei tempi».

L’autore, del resto, è interessato – e i rimandi stilistici abbondano nella performance: dal bianco e nero alla scelta del muto, fino alle inquadrature decisamente espressioniste dei video proiettati sui teli – all’immaginario del cinema degli albori, quello di un Georges Méliès, che era (prima ancora che regista) un mago.

Il risultato complessivo di questo mix di illusionismo e cinematografia, teatro-danza e mimo (che raggiunge il meglio di sé nel riflesso di Tegelman che cerca di risalire in superficie dopo il naufragio emotivo e fisico della coppia: assolutamente da vedere) è però troppo lento e, a volte (come all’inizio), eccessivamente ripetitivo.

Dato che Nio ha tenuto a precisare che lo spettacolo – che ha debuttato recentemente – è ancora suscettibile di miglioramenti e nonostante l’autore dica che gli piaccia «sperimentare l’altra faccia del circo: togliere i colori, il ritmo, l’allegria insita nel genere per restituirne un’immagine che» sa essere cupa; forse un alleggerimento dei toni, una minore compostezza, una sbavatura non voluta, restituirebbero emozioni più autentiche di quanto non faccia una performance, a tratti, troppo ingessata e di maniera.

Anche la faccia della luna illuminata dal sole ha un suo perché.

Lo spettacolo ha avuto luogo all’interno del Festival Teatro a Corte:

OGR
corso Castelfidardo, 22 – Torino
sabato 6 luglio, ore 21.30
 
WHS – Kalle Nio presenta:
Lӓhtö/Départ
nouvelle magie – Finlandia
direzione Kalle Nio
coreografia Vera Selene Tegelman e Kalle Nio
performers Kalle Nio e Vera Selene Tegelman
costumi Mila Moisio e Kaisa Rissanen
musica e sound design Samuli Kosminen
luci Jere Mönkkönen
video Matias Boettge e Kalle Nio
produzione WHS
con il sostegno di Les Migrateurs / associés pour les Arts du Cirque, Koneen Säätiö, Suomen Kulttuurirahasto, Taiteen keskustoimikunta e Alfred Kordelinin Rahasto
in collaborazione con TorinoDanza Festival 2013

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