maggio-fiorentinoAl Teatro Goldoni di Firenze – nell’ambito dell’LXXX° Festival del Maggio Musicale – riflettori accesi su Julian Prégardien e il suo convincente programma liederistico.

Il giovane tenore tedesco, al suo debutto al Maggio, ha convinto l’intero – seppur poco numeroso – pubblico, interpretando appassionatamente una oculata selezione di lieder di Robert Schumann, Franz Liszt, Hugo Wolf e Franz Schubert. I quattro compositori scelti da Prégardien hanno innegabilmente donato splendide pagine di musica a questo genere – forse le più belle – affidandosi per le parole a poeti del calibro di Heinrich Heine, Eduard Morike e Johann Wolfgang von Goethe e instaurando altresì con essi un rapporto quasi simbiotico, capace di donare alla musica grandi emozioni e sentimenti forti. Tutto ciò è assai evidente, ad esempio, nel Liederkreis op. 24 di Schumann, all’interno del quale è narrato un classico quanto struggente tema, proprio del Romanticismo: l’amore non corrisposto, che conduce alla disperazione, alla fuga e, infine, alla rinnovata quiete e serenità. Schumann rende la continuità del ciclo componendo l’intera raccolta tramite legami tonali e tematici, particolarmente evidenti soprattutto tra il primo e l’ultimo brano. Interessante, inoltre, il confronto che Prégardien mette in atto tra Schumann e Liszt, entrambi affidatisi ad Heine per le parole, proponendo la versione lisztiana di Morgens steh’ich auf und frage e Anfangs wollt’ich fast verzagen, subito dopo quella schumanniana. Come liedersita, Liszt si pone all’opposto di Schumann sia per l’eclettica scelta dei testi, sia per le soluzioni stilistiche adottate. Per lungo tempo il canzoniere di Liszt è stato oggetto di forti critiche le quali, fortunatamente, incominciano a lasciare spazio a una più che giustificata rivalutazione, che non può non fare i conti con una innegabile incisività del profilo melodico delle opere dell’artista.
Gli ultimi due compositori nell’intelligente programma del cantante sono anch’essi associati per opposizione: si tratta di Wolf – che grazie alle parole di Morike supera un problematico blocco creativo – e di Schubert – che, al contrario, è stata una vera e propria “macchina per comporre”. I Lieder del primo, troppo attaccati al verso, risultano forse meno incisivi e immediati, più laboriosi da fruire del secondo, che raggiunge un livello altissimo di tensione lirica e musicale nel meraviglioso Lied dell’immobilità Meeres Stille.
Julian Prégardien ha saputo destreggiarsi con rara grazia ed espressività nel suo complesso e niente affatto scontato programma, mostrando, a un pubblico rapito ed entusiasta, una voce corposa e matura ma anche flessibile e morbida, capace di assecondare le esigenze stilistiche ed espressive di musica e parole. Al suo fianco Michael Gees, pianista esperto e attento, con il quale è stato evidente, sin dalle prime note, un affiatato rapporto di totale fiducia reciproca. Speriamo di incontrare nuovamente e presto questi due eccellenti artisti in un Teatro del Maggio Musicale Fiorentino rinnovato.

Il concerto è andato in scena:
Teatro Goldoni
via di Santa Maria, 15 – Firenze

tenore Julian Prégardien
pianoforte Michael Gees

Robert Schumann
Liederkreis op. 24
su testi di Heinrich Heine
Franz Liszt
5 Lieder su testi di Heinrich Heine
Morgens steh’ich auf und frage, Im Rhein, Im schönen Strome,
Du bist wie eine Blume, Anfangs wollt’ich fast verzagen
Hugo Wolf
5 Lieder su testi di Eduard Mörike
Lied eines Verliebten, Der Tambour, Jägerlied, Lied vom Winde, Heimweh,
An die Geliebte
Franz Schubert
Auf der Bruck, Jägers Abendlied, An mein Herz, Du liebst mich nicht,
Der Zwerg, Meeres Stille, Auf dem Wasser zu singen, Im Abendrot,
Willkommen und Abschied

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