Cinque storie di speranza

In scena, fino a domenica 15 maggio, al Teatro Duse di Genova, Madri clandestine, uno spettacolo incentrato sul tema della maternità nelle diverse culture – che ci accompagna verso l’imminente Suq Festival, che si terrà nel capoluogo ligure dal 16 al 25 giugno.

Un’enorme coperta di stoffa fatta di tanti quadrati diversi e dietro di essa, in trasparenza, sette donne di diverse etnie che, sedute su una fila di sedie, intonano canti tipici delle diverse culture a cui appartengono. In scena, una vecchia macchina da cucire e qualche sedia con pezzi di stoffa abbandonati qua e là. In questa scenografia – di Laura Benzi – si inserisce Nunzia (Carla Peirolero), narratrice e protagonista dello spettacolo Madri clandestine.

Mentre cuce una trapunta con le diverse stoffe, seduta alla macchina da cucire che fu di sua nonna, Nunzia ci racconta la sua storia, di donna e infermiera che lavora in un centro di accoglienza in Sicilia, e quella di quattro donne che ha conosciuto nel corso della sua esperienza professionale. Quattro donne diverse tra loro, appartenenti a culture lontanissime – Danya l’albanese, Lin, che veniva dalla Cina, Anna, genovese e la maghrebina Zora – ma con un tratto comune: sono tutte madri. E la stessa Nunzia, che è single o zitella, come si diceva una volta, e senza figli, mentre racconta ci fa sapere che quella coperta a cui lavora con tanta cura è per Sofia, una bambina abbandonata dalla madre profuga nelle acque siciliane che ha chiesto di prendere in affido senza successo.

Il tema della maternità è centrale fin dal titolo nello spettacolo, scritto da Emilia Marasco e adattato per il palcoscenico da Carla Peirolero, che interpreta magnificamente, oltre alla protagonista Nunzia, tutte le donne della storia. L’attrice si immedesima nei diversi personaggi con facilità e convinzione, assegnando ad ognuno di essi tratti distintivi chiari e precisi e riuscendo nella non facile impresa di far appassionare il pubblico a tutte le storie narrate e a commuoverlo. Non è da meno il coro multietnico che la accompagna, che spazia tra canti arabeggianti, balcanici, melodie tipiche del Sud Italia e canzoni popolari genovesi, dando un’idea perfetta dell’insieme di culture che lo spettacolo si propone di raccontare.

Madri clandestine, nella semplicità della sua storia, colpisce a fondo nel raccontare un difficile mondo al femminile, una realtà di maternità negate, soffocate, clandestine nel vero e proprio senso della parola; è uno spettacolo di donne sulle donne che, secondo l’autrice Emilia Marasco, «potrebbe allargarsi ben più che a cinque voci, per sostenere una speranza».

Lo spettacolo continua:
Teatro Stabile di Genova – Teatro Duse
via Nicolò Bacigalupo, 2
fino a domenica 15 maggio
orari: feriali ore 20.30 – domenica ore 16.00

Madri clandestine
di Emilia Marasco
adattamento teatrale di Carla Peirolero
regia di Antonio Zavatteri
arrangiamenti musicali e direzione coro di Giuseppe Laruccia e Laura Parodi
con Carla Peirolero
coro multietnico: Aicha Bounuar, Akhoyanta Joy, Yukari Kobayashi, Adesuwa Ogiamien, Faith Osigbeme, Laura Parodi, Tatiana Zacharova
produzione Chance Eventi – Suq Festival e Compagnia

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