Al Teatro Out Off, una spietata analisi del rapporto uomo-donna, tra passione amorosa e conformismo sociale.


I festival e le rassegne teatrali servono a questo: permettono la circolazione di idee, testi, nomi, energie, in un progetto collettivo che favorisce l’incontro tra il pubblico e l’arte. Il festival Face à Face – Parole di Francia per scene d’Italia, promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia e dalla Fondazione Nuovi Mecenati, che coinvolge 20 teatri italiani, distribuiti su dieci città, consiste dunque nel mettere a disposizione delle scene italiane alcuni testi di autori francesi dei giorni nostri. Tra questi, l’autrice di Mathilde, Véronique Olmi, conosciuta in Italia soprattutto per i suoi romanzi dolorosi e struggenti (come La pioggia non spegne il desiderio e In riva al mare), ma molto apprezzata in Francia anche come drammaturga.

Mathilde, testo teatrale di chiara matrice pinteriana, è una profonda riflessione, all’insegna della più crudele sincerità, sulla coppia e sul matrimonio, sul perché si sta insieme o ci si separa. Protagonista è una famosa scrittrice reduce da uno scandalo sessuale con un ragazzo di quattordici anni, che l’ha portata a una condanna a 3 mesi di carcere. Scontata la pena, Mathilde fa ritorno a casa dal marito tradito, Pierre, un ginecologo razionale e conformista. E qui i due si abbandonano, prima con titubanza, poi con impeti di rabbia, a una lacerante e sofferta analisi della loro vita, del loro rapporto di coppia, per capirne il senso e i motivi che li hanno portati fino a lì. Un’analisi crudele, a tratti cinica, dell’amore, che li lascia sgomenti e privi di forze, e che li porta a scontrarsi sul significato della vita e del matrimonio, alla ricerca di un modo per rimarginare le ferite e di una possibilità di riconciliazione.

La proposta di Lorenzo Loris – una lettura teatrale più che una vera e propria messinscena – è, nella sua semplicità e nell’inevitabile aderenza al testo, di forte impatto emotivo, grazie soprattutto alla bravura dei due interpreti, che riescono a dare voce e corpo ai protagonisti. La tensione della scena sta tutta nella forza del dialogo, che non richiede grandi movimenti né particolari riletture registiche. Tutto si esaurisce nella verità dei sentimenti e della relazione umana della coppia, una relazione molto ben costruita dalla Olmi che, come dice nell’intervista che precede lo spettacolo, ama delineare forti ritratti di donne, che acquistano però un senso e una profondità maggiore, solo se messe in relazione con gli uomini.

Un unico elemento scenico acquista la forza di simbolo, investito di una pluralità di significati: in mezzo alla scena, le pagine di un libro sono composte a disegnare la figura di un bambino, che nel finale viene distrutta da Pierre. Si può ritrovare, in questo, una immagine del ragazzino amato carnalmente da Mathilde, ma anche una metafora di come l’amore quotidiano tra marito e moglie possa, nella sua concretezza, distruggere ma nel contempo essere più forte del desiderio puro e della passione romanzata.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Out Off

in collaborazione con Face à Face, parole di Francia per scene d’Italia
via Mac Mahon, 16 – Milano
lunedì 8 marzo, ore 20.45

Mathilde
di Véronique Olmi
traduzione di Alessandra Serra
a cura di Lorenzo Loris
con Elena Callegari e Mario Sala

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