Il perturbante al confine della conoscenza

Al Versiliana Upgrade Festival arrivano i Menoventi con L’uomo della Sabbia. Vincitrice, nel 2011, della prima edizione del Premio Retecritica, la Compagnia faentina conferma tutte le sue qualità.

In L’uomo della Sabbia c’è tutto. L’unheimlichkeit (perturbamento) freudiano, come dualismo affettivo nei confronti di un oggetto o una situazione considerati estranei eppure familiari e, per questo, perturbanti. Il capriccio musicale, dato che lo spettacolo è dotato di una buona dose di libertà nella struttura temporale (tanto che il prologo è recitato come epilogo, quasi alla Memento di Christopher Nolan). L’utilizzo di una serie di meccanismi, come il time loop (circolo temporale) in stile Day Break; i continui flashback/flashforward; e la reiterazione delle medesime scene con minimi cambiamenti nei gesti o nella presentazione delle situazioni, che provocano spostamenti di senso spiazzanti – conducendo lo spettatore a una consapevole quanto perturbante sospensione dell’incredulità.
Con una lettura decisamente freudiana del racconto originale di E.T.A. Hoffman, in tedesco Der Sandmann, i Menoventi privilegiano il perturbamento provocato dall’uomo della sabbia (del titolo), piuttosto che dall’automa, la giovane Olympia – che potrebbe essere una bambola meccanica, così come un semplice oggetto della prepotenza maschile, anche contemporanea. E, nella stessa scia, le ragioni della pazzia del protagonista (Nataniele) invece che risalire a un binocolo magico (come nel racconto), si addentrano nei meandri della psicoanalisi, là dove il nascosto (heimlich) si trasforma in rimosso, ossia in oggetto o situazione dell’infanzia che quando si ripresenta nella nostra vita provoca una sensazione angosciosa. In questo caso, l’uomo della sabbia come entità malvagia che ha causato un trauma infantile a Nataniele e che sembra rientrare nella sua esistenza di giovane studente, forse un po’ troppo introspettivo, sconvolgendola per sempre.
Detto questo soprattutto per rendere più evidenti alcuni spunti, tecniche e ricerche che i Menoventi affrontano con grande coerenza e professionalità, lo spettacolo in sé si presenta come tale e non risente minimamente delle suggestioni intellettuali e poetiche, bensì le rielabora trasformando il racconto in un testo drammaturgico funzionale che, con i mezzi propri del teatro, perturba l’occhio e la mente dello spettatore, senza bisogno di 3D e finzioni cinematografiche.
Unica pecca, la presenza di un pubblico esiguo. Ci auguriamo, al contrario, che nel prosieguo questa rassegna raccolga l’attenzione dovuta perché, oltre all’indubbio fascino di Seravezza e delle sue ex Scuderie Granducali (oggi teatro), le Compagnie presenti in Cartellone sono certamente tra le più interessanti del panorama contemporaneo

 

Lo spettacolo è andato in scena all’interno del Versiliana Upgrade Festival:
Teatro della Scuderie Granducali di Seravezza
martedì 23 giugno, ore 21.30

Menoventi presentano:
L’uomo della Sabbia
Capriccio alla maniera di Hoffmann
di Consuelo Battiston, Gianni Farina e Alessandro Miele
regia Gianni Farina
con Tamara Balducci, Consuelo Battiston, Tolja Djokovic, Francesco Ferri, Alessandro Miele e Mauro Milone

La rassegna continua:
sabato 27 giugno
Bloom’s day
regia Claudio Collovà
(prima nazionale – prosa)

martedì 30 giugno
Mk presenta:
Robinson
(danza)

giovedì 2 luglio
Rosario Lisma e Anna Della Rosa pesentano:
Peperoni difficili
(prosa)
martedì 7 luglio
Collettivo Cinetico presenta:
[X] No, non distruggeremo le scuderie granducali e Miniballetto n. 1
(danza)
sabato 11 luglio
Teatrodilina presenta:
Banane
(prosa)

martedì 14 luglio
Balletto Civile presenta:
Ruggito
(danza)

venerdì 17 luglio
Tindaro Granata presenta:
Antropolaroid
(prosa)

martedì 21 luglio
I Sacchi di Sabbia presentano:
Piccoli suicidi in ottava rima e Don Giovanni
(prosa)

sabato 25 luglio
Caro George
regia Antonio Latella
(prosa)

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