Dal 3 all’11 maggio al Teatro Libero di Milano andrà in scena la IVa Rassegna di teatro omosessuale. Una pluralità di percorsi per giungere a un’unica meta: essere se stessi.

Una delle poche isole felici in questo nostro Paese, dove si può ancora discutere civilmente, confrontarsi e raccontarsi, sembra essere il teatro. Non ci credete?

Eppure, in un’epoca in cui destra e sinistra si scandalizzano perché Renzo Bossi avrebbe dichiarato a Vanity Fair che non tiferà per la Nazionale di calcio ma rimangono indifferenti di fronte a quanto avrebbe aggiunto, ossia: «Nella vita penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga»; in cui, nella confusione ideologica imperante, sono quasi tutti concordi nel difendere nazionale, religione e guerra, ma si dimenticano di denunciare l’omofobia implicita nel termine “culattoni” o di leggere tra le righe l’identificazione tra drogato – nella migliore delle ipotesi un malato, nella peggiore un vizioso – e omosessuale. Ebbene in questo Paese – quasi unico in Europa (ci fanno compagnia solo altri esempi di modernità quali la Grecia, Malta e Cipro, ma non la cattolicissima Irlanda) a non riconoscere alcun diritto alle coppie di fatto e tanto meno a quelle con partner dello stesso sesso – negli ultimi mesi sono andati in scena spettacoli controcorrente come Kvetch di Steven Berkoff, al teatro della Contraddizione, Angels in America e Shopping and Fucking all’Elfo, solo per citarne alcuni sui palcoscenici milanesi.

E a maggio un’altra isola felice, il Teatro Libero – sebbene privo di qualsiasi patrocinio pubblico per la rassegna – inaugura la quarta edizione di Liberi amori possibili, dove l’accento cade sulla parola “possibili”. Perché ormai è il tempo di uscire dalle logiche della tolleranza – che implica un senso di superiorità in coloro che la esercitano – e della scelta – pensate che risate se il giornalista di turno chiedesse all’intervistato/a: «Scusi, quando ha capito di essere etero?» – per entrare nel regno infinito delle possibilità.

Una rassegna importante sia a livello di contenuti che di forme, perché non basta elogiare il fatto che si parli di un certo tema se il linguaggio e l’espressione non sono all’altezza. Del resto, la scorsa manifestazione ha registrato il tutto esaurito e, quest’anno, le proposte artistiche vagliate dalla direzione del festival sono state quasi 200, per la maggior parte provenienti dal centro-sud. Va notato che proprio per ragioni di qualità non sono stati inseriti spettacoli sul tema lesbico, dato che il materiale pervenuto non è stato giudicato all’altezza delle altre proposte.

La rassegna si apre lunedì 3 con Pelle, una commedia drammatica incentrata sulla storia di Serena, transessuale alla vigilia dell’intervento, mentre L’ultimo Sanremo del millennio promette di essere uno spaccato irriverente del dietro le quinte del Festival. Ad hoc, visti i rigurgiti fascisti in tempo di Festa della Liberazione, Le rose di Jürgen, che racconta la vita di un giovane omosessuale tedesco nella Berlino nazista. E ancora, Prigionieri del sesso, il romantico Ultima stagione in Serie A e One New Man Show, scelto perché descrive, per la prima volta in uno spettacolo italiano, il transessualismo maschile. The Houseboy è tratto dall’omonimo film di Spencer Schilly, mentre Tuttonostro affronta l’argomento tabù per eccellenza, ossia il desiderio di avere un figlio ricorrendo all’inseminazione artificiale – anticipato alle 19.00 dalla presentazione del docu-film Il lupo in calzoncini corti.

Infine, a chiusura della rassegna, Alexis, adattamento teatrale dell’opera di Marguerite Yourcenar, una tra le autrici più sensibili e intelligenti del Novecento.Un panorama quindi ampio che promette di affrontare tematiche molto diverse fra loro da un punto di vista soggettivo – ma mai scontato.

IVa Rassegna di teatro omosessuale
Liberi amori possibili
Teatro Libero
via Savona 10 – Milano
www.teatrolibero.it
da lunedì 3 a martedì 11 maggio, ore 21.00

lunedì 3:
The Worrybeads -Napoli:
Pelle
testo e regia Kio
con Kio, Amalia Rucco, Anna Mosella

martedì 4:
Con-Fusione – Firenze:
Le rose di Jürgen
di Giacomo Fanfani
con Lorella Serni, Rafael Porras Montero

mercoledì 5:
Compagnia Flavio Mazzini – Roma:
L’ultimo Sanremo del millennio
di Flavio Mazzini
regia Marco Medelin
con Cristiano Cecchetti, Fabrizio Costa, Angelo Curci, Fabrizio Foligno, Silvana Rossomando, Michela Totino

giovedì 6:
Le Officine Papage:
One New Man Show – Quando hai un corpo che dice tutto il contrario di quello che sei
testo, musiche originali e regia Davide Tolu
con Matteo Manetti

venerdì 7:
Massimo Stinco/Noir Desir – Firenze:
The Houseboy – Ragazzo Tuttofare
di Spencer Schilly
regia Massimo Stinco
con Fabio Maffei, Simone Marzola, Tony Allotta, Giovanni di Lonardo, Orazio Sagone Manzella, Giuseppe Sternativo, Jacopo Bartaloni, Massimo Stinco e con la partecipazione straordinaria di Regina Miami
V.M. 18 anni

sabato 8:
Altrarte – Roma:
Prigionieri del sesso
di John Roman Backer
regia Antonio Serrano
con Antonio Bonanotte, Daniel Plat

domenica 9:
Azteca Produzioni – Roma:
Ultima stagione in Serie A
testo e regia Mauro Mandolini
con Marco Bocci, Fabrizio Sabatucci

lunedì 10:
Metamorphè – Roma:
Tuttonostro
di Alessandro Di Marco, Valentina Reginelli, Claudio Renzetti
regia di Alessandro Di Marco e Claudio Renzetti
con Alberta Andreotti, Marika Cazzaniga, Alessandro Di Marco, Michela Fabrizi, Claudio Renzetti, Claudio Strinati

martedì 11:
Imargini – Civitanova Marche:
Alexis o il trattato della lotta vana
di Marguerite Yourcenar
adattamento teatrale Alessandra Arcieri
regia Massimo di Michele
con Piergiuseppe di Tanno

Eventi collaterali:
domenica 2 maggio ore 23.00:

Grande Festa di Apertura della Rassegna
Join the Gap presso il Borgo del Tempo Perso
via Fabio Massimo 36 – Milano
lunedì 10 maggio ore 19.00:

Storie di Omogenitorialità
Teatro Libero
Dibattito con presentazione del docu-film

Il lupo in calzoncini corti
di Nadia Dalle Vedove e Lucia Stano

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