Per sempre libera

Per la rassegna Sguardi S-velati va in scena al Teatro Due di Roma L’incoronata, il ritratto di una donna di fine Settecento che incarna gli eterni moti dell’anima umana.

Luisa Sanfelice ha amato troppo ricavandone, come unica conseguenza, la decapitazione; da quel lontano 1800 leggenda vuole che il suo fantasma continui ad aggirarsi in Piazza Carità a Napoli.
È da qui che parte L’Incoronata di Emanuele Tirelli, prodotta da Tavole da Palcoscenico e diretta da Iolanda Salvato. Personaggio storico, vissuto a Napoli fra il 1764 e il 1800, andata in sposa ad Andrea Sanfelice, coinvolta in tresche amorose, Luisa sventò la congiura dei fratelli Baccher contro i repubblicani durante la rivoluzione del 1799 attirando, così, le ire del re Ferdinando di Borbone che la condannò a morte.
Luisa torna ora sul luogo dell’esecuzione dove parlando alla madre, soltanto immaginata, ripercorre la sua vita narrandola allo spettatore con la stessa veemenza di un fiume in piena.
L’appassionata napoletanità restituisce l’immagine di una donna dal vissuto intenso, che nel racconto riflette se stessa e il suo carattere, l’amore per il marito e per gli amanti che l’ha inevitabilmente condotta alla fine.
Ora la sua unica ossessione è vendicarsi di chi le ha reso il cammino irto di difficoltà: per liberarsi di questo tormento deve uccidere re Ferdinando. A fare da sfondo alla vicenda personale si intrecciano i fatti storici dell’Italia dell’epoca e, in particolare, di una Napoli definita dallo stesso Tirelli «meravigliosa e forte, ma anche vanitosa e, troppo spesso, capricciosa e accondiscendente».
Luisa Sanfelice è una di quelle donne la cui storia racconta sempre troppo poco: moderna nel suo tentativo di autodeterminarsi, ha vissuto fino all’ultimo libera da costrizioni; eccessivamente fiduciosa nel prossimo e nell’amore si è ritrovata infine sola, abbandonata da marito e amanti, costretta a rassegnarsi a una morte ingiusta.
La rabbia e il dolore arrivano al pubblico attraverso un crescendo di sentimenti e di emozioni che creano, grazie alla recitazione fortemente espressiva – seppure a tratti scomposta nei toni – di Mariangela D’Amora, un’atmosfera di tesa partecipazione, all’interno della quale si amalgamano perfettamente momenti di amara comicità, volti a rendere in maniera verosimile i variegati moti dell’animo umano.
L’esplosione emotiva finale segna la conclusione di un percorso quasi catartico, tramite il quale la protagonista capisce che la risoluzione della sua vicenda non consiste nel versare altro sangue, ma nella pura presa di coscienza di se stessa, e nella liberazione del peso che opprime la sua anima.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Due Roma
vicolo Due Macelli, 37 – Roma
fino a giovedì 27 ottobre
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
(durata un’ora circa senza intervallo)

Tavole da palcoscenico presenta
L’incoronata
di Emanuele Tirelli
con Mariangela D’Amora
regia Iolanda Salvato
musiche originali Igor De Vita
costumi Adelia Apostolico
assistente ai costumi Gloriana Manfra
disegno luci Marco Zara
aiuto regia Veronica Veneruso
assistente alla regia Antonio Atte
esecuzione musicale Igor De Vita (pianoforte) e Catello Tucci (violoncello), registrate da Peppe De Angelis @ Monopattino Recording Studio
graphic Manuela Russo
lingua italiano e napoletano

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