Quando si ha poca voglia di dirsi italiani

Al Teatro della Cooperativa va in scena l’ultima fatica di Walter Leonardi, giullare e cantautore delle storie di un Paese che gira al contrario, ma per il quale vale ancora la pena schiarirsi la voce.

Far ridere di questi tempi è davvero un gran brutto mestiere, provarci affrontando la situazione del nostro Paese è a dir poco un’impresa, ma solo coloro che hanno davvero coraggio possono ardire a tanto.

Walter Leonardi è tale, non tanto per le frasi o per gli attacchi contenuti nel suo spettacolo, quanto per essersi caricato dell’onere di farsi portavoce di un disagio che è ormai giunto a un picco troppo elevato. La crisi che sta investendo l’Italia non è tuttavia un argomento banale, nasconde alcune insidie: su tutte quella di portare in scena concetti ridondanti e che finiscono col confondersi con il luogo comune.

L’autore e attore, nato a Città del Messico, ma orgoglioso di essere italiano, libera così la sua protesta partendo proprio dalle dicerie che riguardano il bel paese, canoni noti e riconosciuti in tutto il mondo, elementi che – giusto per non farci mancare niente – sono stati esportati con attenta perizia anche dai nostri esponenti politici. Eppure il cittadino tricolore non sembra ribellarsi con convinzione a questa etichetta, quanto fingere di esserne infastidito, per poi ammiccare all’evidenza e infine rassegnarsi allo stereotipo. Una dimensione, questa, che Leonardi evidenzia anche nella partecipazione alla cosa comune, sulla quale l’italiano dimostra di avere le idee un po’ confuse: il vento nuovo che ha toccato qualche città italiana, come ad esempio Milano, e le dimissioni del premier – agognate da molti – come spesso succede sono state accolte da un iniziale entusiasmo, per poi lasciare spazio a perplessità, dubbi, incertezze e persino un senso di delusione.

Siamo più musica che parole, e Mamma Mafia Pizza Spaghetti Mandolino è l’esemplificazione di questa tesi: Leonardi, aiutato sul palco da una stupenda band di musicisti e dall’ormai inseparabile Paolo Li Volsi, abbina ai testi le melodie scanzonate e pungenti di Organizzo eventi, il disco prodotto dai due nel 2008. Una formula che, per le caratteristiche e per la grande abilità musicale, rassicura e allo stesso tempo impegna il pubblico, conferendo dinamicità e ritmo allo spettacolo.

Se però la carovana degli interpreti splende nella realizzazione, altrettanto non si può dire per quanto concerne i contenuti. Alcune delle osservazioni ribelli e degli spunti offerti dal testo sono affrontati con sufficienza e non entrano nel cuore delle questioni in modo efficace. Leonardi, abile sicuramente nell’intrattenere, non spiega fino in fondo la sua protesta, e anche la tendenza anarchico-qualunquista – come lui stesso ama definirla – risulta ondivaga: purtroppo è un urlo che rimane strozzato in gola.

La parte recitata è presto soppiantata dall’ironia delle canzoni, che risultano le vere protagoniste della scena, e dalla bravura dei musicisti che ne legittimano il risultato. Troppo facile sparare a zero sul Governo, sulla crisi, sull’incapacità di un popolo di reagire con quelle che vengono definite “chiacchiere da bar”. Oppure anche questo fa parte del disegno dell’autore-attore per sancire la perentorietà del luogo comune? Il quesito spinge ad assistere a uno spettacolo in cui la mamma, quella di Leonardi stesso presente in prima fila, e il mandolino, inteso come la musica in generale, hanno senza dubbio il ruolo dei protagonisti.

Lo spettacolo continua:
Teatro della Cooperativa
via Hermada, 8 – Milano
fino a domenica 4 dicembre
orari: da martedì a sabato, ore 20.45 – domenica, ore 16.00
direzione organizzativa e distribuzione ArteVOX
Mamma mafia spaghetti pizza mandolino
(un evento sull’Italia contemporanea)
prima nazionale
uno spettacolo di Walter Leonardi
con Walter Leonardi e Paolo Li Volsi
accompagnati da Orazio Attanasio (violino, mandolino), Raffaele Kohler (tromba) e Marco Cesari (percussioni)
musiche originali tratte dal disco Organizzo Eventi di Walter Leonardi e Paolo Li Volsi

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