L’impossibilità di essere umani

In scena, al CRT di Milano, Manichini, Trilugia dell’impossibilità, uno spettacolo sincopato e assordante firmato Compagnia del Tratto.

Si entra in platea ed è subito Sicilia. Quattro donne e altrettante situazioni differenti: la Madre, la Moglie, la Donna e Lei. Vivono in modo autoctono il proprio spazio teatrale, quasi fossero quattro spettacoli indipendenti, legati tra loro solo da una continuità linguistica. Lo spettacolo apre con un vociare sincopato dal forte accento siciliano, una nenia continua e ripetitiva avulsa di significante. Sulla sinistra del palco una cornice barocca riproduce la Madre, che con l’abito tappezzato di immagini sacre culla violentemente il suo figlio-manichino. Al centro la Moglie canta a tavola con i figli-manichini canzoni come fossero Pater Noster e viceversa e la Donna cerca disperata di sedurre un uomo-manichino. E poi c’è Lui, che tra immagini di santi trasformati in fumetti si racconta con un linguaggio da canzonette.

Manichini, il quarto atto della Trilugia dell’impossibilità è uno spettacolo crudo e senza sfumature. Racconta un’umanità senza umanità, che è diventata emulatrice, acritica, violenta, vittima della morale e sola, e che cerca di farsi compagnia emulando, criticando e violentandosi e diventando ancora più moralista.

Uno spettacolo che parla di mistificazione, di travestimento, di santificazione dell’idiozia, di parole senza contenuto, della follia dello stare al mondo senza la consapevolezza di esserci.

La Compagnia del tratto, finalista al premio Kantor 2010, regala molte emozioni, soprattutto nel finale, quando si tirano le fila narrative e la storia, sebbene assurda e crudele, inizia ad avere un senso. Il puzzle si ricompone e le macchie di colore, le urla, le voci stonate dopo essere passate attraverso la destrutturazione formale, si ricongiungono in un grido comune di dolore.

Il testo di Rosario Palazzolo è interessantissimo, soprattutto la lingua che inventa, un meticciato di italiano, siciliano e canzoni popolari, un po’ “amunì”, un po’ “Maledetta Primavera”. Uno spettacolo che fa pensare, molto, a quanto sia impossibile non diventare manichini.

Lo spettacolo continua:
CRT Centro di Ricerca per il Teatro – Teatro Salone
via Ulisse Dini, 7- Milano
fino a mercoledì 16 novembre
orari: da martedì a giovedì ore 21.00 – venerdì ore 21.30 – sabato ore 19.30 – domenica ore 16.00
 
Compagnia del tratto presenta:
Manichini
Trilugia dell’impossibilità
Quarto atto: L’impossibilità di essere
di Rosario Palazzolo
regia Rosario Palazzolo
con Monica Andolina, Delia Calò, Chiara Pulizzotto
musiche ed effetti sonori  Vincenzo Biondo
disegni di scena Giuseppe Buzzotta
produzione Compagnia del Tratto con la collaborazione di teatro Controverso

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