Oh mamma!

Nella sala di pronto soccorso al Teatro dell’Orologio di Roma, EXIT accende il defibrillatore e con la tecnica di Peter Safar tenta la rianimazione dell’arte.

La quinta edizione di EXIT – Emergenze per identità teatrali conferma la volontà di rinnovamento, dare ossigeno ai nuovi linguaggi così come agli artisti emergenti che hanno l’esigenza e l’urgenza di comunicare. Nessun direttore artistico, come sognavano i patriots di Battiato, bensì un collettivo auto-prodotto, organizzato dalla Fed.It.Art, la Federazione Italiana Artisti che si occupa di tutelare la categoria come organo di rappresentanza davanti alle Istituzioni, operante nel Lazio, ma con la volontà di espandersi nel territorio nazionale. Ecco quindi che a inaugurare la manifestazione sono due attori partenopei a Roma con Mammema, un testo duro, ma anche divertente, scritto e interpretato da Eduardo Ricciardelli, insieme alla bravissima Irma Ciaramella. Il palco è vuoto, solo una poltrona antica dall’aspetto regale al centro. Un mucchietto di fogli di giornale in ordine sul pavimento, un pacco aperto di frollini e gli “attrezzi del mestiere” di una mamma, scopa e battipanni appoggiati alla parete. La scena è pronta ad accogliere il teatro dei burattini delle nostre esistenze, osservate nel rapporto complesso che intercorre tra madre e figli. Una rappresentazione suddivisa in scene discontinue che non seguono un racconto, nessuna storia, piuttosto evocano stati d’animo e situazioni, esasperate in modo caricaturale a tratti, freddamente ciniche in altri. La messa in scena ricorda la drammaturgia di Emma Dante, sono mostrati gli stati emotivi che attraversano il corpo in un’atmosfera surrealista, costruita anche da un ottimo contributo luci, spesso cupe, che fendono il buio come lame. Il dialetto è puro colore, ma è particolarmente efficace a far risuonare l’eco di luoghi comuni ancestrali, le preoccupazioni per un nutrimento sufficiente, le raccomandazioni contro il freddo, la minaccia di una punizione, reiterati fino a essere svuotati di senso. Un automatismo logorante, fatto di parole messe a caso, senza intenzione di comunicare con l’altro, piuttosto esprimere un malessere proprio, intimo. In ciò, gli attori sono davvero talentuosi, soprattutto nel controllo di toni e volumi della voce. Osservarli monologare emozionati o interagire vivacemente fa ridere, perché le dinamiche sono le stesse che conosciamo tutti e fa riflettere, perché la tensione è palpabile e non siamo sicuri in quale modo esploderà. In due occasioni diverse, entrambi si trovano sul proscenio a ritagliare i giornali con precisione chirurgica. Quelle pagine inchiostro che quotidianamente sono affollate di fatti neri, la cronaca che ha spesso origine e luogo proprio nella famiglia.

Lo spettacolo continua:
Teatro dell’Orologio – Sala Grande
via dei Filippini, 17/a – Roma
martedì 27 e mercoledì 28 novembre ore 21.00
(durata 45 minuti circa senza intervallo)

Teatraltro presenta
Mammema
di Eduardo Ricciardelli
con Irma Ciaramella, Eduardo Ricciardelli

Exit – Emergenze per identità teatrali continua:
fino a domenica 9 dicembre 2012
http://www.exiteatro.com/

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