Portare il cinema a teatro

Tratta dagli scritti e dai film dello stesso Méliès, dal 15 al 18 febbraio al teatro Modena di Genova, all’interno della Stagione Insieme del Teatro Stabile e del Teatro dell’Archivolto, va in scena M come Méliès, la storia di uno dei primi grandi geni del cinema: Georges Méliès.

Una proposta che osa, quella dello spettacolo M come Mélies, nel quale, attraverso l’uso di tecniche tradizionali e con l’ausilio di video, viene messo in scena un racconto moderno e tecnologico, un viaggio nella storia del cinema e nei primi effetti speciali nati dal genio di Georges Méliès, regista, illusionista e attore francese a cavallo tra Ottocento e Novecento. Una geniale narrazione che prende avvio con i sogni di un giovane Méliès desideroso di capire se sia o no possibile mandare un missile sulla luna. Durante la notte, immerso nel sogno, il demone della fantasia inizia a tormentarlo. Si avvia dunque il racconto, tutto ovviamente in francese, di un giovane curioso e ricco di invettiva che, a partire da piccoli teatri francesi, affianca illusionisti per elaborare insieme i trucchi da mostrare al pubblico. Lo spettacolo catapulta gli spettatori in sala indietro di poco più di un secolo e mostra loro tutti i trucchi del mestiere di un prestigiatore in cui scompaiono e compaiono le attrici o braccia e mani si staccano dal corpo.
Iniziano i primi esperimenti di Méliès, i suoi viaggi e l’approdo alla fotografia con i primi montaggi riprodotti in video e in carne e ossa dagli attori. Segue il racconto dell’incontro con i fratelli Lumière e la prima proiezione cinematografica dell’Arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat, durante la quale gli spettatori credettero davvero che il treno uscisse dallo schermo per travolgerli, scappando terrorizzati. Viene spiegato il meccanismo tecnico con cui funzionavano le prime cineprese, l’uso dell’otturatore e dell’obiettivo, vengono narrati i primi esperimenti di Méliès a contatto con la natura, le difficoltà nell’usare gli abbondanti metri di pellicola di cui si disponeva, la riproduzione in sala dei primi film nei quali, assente il sonoro (sarebbe arrivato solo nel 1927 e in America con Il cantante di Jazz di Alan Crosland) i suoni venivano riprodotti in sala dalla moglie, nonché assistente del regista (acqua che scorre, soffi sull’acqua,…).
Tutto è intervallato da spezzoni dei più famosi film di Méliès come La lune à un mètre, Escamotage d’une dame chez Robert-Houdin, Un homme de têtes, Éclipse de soleil en pleine lune, con la narrazione che si svolge in modo filologicamente preciso grazie all’uso di testi, lettere e documenti dello stesso regista.
Ed ecco il grande anno, il 1900, l’inizio del nuovo millennio festeggiato con grandi manifestazioni in tutto il mondo, soprattutto a Parigi con l’Esposizione universale: novità, tecnologie, scienza, tutto sotto gli occhi dei francesi, in particolare il lavoro della Pathé, società cinematografica tra le prime a sperimentare la colorazione della pellicola con l’uso dell’anilina. Méliès continua ad aver successo, in America parlano di lui, ma arriva il primo conflitto mondiale e il mondo cambia: l’artista perde molti dei suoi strumenti mentre il cinema americano è in ascesa e la sua carriera nel cinema subisce un freno. I suoi film arrivano in USA ma, ancora inesistenti i diritti d’autore, lui non ne ricava nulla. Giungono poi le prime major cinematografiche americane e il centro focale del cinema si sposta a Hollywood: la carriera nel cinema per Méliès è finita. Gli ultimi suoi anni di vita proseguono quindi nella tranquillità familiare a Parigi non più tra teatri e cinema, ma costruendo giocattoli.
Intanto, il cinema attorno a lui compie passi avanti, il mondo postbellico va avanti, l’elettricità non è più un’utopia e anche il cinema si evolve sensibilmente.
Ma il povero Méliès ormai non ha altro che i suoi sogni e la sua immaginazione.
Uno spettacolo nel complesso più che gradevole, ben confezionato con ottimi attori dalle grandi capacità interpretative. Applausi meritatissimi per le scenografie e per i sistemi utilizzati che hanno garantito un’ottima riuscita dello spettacolo. Da vedere assolutamente, adatto a ogni pubblico.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Modena
Piazza Gustavo Modena, 3 Genova
dal 15 febbraio al 18 febbraio
16,17 febbraio ore 21.00
15 febbraio ore 19.30
18 febbraio ore 16

M come Méliès
regia di Élise Vigier, Marcial Di Fonzo Bo
con Arthur Amard, Lou Chrétien-Février, Alicia Devidal, Simon Terrenoire, Elsa Verdon
scene di Marcial Di Fonzo Bo, Élise Vigier, Patrick Demière, Alexis Claire, Catherine Rankl
costumi di Pierre Canitrot
musica originale di Étienne Bonhomme con la collaborazione di Sophie Bissantz
produzione Teatro Stabile di Genova e Comédie de Caen-CDN de Normandie
durata 75 min

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