Il secolo della musica divina di Johann Sebastian Bach

Nella sua location ideale, una Cappella gesuita del Seicento, il Festival della Musica Barocca a Lione regala una serata magnifica nel nome del grande genio tedesco.

Quando un evento raggiunge la trentesima edizione, significa che funziona, che attrae le persone e che soprattutto ormai fa parte integrante della città e dei luoghi che lo ospitano. Il Festival de Musique Baroque de Lyon festeggia il suo trentennale con una programmazione di grandissimo prestigio; fin dalle prime serate, appare evidente come qui a Lione anche la musica classica del XVII e XVIII secolo assuma un potere di attrazione forte; merito certamente degli organizzatori, e degli sponsor sospinti da uno spirito mecenatistico da noi pressoché assente. La musica barocca si integra alla perfezione all’interno della città, straordinaria stratificazione storica dove i secoli si sono sovrapposti lasciando di volta in volta tracce del loro passaggio, dall’antica Lugdunum fino alla modernità; in questo flusso millenario, anche il Seicento, la Controriforma e il Barocco hanno lasciato il segno, e mi riferisco tra le altre cose alla splendida Chapelle de la Trinité, dove gran parte del festival (che arriva fino a maggio 2013) si svolge. Si tratta di una cappella gesuita che riguarda direttamente noi italiani, perché qui, nel 1802, Napoleone Bonaparte proclamò la nascita della prima Repubblica Italiana, ovvero la Repubblica Cisalpina. L’ambiente perfetto per un concerto di musica barocca, caratterizzata dall’esasperazione formale rivolta alla glorificazione di Dio, un’esasperazione che non è affatto antitetica alla tecnica razionale di composizione, anzi, è proprio in questa epoca che i grandi maestri faranno confluire matematica e musica, lasciando ai posteri monumenti di sublime geometrizzazione sonora. È nel Barocco che si instaura infatti in maniera ufficiale quella “grammatica” basata sulla tonalità che caratterizzerà la musica fino al Novecento, ma è anche l’epoca dei madrigali e del contrappunto. Se tutto questo potesse essere detto in un nome, quel nome sarebbe Johann Sebastian Bach, e non è un caso che il concerto a cui abbiamo assistito avesse, tra gli altri, il compositore tedesco come protagonista: il Magnificat appartiene al corpo della produzione liturgica del musicista, una composizione straordinaria di struttura circolare, dove il finale e l’inizio coincidono in un trionfo del coro rincorso da una composizione di rara potenza e sofisticatezza. Le parole sono inutili, perché ogni volta che si ascolta Bach ci si pone la domanda di come sia possibile che una mente umana sia stata capace di concepire ciò che stiamo ascoltando. L’esperienza memorabile di ascoltare il Magnificat di Bach in una Cappella è ulteriormente valorizzata dagli esecutori, il corpo Les Nouveaux Caractères, un’orchestra e un coro di grandissimo livello capeggiato dal direttore Sébastien D’Hérin, che seppur giovane è ormai diventato un nome riconosciuto sulla scena dei Festival e degli appuntamenti di musica barocca in Francia; quest’ultimo scambia la sua energia e il suo estro con la musica di Bach, quasi si trattasse di un gioco di specchi. Il risultato è una serata indimenticabile, resa tale anche dall’esecuzione di alcune composizioni del compositore ceco Jean Dismas Zelenka, troppo spesso ingiustamente trascurato, e da Les Grands Motets di Jean-Joseph Casséna de Mondville, altra pietra miliare capace di trascinare l’anima di chi l’ascolta.

Le Festival de Musique Baroque de Lyon contribue, depuis 30 ans, à révéler au public des chefs-d’œuvre des XVIIème et XVIIIème siècles. Le festival qui se concentrait sur les mois de novembre et de´cembre a` ses de´buts, est devenu une ve´ritable saison musicale, en proposant une programmation allant d’octobre a` mai, qui a lieu principalement dans la Chapelle de la Trinité, la perle baroque de Lyon. On ne pouvait pas manquer Bach, avec le Magnificat.

Lo spettacolo è andato in scena:
Chapelle de la Trinité
29-31, rue de la Bourse – Lione (Francia)
sabato 24 novembre, ore 20.00

Les Nouveaux Caractères presentano
Magnificat – Grand Motets
di Johann Sebastian Bach, Jean-Joseph Casséna de Mondville
direzione musicale Sébastien D’Hérin

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