Al Teatro Oscar, fino a domenica 28 ottobre – tra dramma e comicità – Ugo Dighero fa rivivere al pubblico milanese il mito americano targato 1974. Un ritratto stranamente identico agli States 2012.

«Look at the real things!» era lo slogan dello spot della Coca Cola – trasmesso negli anni 70 – in modo da distogliere il pubblico dai seri problemi della vita quotidiana: lo scandalo Watergate, la crescita del prezzo del petrolio, l’aumento della disoccupazione e i disastri statunitensi in politica estera – non ultima la guerra in Vietnam.

Tanti i problemi che affliggevano la società a stelle e strisce nel 2001 – anno della caduta delle Twin Towers – e che la preoccupano tutt’oggi. Forse segni premonitori di un’imminente catastrofe, oppure un motivo in più per credere che la storia sia circolare e che tutto si ripete indipendentemente dalle azioni umane.

Ma cosa fanno veramente gli uomini? Tutto ciò di cui si preoccupano è non perdere tempo perché il tempo è denaro, ma quando ci si accorgerà che il tempo non si può comprare sarà troppo tardi e allora, secondo molti, bisogna agire adesso. Smettere di comportarsi come formiche che trasportano briciole di pane per metterle al sicuro nel proprio nido e, al contrario, rompere il muro dell’indifferenza: dire no alla crescita economica indiscriminata e al potere a tutti i costi se a discapito degli altri.

Questo è il messaggio di Look up, America! – pièce tragicomica scritta da Marco Melloni e interpretata brillantemente da Ugo Dighero. Un messaggio difficile da far arrivare al pubblico, soprattutto se a inviarlo è un comune clochard, la cui unica storia da raccontare è quella della propria disfatta – o meglio della disfatta del sogno americano: intessuto di fama e gloria e sdrucitosi per sempre il 7 agosto 1974. Quella mattina, il funambolo francese Philip Petit aveva deciso di passeggiare nel vuoto, sorretto solo da una fune tesa tra le due Torri, per il semplice piacere di farlo. Ed è per il medesimo desiderio di libertà che il pubblicitario della Coca Cola, all’apice della carriera, dà una svolta alla propria vita. Deciso a seguire la strada della felicità abbandona tutto e tutti diventando ciò che è ora – 10 settembre 2011 – “un nulla mischiato con un niente”, direbbero in Sicilia. L’unico interlocutore al suo monologo è un manichino fatto con la spazzatura: una gamba di lattine di Coca Cola, una palla da basket al posto della testa e un ombrello per braccio. Nessuno ascolta l’urlo lacerante di chi ha visto dall’alto una nazione che rotola verso la propria fine: materiale – l’11 settembre 2001 – e morale – tra crisi economico-finanziaria e surriscaldamento globale.
Come scenografia, due pannelli a simboleggiare le ormai famose Twin Towers, sulle quali si proiettano le immagini che hanno caratterizzato quegli anni e, come sottofondo musicale, The dark side of the moon dei Pink Floyd.
Grazie a una prova attorale eccellente che empatizza perfettamente con il pubblico – unendo il dramma alla comicità, come accade nella vita – è obbligo riflettere sulle cose importanti e sullo spreco di esistenze.

Lo spettacolo continua:
Teatro Oscar
via Lattanzio, 58 – Milano
fino a domenica 28 ottobre
orari: da martedì a sabato, ore 21.00 – domenica, ore 17.00

Look up, America!
di Marco Melloni
con Ugo Dighero
regia Marco Melloni, Ugo Dighero
voce Rosario Pellecchia
musiche Paolo Silvestri

cantate da Barbara Casini e Paolo Silvestri
aiuto regia Caterina Corsi
scenografia e costumi Alessandra Gabriela Baldoni
light design Pietro Ferraris
sound design Massimo Perin
visual communication Grapholabo
tecnico audio luci video Danilo Spadoni
produzione PigrecoDelta

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