O la mossa o la vita

I giovani del Centro Sperimentale di Cinematografia vanno in scena al Teatro dell’Orologio di Roma con uno spettacolo intenso e coinvolgente che riflette sulla vita e le sue assurde regole.

Giocare, vincere, perdere, giocare ancora. Muoversi in uno spazio ridotto con il preciso obiettivo di ripetere questo schema all’infinito. Come la scacchiera, così la vita.

In scena stanno schierate le ultime pedine rimaste in gioco. Allo sguardo femminile non può sfuggire l’assenza dei re, il potere interamente deposto nelle mani delle consorti. Da questo momento ogni mossa può determinare la fine della partita: la strategia va studiata nei minimi dettagli, i sacrifici da consumare devono essere programmati con cura. Ogni pezzo sente su di sé la minaccia dell’altro e ne accetta l’inesorabilità. Ma proprio a questo punto, quando il presentimento di una rovina imminente dilata lo strazio e la tensione, il senso del gioco svanisce di colpo. Chi ha decretato le regole da applicare sulla scacchiera? Se sono le pedine a condurre la partita, perché non possono stabilire anche di quante caselle avanzare, in che direzione muovere, chi uccidere e chi salvare? Perché rispettare questi folli dettami?

Splendidamente, l’ipotesi di una rivolta si affaccia tra le caselle bianche e nere, e determina riflessioni ai limiti della filosofia della storia. Le pedine, umanoidi immobilizzati, reificati nelle loro posizioni di battaglia, emanano allora, per brevissimi tratti, un respiro vitale, manifestano un pensiero autonomo che si produce senza sforzo, inevitabile. Ma il gioco procede comunque, secondo quanto stabilito dall’inizio, per vincere, perdere, giocare di nuovo.

Maestri di scacchi è una suggestiva, macroscopica riflessione sul senso dell’esistenza e del mondo. Il testo spicca per intelligenza e misura, e per una lingua superba, alta e mai complessa. Il rischio di un allestimento noioso – elevatissimo in un’opera che non ha cambi di scena e che prevede poca azione e molta riflessione – è abilmente schivato grazie alla costruzione di personaggi fortemente caratterizzati, che rispettano movenze precise per spostarsi, attaccare, uccidere. Gli effetti luce e i potenti inserti musicali intervengono a cadenzare i tempi dell’opera, che giunta al finale risulta più breve di quanto lo spettatore non desideri.

Uno spettacolo che si distingue nel panorama romano e assegna alla giovanissima compagnia Artisti Beremberg il giusto riconoscimento di un grande valore artistico.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro dell’Orologio
via de’ Filippini, 4 – Roma
dal 22 febbraio al 6 marzo
orari: tutti i giorni ore 21.00, domenica ore 17.00
(durata 1 ora e un quarto circa senza intervallo)

Maestri di Scacchi
di Giuseppe Renzo e Alessandro Carvaruso
regia Alessandro Carvaruso
con Valeria Romanelli, Claudio Cotugno, Roberto Di Maio, Caterina Bertone, Alessandro Carbonara, Silvia Como, Francesco La Mantia, Silvana Spina, Antonella Britti, Emanuele Venezia
aiuto regia Piero Cardano
musiche Roberto Di Maio
costumi Viola Cosmi
organizzazione Antonella Cianchi

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