Charioteer Theatre al Piccolo Teatro

piccolo-teatro-milanoLa compagnia britannica torna in Italia per un mese ricco di appuntamenti tutti in lingua inglese.

Anche per questa stagione si rinnova il connubio Charioteer Theatre – Piccolo Teatro.
La novità è che la compagnia britannica sarà presente a Milano per tutto il mese di gennaio, con spettacoli e laboratori: un’offerta vastissima di esperienze che studenti e adulti possono fare affrontando testi in lingua originale.
Oltre a To be or…Note! – già presentato l’anno scorso con grandissimo successo – i due spettacoli di punta sono stati Light Killer e Shakespeare Vs Shakespeare on air.
Il primo – che ha debuttato alla passata edizione del Fringe Festival di Edimburgo – è uno spettacolo molto originale: una favola in cui la luce – quella che ognuno ha dentro di noi – è la protagonista assoluta. Il testo di Magdalena Barile è molto particolare, a tratti ironico, ma sempre molto profondo e sulla scena Alan Alpenfelt e Adele Raes riescono a essere un valido collante tra tutti gli elementi dello spettacolo che di per sé potrebbe presentare davvero molte insidie (il fatto di avere la luce e vari elementi luminosi come co-protagonisti non è semplice per un attore). Fortunatamente tutto l’apparato illuminotecnico è curato con grande perizia e sensibilità – un eccellente Manuel Frenda ha saputo creare un mondo parallelo fatto di luci e ombre davvero suggestivo, capace di riempire la scena senza farci rimpiangere la mancanza di un vero apparato scenografico. La regia di Laura Pasetti ha colto tutte le sfumature possibili di questa storia perché il pubblico la sentisse vicina e ne fosse totalmente coinvolto. Complice di questo successo è anche la durata dello spettacolo – un’ora senza intervallo – oltre la quale probabilmente sarebbe diventato più difficile per gli attori tenere sotto controllo i numerosi elementi compositivi.
Con Shakespeare Vs Shakespeare on air si cambia totalmente atmosfera: è sempre una favola contemporanea, ma con lo zampino del genio di Shakespeare.
Ambientato in una stazione radio scozzese dei giorni nostri, quattro ragazzi si confrontano con la vita di tutti i giorni e i relativi problemi, ma il loro lavoro è recitare e trasmettere brani di Shakespeare. Prigionieri in radio a causa di un disastro, si troveranno a riflettere sulla vita e sulla morte, sull’amore e su tutti i sentimenti che il grande drammaturgo inglese ha saputo descrivere così bene nei propri testi.
In scena la riproduzione della stazione radio è ben studiata: lo spazio è ben calibrato e organizzato per un teatro particolare come il Teatro Studio, dove la visione non è solo frontale. La particolarità però sta nella costruzione dello spettacolo, dove il testo è indissolubilmente intrecciato ai monologhi originari: a volte vengono annunciati, a volte invece le due dimensioni si susseguono senza soluzione di continuità, quasi si mescolano, diventando un tutt’uno. Anche se questo modo di procedere può presentare una certa difficoltà di comprensione per chi non conosce bene i brani citati – e quindi non riesce esattamente a capire dov’è il confine tra Shakespeare e Pasetti/Guardigli – in realtà è assolutamente vincente e non c’è modo migliore per dimostrare l’attualità del Bardo.
Ottima la prova attoriale per interpreti in grado di ben giocare con le situazioni e le caratteristiche peculiari dei propri personaggi: travolgente Nicola Ciaffoni nel calibrare un lato naturalmente comico e ingenuo, con tutto il ricco mondo interiore del ruolo. Gary Quinn e Philip Kingscott bravissimi nel far emergere tutto il retroterra personale dei loro personaggi, mentre Clare Ross ha interpretato Lady Macbeth in modo assolutamente magistrale. Vero tocco di ingengo è l’Arcangelo Raphael interpretato da una brillante Laura Pasetti in rosa shocking che ha saputo divertire e guidare il pubblico nella comprensione.
Non si capisce se è una vera scelta registica o se è un effetto psicologico che fa presa sul pubblico, ma è ottima l’intuizione di dilatare il ritmo dello spettacolo con l’aumentare delle ore e dei giorni di “prigionia” nella stazione: il senso di noia e abbandono che c’è tra un guizzo di speranza e l’altro sono resi molto bene. Come sempre però in queste situazioni, c’è il rischio che si perda il controllo e lo spettacolo diventi statico, anche per la ripetitività della situazione – che è per l’economia della storia una situazione di stallo: non è mai successo, ma in un paio di casi si è arrivati proprio al limite.
In ogni caso è uno spettacolo che offre moltissimi spunti di riflessione, oltre che divertire e avvicinare il pubblico in modo diverso e mai superficiale all’opera di Shakespeare.

Gli spettacoli sono andati in scena:
Light Killer
dall’8 al 16 gennaio 2015
Piccolo Teatro Studio Melato
via Rivoli 6 – Milano

Light Killer
di Magdalena Barile
traduzione Maggie Rose
regia Laura Pasetti
luci Manuel Frenda
musiche Zeno Gabaglio
maschere Sara Bocchini
con Alan Alpenfelt e Adele Raes
produzione Charioteer Theatre
in coproduzione con Zweet
in collaborazione e con il supporto di Italian Cultural Institute of Edinburgh

Shakespeare Vs Shakespeare on air
dal 19 al 23 gennaio 2015
Piccolo Teatro Studio Melato
via Rivoli 6 – Milano

Shakespeare Vs Shakespeare on air
di Laura Pasetti e Gianni Guardigli
regia Laura Pasetti
con Clare Ross, Gary Quinn, Philip Kingscott, Nicola Ciaffoni
luci a cura degli studenti corso “Illuminotecnica e lighting designer” promosso da ICARE
coproduzione Charioteer Theatre e Piccolo Teatro di Milano
in collaborazione e con il supporto di Italian Cultural Institute of Edinburgh

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