Quando la sete di potere conduce all’arsura della follia

Raffaella Boscolo ridisegna l’atmosfera oscura e sinistra di Macbeth, il dramma shakespeariano in scena al Teatro Sala Fontana di Milano.

Tre ombre misteriose, tre streghe accovacciate su una parete, in attesa. Si alza così il sipario su Macbeth, il dramma di William Shakespeare diretto da Raffaella Boscolo e ospitato dal Sala Fontana, in prima nazionale.

Macbeth, giunto nel luogo in cui si trovano le fattucchiere, ascolta incredulo le tre profezie che esse gli rivelano: una delle quali lo definisce futuro sovrano. Sulle prime è sorpreso da quelle parole, ma ben presto Macbeth inizia ad accarezzare il sogno di diventare re e racconta del misterioso incontro alla moglie, attraverso una lettera.

Sarà proprio Lady Macbeth a spingere fino all’estremo la sete di potere del suo sposo, conducendolo a compiere l’atroce omicidio di Duncan, ospite nel loro castello, e ad addossare la colpa del delitto alle guardie del sovrano. Macbeth e sua moglie verranno incoronati, ma il potere ottenuto così brutalmente non darà loro la felicità tanto desiderata.

In un’atmosfera sanguigna e cupa, abilmente resa dalla scenografia tenebrosa – nel contempo, essenziale e suggestiva – Macbeth giunge progressivamente a perdersi, dietro alla propria ambizione e alla paura che il suo potere possa essere insidiato da altri. Al tempo stesso, la sua Lady, all’apparenza forte e spietata, vacilla man mano che gli omicidi preordinati dal marito si moltiplicano e finisce col morire, inconsciamente ossessionata e schiacciata dal peso del male compiuto.

Nell’allestimento di Raffaella Boscolo gli avvenimenti al centro del testo shakespeariano sono soltanto sfiorati, appena delineati e lasciati quasi totalmente all’immaginazione, focalizzando per contro l’attenzione sui moti degli animi dei protagonisti, sui sentimenti contrastanti e totali che scuotono i loro cuori e sulle ossessioni irreali che devastano le loro menti e che, inevitabilmente, li condurranno alla rovina. Una colonna sonora sapientemente costruita accompagna lo spettacolo in ogni sua parte, contribuendo a rafforzare il senso della vicenda e arricchendola di suggestioni.

Nella perenne notte che avvolge la scena brilla l’ottima interpretazione della stessa Boscolo, che disegna una Lady sanguinaria e crudele, ma al tempo stesso pietosamente umana.

Suggestiva la performance delle tre giovanissime streghe, abili interpreti di sortilegi e profezie. Buona ma non convincente fino in fondo la resa di Stefano Braschi nei panni di Macbeth, forse troppo ancorata al testo dell’opera, che riesce a trasmettere solo in parte l’ambiguità e le molteplici sfaccettature dell’animo controverso del personaggio.

Quello che emerge è un Macbeth introspettivo, un’indagine negli oscuri meandri degli animi dei personaggi che popolano la tragedia, capace per certi versi di enfatizzarne la crudeltà disumana e, contemporaneamente, di scavare nelle loro debolezze.

Lo spettacolo continua:
Teatro Sala Fontana
Via Boltraffio, 21 – Milano
fino a venerdì 27 gennaio

Macbeth
di William Shakespeare
regia di Raffaella Boscolo
con Stefano Braschi e Raffaella Boscolo
e con Chiara Anicito, Arianna Aragno e Odìssea
produzione Elsinor

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