Non mi abbandonare

teatro-dei-conciatori-romaMargherita Di Rauso è la protagonista di Louise Bourgeois – Falli, Ragni e Ghigliottine, uno spettacolo scritto e diretto da Luca De Bei, in scena al Teatro dei Conciatori fino al 13 dicembre. La vita della scultrice francese raccontata attraverso la descrizione delle sue opere. Riduzioni per i lettori di Persinsala.

Non capita spesso di uscire da un teatro dopo uno spettacolo e di avere la sensazione di aver conosciuto oltre a una grande donna, anche tutto il suo vissuto trasformato in arte. Louise Bourgeois – Falli, Ragni e Ghigliottine offre allo spettatore proprio questo, la possibilità di sfogliare e di esaminare da vicino la biografia di un’artista geniale, anticonformista e soprattutto caparbia, che ha inserito nelle sue opere il suo vissuto, con una lucidità disarmante, che un’altra straordinaria donna – la sorprendente Margherita Di Rauso – ha riportato letteralmente in vita sulla scena.
Dietro tutto ciò, c’è l’impronta di un altro genio, ovvero Luca De Bei, che ha scritto e diretto magistralmente l’attrice, restituendo tutta la rabbia e l’estro di Louise Bourgeois, una grande icona dell’arte contemporanea.
Famose in tutto il mondo sono le sue installazioni che si riassumono essenzialmente attraverso due soggetti: i ragni e i falli.
Da queste creazioni emerge il racconto, emozionante e carico di trasporto, della Di Rauso, che è quasi un’incarnazione della defunta donna vissuta novantotto anni e mezzo.
Louise Bourgeois nasce infatti «il giorno di Natale del 1911 mentre tutti mangiavano ostriche e bevevano champagne», a Parigi e conclude la sua magnifica esistenza in America il 31 maggio del 2010.
Un’infanzia la sua molto travagliata e segnata da un padre di bell’aspetto, che tradiva ripetutamente la madre, logorata dalla gelosia e dalla paura dell’abbandono.
Quella stessa paura che l’attrice trasmette scrivendo ripetutamente su dei fogli, seminati tra il pubblico del Teatro dei Conciatori, «Non mi abbandonare». Sentimenti forti che esorcizza trasformando la materia, come il marmo, in opere d’arte.
Tutto nasce da lì, da quelle emozioni che scaglia, seziona, taglia, distrugge, crea, dando forma «a mani tagliate, corpi senza testa, ossa vestite di stracci, sfere perfette e fragili, corpi di donne imprigionate in case calzate come vestiti, totem, parti meccaniche, membra attraversate da spasmi, ampolle, celle, specchi, grate, fantocci, materie, colori…».
La sua istallazione forse più famosa, una figura di ragno di bronzo dalle zampe lunghissime, che sorregge universi, ma poggia su sottili punte di spilli, denominata Maman e situata davanti alla National Gallery of Canada, è dedicata proprio alla madre; un’iperbole, poiché quest’ultima tesseva tele e accarezzava milioni di fili per riparare arazzi.

Luci soffuse e una musica che incalza dove la storia si fa dramma, assorbono lo spettatore incantato dalla storia, quasi inverosimile, di Louise Bourgeois, che non amava alcuna forma di divismo e la cui immagine più famosa è stata immortalata da Robert Mapplethorpe nel 1982, dell’allora settantenne scultrice con un grande fallo posto sotto il braccio.
Il viaggio di quest’ape operosa, che ha amato il suo cammino dall’infanzia alla vecchiaia, continua fino al 13 dicembre al Teatro dei Conciatori, consapevole del fatto che lascerà il segno nella mente di coloro che nella vita non si pongono limiti e scoprono ogni giorno una nuova opportunità.

Lo spettacolo continua:
Teatro dei Conciatori

via dei Conciatori, 5 – Roma
fino a domenica 13 dicembre
da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
(durata 1 h senza intervallo)

Roberto Toni per ErreTiTeatro30 presenta
Louise Bourgeois – Falli, Ragni e Ghigliottine
di Luca De Bei
regia Luca De Bei
con Margherita Di Rauso

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