Il mistero negli occhi

Uno spettacolo che tra letteratura fantastica e psicoanalisi indaga per lo spettatore i misteri della mente e dell’arte.

Luca de Bei torna sul palcoscenico romano dopo il successo di Le mattine dieci alle quattro con uno spettacolo che scopre il lato oscuro della sua arte scenica. Se nel primo era la realtà a dettare legge all’arte, questa volta inscenando L’uomo della sabbia di E.T. Amadeus Hoffmann dà voce a ciò che è difficile immaginare ma che in molte delle forme culturali si è sempre cercato di rappresentare: l’inconscio e i suoi fantasmi. Racconto tra i più significati e inquietanti del fantastico dell’Ottocento, Der Sandmann è l’inquieto romanzo di formazione di Nathaniel, terrorizzato sin da bambino da uno strano ospite accolto ogni sera dal padre e che si racconta getti sabbia negli occhi dei bambini che non vogliono andare a dormire. L’ossessione di Nathaniel per l’avvocato Coppelius lo porterà a superare i confini di ciò che è lecito sapere, specie per un bambino. Hoffmann oscilla tra fantasia e realtà, tra raziocinio e follia per cercare di narrare le segrete dell’inconscio e ciò che più avanti Freud, prendendo le mosse proprio da questo racconto, teorizzò come Il Perturbante, quell’incertezza «se qualcosa sia o non sia vivente, o quando ciò che è privo di vita si rivela troppo simile a ciò che è vivo». Il Perturbante – L’Unheimliche – è l’irrappresentabile, ciò che è nascosto ed è riaffiorato.
Così è per Nathaniel che improvvisamente, una volta adulto, vede riemergere i propri complessi infantili rimossi, e senza riuscire a manovrare i fantasmi della fantasia sprofonda nel buco nero della sua singolare realtà. La dimensione orrorifica non è certo semplice da rappresentare a teatro, e sono pochi gli scrittori, tra cui E. Allan Poe e Hawthorne, che sono riusciti a impressionare il lettore con allucinazioni, giochi della mente e incubi. Nella trasposizione scenica di De Bei la dimensione onirica-perturbante è resa grazie ad atmosfere plumbee e a continui giochi di luce ed ombre, attraverso le quali gli attori sembrano svanire nel nulla fino ad arrivare a confonderli con suggestive proiezioni. L’atmosfera visionaria e noir del racconto avvolge lo spettatore immancabilmente perturbato dalla potenza dell’inconscio del protagonista e dai poteri oscuri del suo boia, l’avvocato Coppelius. Una resa drammaturgica che, pur rispettando la cornice silenziosa del testo, dà largo spazio alla narrazione che ripercorre la tragica vicenda di Nathaniel a ritroso e alternando diverse voci/testimonianze. Gli attori in scena tengono ben saldo il filo della tensione tra ciò che è reale per il protagonista e che agli occhi di molti sembra il mero frutto di una folle fantasia. Difficile dimostrare chi sia più vicino alla realtà. Il morboso sguardo di Nathaniel bambino, causa delle sue sventure, diventa lo specchio dello sguardo, altrettanto curioso, dello spettatore che davanti all’arte rimarrà sempre incapace di scoprirne i misteri.

Lo spettacolo continua:
Teatro della Cometa
via del Teatro Marcello, 4 – Roma
fino a domenica 30 settembre
orari: da martedì a venerdì ore 21.00, il sabato ore 17.00 e ore 21.00, domenica ore 17.00 (lunedì riposo)

L’Uomo della Sabbia
dall’omonimo racconto di E.T. Amadeus Hoffmann
di Luca De Bei
regia Luca De Bei
con Mauro Conte, Riccardo Francia, Fabio Maffei, Giselle Martino
costumi Lucia Mariani
elementi scenografici Valeria Mangiò
supervisione alle scene Francesco Ghisu
luci Marco Laudando
assistente alla regia Giulio Cancelli
fonica Lucrezia Lanza

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