Luce accecante al tramonto di una civiltà

teatro-filodrammatici-milanoAl Teatro Filodrammatici la giovane Compagnia Òyes diretta da Umberto Terruso indaga con ironia il fenomeno delle sette. E il sipario si apre sulla debolezze tutta umana che tende a darsi senza riserve all’autorità delle leadership.

Se l’oscurità ti ottunde, se ti trovi al centro di un labirinto e non sai come uscirne, se la strada è perduta e la notte è senza stelle, insomma “Se sei al buio… accendi la luce!”. Così la canzone che apre la scena risolve in modo semplice e indolore i momenti critici della vita.

Un uomo si risveglia dal coma in seguito a un incidente automobilistico convinto di essere il prescelto da un’entità superiore. Non gli resta che seguire il richiamo diventando il profeta di una nuova setta.

Basta poco per far sì che le persone, colte nel vivo delle proprie debolezze, si abbandonino a una guida che promette successo e felicità.

Persino un ex-perdente come il nostro protagonista, ombra di se stesso e incapace a muovere interesse o amore nei suoi simili, trova una facile via d’accesso al cuore altrui facendo leva sulle sue paure.

La pièce ha inizio mentre l’uomo è dalla sua ex, che inorridita rifugge le sue attenzioni a quanto pare piuttosto ricorrenti.

Il povero stalker ce la mette tutta per riconquistare il cuore dell’ex fidanzata, facendola sentire apprezzata e amata, e soprattutto insinuandole il dubbio che solo lui possa capirla davvero. Ma se gli abbracci non bastano a convincerla, lo fanno le informazioni personali che nessuno a parte lei potrebbe mai conoscere e che lui le sciorina davanti come un vero sensitivo.

La sedicente chiaroveggenza sembra mietere successi non solo, a quanto pare, con la donna desiderata e provoca una certa sensazione di incondizionata fiducia in moltissimi futuri adepti. Ben presto il protagonista riesce ad attirare attorno a sé una folla tanto numerosa di seguaci che la voce arriva persino a un noto attore, che come gli altri non riesce a resistere al richiamo della setta.

Tra svilizzazione dell’autonomia critica dell’individuo ed esaltazione del gruppo, il leader offre l’allettante opportunità di consegnare le responsabilità di ognuno nelle proprie mani, offrendo soluzioni sicure e felicità garantita. Quale migliore occasione di togliersi dall’imbarazzo della scelta tra bene e male, tra giusto e sbagliato?

Come è ovvio, i problemi inizieranno a sorgere nonostante il crescente autoritarismo del leader e i tentativi di arginare critiche e opposizioni tra gli iniziati con umiliazioni pubbliche e isolamenti forzati.

Una riflessione sulle dinamiche narcisistiche che spingono alcuni a ricoprire ruoli di potere per soddisfare le proprie pulsioni, altri a riconoscersi senza riserve in un gruppo che li faccia sentire finalmente integrati, fornisca loro un’identità condivisa che non riescono a sviluppare autonomamente e uno scopo comune che incanali energie e desideri.

Indispensabile per ottenere obbedienza è l’ottimismo, la promessa di felicità, che nella complessità del contemporaneo è un miraggio a cui difficilmente si resiste.

Un testo ironico e svelto quello di Dario Merlini e una brillante prova per tutti gli attori della Compagnia Òyes, formata da ex allievi dell’Accademia dei Filodrammatici.

Per uno spettacolo kafkiano che scorre senza intoppi, grazie anche a una scenografia funzionale e minimalista – unico elemento importante un fondale che cambia colore a seconda delle suggestioni drammaturgiche.

Manca forse a tratti uno sviluppo più profondo della riflessione tematica che conduca a un legame empatico con la vicenda rappresentata. Un limite dettato dal ritmo e da una recitazione sempre troppo cerebrale, seppur indubbiamente divertente, dei dialoghi sempre incalzanti.

Lo spettacolo continua:
Teatro Filodrammatici
Via Filodrammatici, 1 – Milano
fino a domenica 19 maggio
orari: martedì, ore 20.45; mercoledì, ore 19.30; giovedì, venerdì e sabato, ore 20.45; domenica, ore 16.00

Luminescienz
di Dario Merlini
regia di Umberto Terruso
con Enrica Chiurazzi, Stefano Cordella, Andrea Lapi, Francesco Meola, Dario Merlini
scene e costumi Chiara Luna Mauri
assistenti alla regia Daniele Crasti, Fabio Zulli
produzione Òyes con il sostegno di Teatro Filodrammatic

 

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