Napoli ed è subito magia e teatro

Il Teatro di documenti inaugura il 2020 con una splendida trasposizione di uno dei racconti più noti del capolavoro immortale di Giambattista Basile.

Scritto nel XVII secolo da Giambattista Basile, Lo cunto de li cunti è entrato definitivamente nel canone della grande letteratura classica italiana; già Benedetto Croce, agli inizi del XX secolo, aveva sottolineato la straordinaria portata artistica e culturale della raccolta di racconti popolari di Basile. Complice la sua natura così stravagante ed eccezionale sottolineata dal sottotitolo Trattenemiento de li peccerille che ne ha sempre specificato la dimensione fiabesca e bambinesca, l’importanza dell’opera di Basile è stata ingiustamente relegata spesso all’ambito della scrittura dialettale e folkloristica; in anni recenti, si è assistito a una riscoperta filologica, accademica e soprattutto nazional-popolare di questo grande capolavoro della letteratura italiana, complice da un lato il fortunato film del 2015 diretto da Mario Garrone, dall’altro l’opera di divulgazione e di recitazione che l’autore Beppe Barra conduce da decenni sui palchi di tutta Italia.

E se Garrone, grazie al finanziamento della produzione americana, ha potuto puntare sulla dimensione visionaria, espressionistica e iperbarocca del classico basiliano, Barra – senza risparmiare critiche al regista  – ha sempre voluto recuperare l’essenzialità del testo del poeta napoletano, dove l’appariscenza che Garrone ha trasferito sul piano visivo e fotografico appartiene da subito alla magia della parola e dei versi. Ed è probabilmente a questa seconda prospettiva che fa riferimento Vincenzo Longobardi per la messa in scena de Lo cunto de la vecchia vergine, conosciuto anche col titolo Racconto della vecchia scorticata, in scena presso gli spazi del Teatro di documenti dal 3 al 6 gennaio. Si tratta di una delle favole più conosciute della raccolta basiliana, non a caso portata sul grande schermo da Garrone e spesso recitata e interpretata dallo stesso Barra; Longobardi, come quest’ultimo, decide di puntare sulle tonalità grottesche, sguaiate e irriverenti tipiche della cultura partenopea, facendo in modo che il risvolto grandguignolesco, quasi gotico, spietato, truculento sia a suo modo contenuto dal sarcasmo dialettale e dall’atmosfera popolare e al contempo magica dei bassifondi napoletani.

A tutto questo, si aggiunge l’elemento partecipativo che pare connaturato al racconto di Basile: la compagnia Il Camerino coinvolge attivamente il pubblico, accompagnandolo attraverso un itinerario tra i diversi spazi sotterranei del teatro, tra le grotte e le sale sotterranee, oltre a invitarlo alle danze e alle tammuriate che intervallano il racconto. A questi elementi folkloristici da teatro popolare, che richiamano i burattini e la commedia dell’arte e che nell’immaginario partenopeo fanno sovrapporre e confondere teatro e vita reale, recitazione e realtà, Longobardi aggiunge l’utilizzo ponderato e corretto di ausili multimediali, come le proiezioni di cartoni animati ed elementi scenografici. I costumi sono precisi sia per il lato comico, sia per la ricostruzione immaginifica: gli elementi settecenteschi insistono sulla natura assurda del barocco eccessivo e parossistico, volutamente kitsch. Straordinari gli interpreti, che coi loro eccessi, tanto a livello verbale che gestuale, offrono al pubblico un’esperienza unica, che recupera l’autenticità esplosiva del testo originale del grande Basile.

Lo spettacolo continua
Teatro di Documenti
Via Nicola Zabaglia, 42 – Roma
dal 3 al 6 gennaio
venerdì ore 20.45, sabato ore 19.00, domenica e lunedì ore 18.00

Produzione Compagnia Il Camerino presenta
Lo cunto de’ la vecchia vergine
antica fiaba da Lo cunto de li cunti. Trattenemiento de li peccerille di Giambattista Basile
Versione teatrale Vincenzo Longobardi.
Con Aldo Ancona, Grazia Barbero, Maila Barchiesi, Donatella Busini, Masaria Colucci, Fabio Di Bernardino, Rosario Gargiulo, Rosa Inserra, Vincenzo Longobardi, Giampiero Masala, Silviana Marazzi, Raffaella Moschella, Carmela Rossi, Bianca Maria Salvati, Mauro Toscanelli, Stefania Venettoni.

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