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La IX edizione del festival multidisciplinare perAspera offre al pubblico emiliano-romagnolo un caleidoscopio di arti performative che spaziano dal teatro alla danza, passando per discipline ancora nuove e tutte da esplorare. All’interno dell’ultima giornata presso il TPO di Bologna va in scena Match/Point di Ennio Ruffolo, chiosato dalla crossmedialità di CiRCA69 con il suo HOW CAN I €A$€ ¥OUR MIND WITHOUT L¥ING.

Il Teatro Polivalente Occupato di via Casarini non è mai stato così bello. Sarà l’aria estiva che spinge gli avventori a ristorarsi anche dopo il tramonto nel bar esterno, sotto una pioggia musicale orchestrata dalla mano esperta di Radio Kairos o saranno i vari artisti nazionali e internazionali che si fermano volentieri a parlare con gli astanti per condividere riflessioni e impressioni sulle proprie opere.

Ad aprire la giornata c’è Simon Wilkinson, in arte CiRCA69, che con la sua “transmedia platform” immerge (letteralmente) lo spettatore in un’esperienza di realtà aumentata con sonorità quadrifoniche, dandogli accesso a un mondo alternativo dove le uniche parole scritte parlano di «something very meaningful», lascito dell’americano Manfred Berry, ipotetico precursore della musica psichedelica degli anni ’60 in Inghilterra. L’artista di Brighton permette all’osservatore munito di Oculus Rift di dare una rapida occhiata a quella che sembra essere la mente di una persona in qualche modo disturbata. Un bosco dalle tinte rosso sangue circonda il punto di vista statico da cui tutto ha inizio e si anima di presenze non meglio identificate che lasciano intuire l’autismo del ragazzo dell’Idaho, unico sopravvissuto di una strana serie di sparizioni negli anni ’50.

Ennio_Ruffolo_Match_Point_opera di Gianni_Scardovi
Immagine del pittore Gianni Scardovi

Una volta rientrati nella realtà meno alterata è il momento di assistere all’evento centrale della serata. «Match/Point affronta la performance come uno scontro di tennis. Per ogni performer, il suo partner è un compagno di doppio ma anche un avversario al di là della rete. Ogni set ha un suo preciso tempo e ogni palla si sviluppa in un esatto luogo performativo. La finale si giocherà al meglio delle cinque partite». Detta così, non è semplice immaginarsi cosa succederà sul palcoscenico, animato da sei persone rigorosamente in tenuta sportiva. La scenografia spoglia (sei sedie, un tavolo e due panchetti) e le musiche elettroniche non aiutano certo a identificare un filo conduttore nei movimenti sempre più frenetici di questi tennisti dell’astratto. Lo sforzo, quello fisico e quello mentale, sembra essere l’unico elemento che accomuna i performer al pubblico che, proprio come quello di Wimbledon, muove lo sguardo da un lato all’altro della scena in cerca di senso. Altrettanto oscura la scelta di una tennista albina sulla copertina di LIFE come immagine dello spettacolo, dove campeggiano parole quali «Albino being killed, raped in Tanzania as cure for AIDS». La denuncia sociale di razza non trova un riscontro immediato nei passi ripetitivi e spasmodici di questi cercatori esistenziali che ridefiniscono lo spazio ancora e ancora con gli occhi sempre puntati all’orizzonte, in attesa, forse, solo del fischio finale.

Conclusa la quattro giorni presso il TPO, perAspera continuerà la sua ricerca di nuove espressioni artistiche contemporanee nell’area metropolitana di Bologna, con offerte decisamente interessanti per una scena felsina che sembrava essersi rilassata un po’ troppo negli ultimi tempi. Sursum corda e via, fino alle stelle.

Lo spettacolo è andato in scena
TPO – Teatro Polivalente Occupato
via Camillo Casarini 17/5 – Bologna
domenica 19 giugno
ore 21.00

HOW CAN I €A$€ ¥OUR MIND WITHOUT L¥ING
di CiRCA69
produzione Simon Wilkinson / CiRCA69

Match/Point
regia Ennio Ruffolo
performers Emi Impalà, Annalisa Lucenti, Patrizia PIdalà, Francesco Tabanelli, Simona Vallorani e la partecipazione speciale di Natalia Mazer
suoni Francesco Tabanelli

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