Quante voci nella vita di un uomo solo

Filippo Dini mette magistralmente in scena al Franco Parenti di Milano un monologo che in realtà è un’opera polifonica.

Certo, c’era l’emozione di tornare a teatro, in sala, dopo quattro mesi e mezzo di digiuno. Ma non credo di esagerare dicendo che non avrei potuto scegliere un ritorno migliore: Filippo Dini, regista e attore, ha portato in scena, nella Sala Grande del Franco Parenti di Milano, un’opera scritta benissimo e interpretata ancora meglio, Locke.

Si tratta della trasposizione teatrale di un film del tutto insolito, scritto e diretto da Steven Knight nel 2013 e interpretato da un ottimo Tom Hardy. È la storia di un capocantiere, Ivan Locke, che, alla vigilia di un’importantissima giornata di lavoro, sale in macchina e si dirige da solo verso una località sconosciuta: una donna, Betyhan, con la quale ha avuto solo una storia di una notte, sta per partorire. Suo figlio. E lui, a sua volta figlio di un padre che l’ha abbandonato, decide di assumersi la responsabilità.

Della donna non sa quasi nulla, ma tutto gira intorno al suo bisogno di dimostrarsi un “uomo diverso”, anche se questo gli costa il lavoro, una nottata davvero complicata e soprattutto l’ira della moglie Katrina, che gli vieta di tornare a casa. In scena, per tutto il tempo c’è solo lui, chiuso nell’abitacolo dell’auto, che parla via via con il capo, l’operaio che lo sostituirà, la moglie, i figli, Bethan e una serie di altri personaggi, dai sanitari della clinica dove la donna sta per partorire, in preda all’ansia, ai poliziotti e a tutti coloro che, il giorno dopo, renderanno possibile la “colata di calcestruzzo” di cui Ivan è responsabile.

Detto così sembra molto teatrale per la sua fissità, ma quasi non rappresentabile e già il film era stata una scommessa vinta contro ogni pronostico. Ma Dini è bravissimo e bravi sono, tranne qualche eccesso, anche gli attori che partecipano con le voci registrate. Dini riesce a dialogare con loro come se fossero lì, in diretta. Ma soprattutto, nel raccontare la scelta di quest’uomo che nella vita sembra non aver avuto altri interessi che il calcestruzzo, è abilissimo a mettere in campo tutti gli stati d’animo che lo attraversano, passando con estrema disinvoltura dai toni della commedia (lo spettacolo è a tratti esilaranti) a quello della tragedia, senza che scemi mai la tensione in scena. In sintesi: bentornato, teatro.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Franco Parenti – Sala Grande

via Pier Lombardo 14 – 20135 Milano
dal 7 al 12 luglio
in programma dal 21 al 26 luglio al Teatro Carignano di Torino
nell’ambito dell’iniziativa Sere d’estate al Teatro Carignano organizzata dal Teatro Stabile di Torino.

Locke
Prima nazionale
di Steven Knight
regia Filippo Dini
con Filippo Dini
e le voci al telefono sono di (in ordine di apparizione): Sara Bertelà, Eva Cambiale, Alberto Astorri, Emilia Piz
Iacopo Ferro, Mattia Fabris, Mariangela Granelli, Valentina Cenni, Carlo Orlando, Giampiero Rappa, Fabrizio Coniglio
scene e costumi Laura Benzi
luci Pasquale Mari
colonna sonora Michele Fiori (sistema audio in olofonia “HOLOS”)
regia del suono David Barittoni
aiuto regia Carlo Orlando
durata 75 minuti
produzione Teatro Franco Parenti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – Teatro Stabile di Torino

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