Al Teatro della Contraddizione va in scena un Amleto che, alla difficoltà del testo originale, unisce ulteriori nodi a livello di interpretazione e silenzi ingiustificati.


La compagnia Effetto Larsen porta in scena un lavoro contorto, basato sulla tragedia shakespeariana Amleto – già di per sé testo ostico da mettere in scena e solo parzialmente riuscito.

La storia è concentrata in un’ora scarsa di rappresentazione fatta soprattutto di buio, silenzi e situazioni mimate. Non si assiste mai a un vero e proprio dialogo. Tra i vari interlocutori non si assiste mai a un botta e risposta: se uno parla l’altro mima le sensazioni che prova senza emettere alcun suono – un modo di esprimere le emozioni fa cadere in sala un silenzio significativamente pesante. Il regista si è focalizzato molto più sulla gestualità che sul normale linguaggio verbale, lo testimonia anche la presenza di un lenzuolo bianco in mezzo al palco, illuminato da una luce che permette agli attori di creare le ombre e sproporzionare i corpi.Spesso interpreti e pubblico sono avvolti da un buio misterioso e, dall’alto, vengono illuminati solo gli attori che in quel dato momento stanno recitando. Quando Amleto entra in contatto con lo spirito paterno si accende un neon innaturale, che rende bene l’atmosfera.

La scenografia è costituita semplicemente da un tavolo e una poltrona – che simboleggia il potere – entrambi sistemati ai lati del grande palco rettangolare.L’elemento che più di tutti rende lo spettacolo problematico è il travestimento dei quattro attori, che dovrebbe permettere loro di interpretare tutti e nove i personaggi principali ma che crea solamente confusione. Francesca Botti, ad esempio, è insieme la regina Gertrude e Ofelia, ma non si capisce all’istante quando veste – letteralmente – i panni dell’una o dell’altra e, solo dopo le prime battute, il personaggio si chiarisce agli occhi del pubblico.

Il risultato finale è uno spettacolo che non brilla e regala poche emozioni, tanto che il pubblico presente in sala dà vita a un freddo e breve applauso che dice tutto.

Lo spettacolo continua:
Teatro della Contraddizione
via della Braida, 6 – Milano
orari: 6,7,8,9, 13,14,15,16 maggio ore 20.45
prenotazione obbligatoria, posti limitati: infoline 02.5462155

Lo sguardo di Amleto
progetto e regia di Matteo Lanfranchi
con Francesca Botti, Filippo Farina, Fabrizio Lombardo, Lorenzo Piccolo

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.