Lo Schiaccianoci: tante ombre e poco Natale

Come ogni anno, è consuetudine portare sul palcoscenico genovese nel periodo delle feste, lo spettacolo natalizio per eccellenza: lo Schiaccianoci di Čajkovskij; ma quest’anno qualcosa è andato storto.

Tra le arti che calcano il palcoscenico, il balletto ha a sua disposizione il connubio musica e movimento. Non ci sono parole, ci sono spostamenti ed emozioni tuttavia occorre che sul palco, se si decide di intraprendere certe scelte, si compia tutto il lavoro necessario per portarle a termine.
Forse reputando più che sufficienti i colori e le scenografie, sebbene ridotte, di Emanuele Luzzati (bellissime come sempre), lo spettacolo non ricorre ad altri strumenti per cullare il pubblico nell’atmosfera del Natale. Grossi regali, perlopiù giocattoli, un albero scarno e di cartone, pochi accenni alla neve.
I costumi (perfetti) descrivono i personaggi e ne danno personalità, come accade per i due nonni tutt’uno con il loro stare in poltrona, tuttavia qualcosa manca: l’atmosfera. Colori certamente abbondanti, forme definite ma il tutto in povertà. Pochi gli elementi descrittivi della scenografia, mentre i danzatori in movimento, nella vacuità del palcoscenico, non trascinano dentro l’opera gli spettatori.
Il racconto di Clara è narrato dallo zio della stessa, il prestigiatore invitato alla vigilia di Natale per deliziare gli ospiti e consegnare i regali. Questo personaggio è, in questa rappresentazione, un elegante mimo. I suoi movimenti poco riprendono dal balletto classico; si tratta principalmente di un ballo rigido con movimenti schematici e inflessibili. È questa infatti la delusione maggiore: sebbene coerente con le scelte registiche, molte parti di noti pezzi sono rappresentati attraverso l’uso di giochi di ombre (per esempio, per la battaglia dei topi, finale della prima scena del I atto). Purtroppo sono molti i pezzi narrativi riprodotti non con il balletto ma per mezzo di ombre garantendo così, per il primo atto, una sproporzione nel rapporto tra luci e ballo a svantaggio di quest’ultimo. Una scelta, legittima sia chiaro, ma il cui risultato estetico non ci ha affatto convinto in termini di appeal visivo ed emotivo
La fortuna assiste gli spettatori grazie all’atto II a partire dall’arrivo di Clara nel mondo della fata Confetto e, soprattutto, al famoso divertissement che vede succedere pezzi famosi di balli tipici da varie parti del mondo (la Cioccolata – danza spagnola, il Caffè – danza araba, il – danza cinese, Trepak – Danza russa, Pas des trois, Danza degli zufoli, Mamma Cicogna e i pulcinella) per concludersi con il bellissimo e, in questa rappresentazione, davvero coreografico Valzer dei fiori. Per questo momento, le scenografie sono caratterizzanti e rilanciano lo spettacolo sino ad allora calante per quanto riguarda il godimento degli occhi. Si giunge dunque al finale con il Pas de deux, il valzer finale e l’Apoteosi conclusiva.

Nonostante la creazione finale risulti un innovativo e moderno balletto, lo spettacolo scandito dall’abbondanza delle ombre adattatesi ai movimenti di sipario si allontana dalla tradizione e dall’atmosfera cui lo Schiaccianoci dovrebbe garantire. Applausi meritati, comunque, per la perfetta direzione di Alessandro Ferrari e la capacità di aver mantenuto vivo e brillante il sempre emozionante compositore russo.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Carlo Felice

passo Eugenio Montale 4, Genova
sabato 16, martedì 19 e mercoledì 20 ore 20.30
sabato 16, domenica 17 e martedì 19 ore 15.30

Lo Schiaccianoci
Balletto in due atti
musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij
tratto dal racconto Schiaccianoci e il re dei topi di E. T. A. Hoffmann
Regia e coreografia di Amedeo Amodio
Scene e costumi di Emanuele Luzzati
Direttore d’Orchestra Alessandro Ferrari
ideazione ombre a cura del Teatro Gioco Vita
realizzazione ombre a cura de L’Asina sull’Isola
voce Gabriella Bartolomei
assistente coreografo Stefania Di Cosmo
disegno luci Marco Policastro
Orchestra e Coro di Voci Bianche del Teatro Carlo Felice
Maestro del Coro di Voci Bianche Gino Tanasini
con
Taylor Stanley (New York City Ballet) – Schiaccianoci
Ashley Bouder (New York City Ballet) – Clara
Valerio Polverari – Drosselmeier
Valentina Chiulli – Clara bambina
Francesco Moro – Fritz
Giulia Olivieri – Madre di Clara
Ferdinando De Filippo – Padre di Clara
Elisa Aquilani – Arlecchina
Marco Stamato – Soldatino
Dennis Vizzini – Schiaccianoci burattino
Mattia Tortora, Erik Locatelli, Denis Vizzini – Tre uomini nella neve
Katarina Janoskova, Paolo Valli (per L’Asina sull’Isola) – Ombre
Mauro Vizioli – Topo gigante/Uomo orologio
INVITATI ALLA FESTA
Andrea Caleffi, Lucrezia Bellamaria, Susanna Elviretti, Elena La Stella, Tomo Muranaka, Micaela Viscardi, Lara Rocco, Letizia Cirri – Donne
Mattia Tortora, Giuseppe Montalto, Davide Pietroniro, Francesco De Stefano, Marco Fagioli, Erik Locatelli, Silvio Liberto, Antonio Barone – Uomini
GIOCATTOLI
Matilda Russo – Turco
Eleonora Enas – Violinista
Monica Verì – Matriosca
Madalina Purice – Napoleone
Michela Mazzoni – Jolly
Monica Verì, Madalina Purice – Nonni poltrona
FIOCCHI DI NEVE
Andrea Caleffi – Regina della neve
Susanna Elviretti, Elisa Aquilani, Lucrezia Bellamaria, Valentina Chiulli, Lara Rocco, Matilda Russo, Letizia Cirri, Madalina Purice, Benedetta Comandini, Michela Mazzoni, Monica Verì, Elenora Enas, Ilaria Grisanti, Elena La Stella, Tomo Muranaka, Giulia Olivieri, Micaela Viscardi – Fiocchi di neve
Dennis Vizzini, Andrea Caleffi, Valentina Chiulli – Danza spagnola
Susanna Elviretti, Umberto De Santis – Danza araba
Micaela Viscardi, Francesco De Stefano – Danza cinese
Eric Locatelli, Ilaria Grisanti, Francesco Moro, Davide Pietroniro – Danza russa
Marco Stamato, Elisa Aquilani, Benedetta Comandini – Mirlitoni
Mattia Tortora, Marco Fagioli, Tomo Muranaka – Circo
VALZER DEI FIORI
Susanna Elviretti – Bambola
Elisa Aquilani, Andrea Caleffi, Valentina Chiulli, Lucrezia Bellamaria – Donne
Umberto De Santis, Antonio Barone, Davide Pietroniro, Ferdinando De Filippo – Uomini
Durata circa 150 minuti circa con intervallo

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