I wanna be loved

Il teatro Vascello ospita lo spettacolo Marilyn Fragments, per la regia di Carmen Giordano.

L’idea nasce dal ritrovamento di carteggi privati della Monroe, rimasti inediti, che diventano il corpo della performance. Le parole taciute da Marilyn trovano nuova voce e illuminano di umanità e di tristezza la donna dietro la maschera della diva. Prepararsi a un viaggio nell’intimità.

La vita di Marilyn Monroe si è conclusa nel lontano 5 agosto del 1962, tra le mura della sua camera da letto, per una dose eccessiva di barbiturici. Da allora c’è chi parla di suicidio, chi di dramma evitabile o di complotto. E anche questo ha contribuito a rendere immortale la sua leggenda, con il trascorrere degli anni. Marilyn era diva, era la bionda fatale che sapeva sedurre solo con lo sguardo senza mai essere volgare. Era la sensualità di un’attrice, sogno proibito d’America, apprezzata dagli uomini ma anche dalle donne, che ad appena 36 anni si è arresa, sopraffatta dalla sua fragilità.
“Fragile” sembra essere l’aggettivo che più spesso viene usato per descriverla, da parte di chi la conosceva e dagli studiosi che ancora oggi scrutano la sua vita, il suo mito. Dopo un’infanzia difficile, Norma Jeane Baker (questo il suo nome all’anagrafe) fu scoperta e lanciata nel mondo della moda e poi del cinema. Così esplose il mito, si accese come un fuoco brillante, rapido nel suo cammino verso la fama di stella. Intorno a lei tanti, troppi, amori sbagliati: James Dougherty, il figlio di un vicino, suo primo marito a 16 anni, Joe Di Maggio, Arthur Miller, l’attore Yves Montand, e poi John e Bob Kennedy. Norma Jean amava anche scrivere i suoi pensieri, le sue malinconie, le sue riflessioni più profonde, che custodiva in diari privati. Qui raccontava della perenne lotta con se stessa, tra quello che era, quello che doveva e voleva essere. Proprio dal ritrovamento di una serie di carteggi privati dell’attrice, nasce la volontà della performance Marilyn Fragments. Sulla scena nuda, l’eccellente Mariangela D’Abbraccio, accompagnata dal lunare commento musicale del maestro Raffaele Toninelli, legge i racconti e le frasi sparpagliate e convulse della diva, mentre su un nastro a vista, in alto, scorrono le parole riferite dall’attrice. Tra un passaggio e uno stralcio di pensiero, Mariangela D’Abbraccio intona alcuni dei motivi più famosi della Monroe, con una grazia sorprendente. La figura di Marilyn ci appare ora come quella di una bambina non desiderata, insicura, dotata di una sensibilità incredibile e di un acuto senso critico rispetto al suo disagio psichico. In barba al cliché della bionda svampita che aveva diamanti come migliori amici, lo spettacolo di Carmen Giordano ha il grande merito di restituire il lato più profondo e vero di una grande stella del cinema.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Vascello
via Giacinto Carini, 78 – Roma
domenica 21 Ottobre, ore18.00

Marilyn Fragments
regia Carmen Giordano
con Mariangela D’Abbraccio
musiche dal vivo Raffaele Toninelli

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