Frullato di Mahler

L’Istituzione Universitaria dei Concerti propone una serata anomala, dedicata alla sperimentazione della musica elettronica seppur ispirata a un grande genio del Novecento.

Nel 2011 ricorreva il centenario della morte di uno dei padri della musica moderna: stiamo parlando di Gustav Mahler, artista gigante che, per la sua importanza nella musica occidentale, dovrebbe venire accostato nell’immaginario collettivo a nomi quali Mozart e Beethoven. Per celebrarne l’anniversario della morte, venne incaricato Christian Fennesz di realizzare una rielaborazione della musica del genio austriaco e, di conseguenza, stabilire un ponte che attraversasse un secolo. Fu composta così Mahler Remixed, incisa nel 2011 e pubblicata nel 2014, ed eseguita per la prima volta a Roma presso l’Aula Magna dell’Università Sapienza dopo essere stata rappresentata a Vienna, New York e Istanbul.

Fennesz, compositore di musica elettronica, è uno dei più rappresentativi artisti della scena contemporanea; ex chitarrista e con alle spalle una lunga esperienza nell’ambito del rock sperimentale, Fennesz mette in relazione lo stile drone/glitch con atmosfere new age, componendo mosaici di rumori, cluster, note capaci di riempire in maniera potente gli ambienti. La domanda è: come mettere in connessione questo artista col predecessore Mahler quando si tratta evidentemente di due profili lontani? Dovremmo pensare che Mahler, secondo il pensiero del filosofo e musicologo Theodor W. Adorno, portò alle estreme conseguenze le regole e le convenzioni del tonalismo classico, fino ad arrivare al punto limite di rottura ma restandone all’interno: sarebbe stato il suo allievo Schoenberg a compiere definitivamente il superamento con la tecnica dodecafonica. Questa tendenza all’oltrepassamento, espressa nelle dissonanze, nella frantumazione della struttura sinfonica, nei vuoti abissali che vengono lasciati aperti dalla sospensione delle lunghe note, viene presa in carico da Fennesz, che parte per questa composizione da alcuni accordi e frammenti delle sinfonie di Mahler per campionarli, distorcerli, farli sparire sotto una tempesta di sonorità digitali a bassa frequenza, fischi e riverberi. Ad accompagnare in maniera efficace il viaggio psichedelico e potente di Fennesz, una serie di videoproiezioni del videoartista tedesco Lillevan, che in passato spesso ha collaborato col musicista e che riesce egregiamente a offrire un corrispettivo visuale al vortice di suoni.

Di Mahler resta poco, pochissimo, quasi dei flebili accenni delle sue opere: in alcuni passi, sembra che Mahler sia stato dissolto in un rallentamento estremo, in altri casi l’esplosione di suono evoca il fragore dell’artista austriaco; l’impressione però è la totale arbitrarietà dell’operazione, basti pensare che i riff suonati dalla chitarra elettrica sono dei leitmotiv della produzione di Fennesz e si ritrovano tali e quali in altre sue composizioni. Il riferimento a Mahler appare unicamente un pretesto, quando probabilmente si sarebbe potuto offrire un lavoro più incentrato sul tema; le atmosfere cosmiche e psichedeliche di questa musica restano un’esperienza unica che porta a riflettere sul senso della musica contemporanea e sulle sue potenzialità elettroniche, ma l’unico punto di contatto con Mahler resta forse proprio quest’ambizione a confluire nell’eterno, che sarebbe potuta essere resa meglio di così.

Il concerto si è tenuto:
Aula Magna Università Sapienza di Roma
P.le Aldo Moro, 5 – Roma
martedì 28 febbraio, ore 20.30

Istituzione Universitaria Concerti presenta
Mahler Remixed
live electronics e chitarra Christian Fennesz
live visuals Lillevan

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