La Russia sulle punte

Al Teatro degli Arcimboldi l’attesissimo arrivo del Balletto del Teatro Nazionale Russo di Mosca attira un pubblico numeroso che ben volentieri si lascia incantare dalle meraviglie di Tchaikovsky.

Finalmente all’ Arcimboldi arriva il balletto classico e il grande repertorio romantico, appuntamento tra i più appetitosi della stagione.
La compagnia è quella del Balletto del Teatro Nazionale Russo di Mosca, formata da giovanissimi e talentuosi interpreti – molti dei quali vincitori dei più prestigiosi concorsi del mondo – che in questa serata propongono Lo Schiaccianoci nella storica coreografia di Ivanov, su\ musica di Tchaikovsky. L’Ouverture risuona a luci accese, per cui il pubblico – ancora rumoreggiante – si placa solo quando si apre il sipario e cala il buio in sala: a fare gli onori di casa è il Signor Drosselmeyer – precettore di Clara – interpretato dal bravissimo Vladimir Babruev, agile ed elegante nei suoi volteggi, dotato di una tecnica invidiabile e capace di infondere la giusta dose di mistero e magia al suo personaggio.

La breve sfilata dei partecipanti alla festa natalizia di casa Stahlbaum immerge lo spettatore nella lucentezza variopinta dei costumi e lo accompagna nella dimensione fantastica della fiaba. I movimenti sono leggiadri e ben curati e si nota da subito una generale ricerca del gesto giusto, mai casuale. Oleysa Gapienko è una Clara dalle elevatissime doti espressive e innumerevoli possibilità tecniche e dà il meglio nei momenti virtuosistici: precisa e sicura di sé, regala una scena davvero sublime nel celeberrimo grand pas de deux del secondo atto. Il suo partner – il Principe, interpretato da Mikhail Mikhailov – si rivela ampiamente all’altezza della situazione: al pubblico arriva una sensazione piacevole di naturalezza e solidità, che si incrina solo per un momento, quando Mikhailov ha una piccola incertezza in una presa che fa oscillare visibilmente la Gapienko.
Purtroppo questo piccolo intoppo non si rivela l’unico della serata: alcune scene di gruppo – come la battaglia tra topi e soldatini o il celeberrimo Valzer dei fiori – hanno qualche difetto d’insieme. Nonostante ciò, lo svolgersi della storia e il susseguirsi delle scene risultano compatti e di un equilibrio straordinario.

L’intero cast risulta omogeneo ed evidente che i suoi membri vivono la danza in modo totale. Spettacolari gli intermezzi delle Danze: in particolare, nella Danza Araba si esaltano le doti anche acrobatiche della bravissima Anastasia Tsybenova – già eccellente interprete della Bambola Meccanica nella prima parte. La Danza Cinese è uno spiritoso concatenarsi di pirotecniche piroette che Yury Vandyshev affronta con leggiadria ed elasticità, mentre la Danza Russa è la più genuina e – evidentemente non a caso – la più folkloricamente azzeccata sia dal coreografo sia dal compositore, nonché dai ballerini – la graziosa Alena Videnina e il solido Ievgenii Kuchvar.

Alcune imperfezioni si rilevano nell’Orchestra Sinfonica Nazionale Moldava, diretta da Mihail Secikin: stonature e piccoli pasticci che, qualche volta, compromettono l’esecuzione dei ballerini e, in particolare, della protagonista. Sicuramente le potenzialità del corpo di ballo sono altissime e un accompagnamento più curato e attento aiuterebbe ad aumentare ulteriormente il livello – già alto – dell’esibizione, che, comunque, può considerarsi un ottimo esempio di connubio quasi perfetto tra tecnica raffinata ed espressività.

Lo spettacolo è andato in scena: Teatro degli Arcimboldi
viale Dell’Innovazione, 20 – Milano
mercoledì 18 gennaio 2012, ore 21.00

Lo Schiaccianoci
musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij
coreografia di Ivanov
Balletto del Teatro Nazionale Russo di Mosca
Orchestra Sinfonica Nazionale Moldava

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