Dr. Nest / Saison Sèch / Se Isto É Um Homem / Que boa idea, virmos para as montanhas

Incontro – tra pubblico e compagnie, critici, artisti e pubblico – è parola per definire il Festival di Almada di Lisbona, una kermesse per chi ama il teatro dove ammirare spettacoli non solo di innovazione, d’avanguardia e site-specific, ma anche con la S maiuscola messi in scena da compagnie provenienti da tutto il mondo.

English Abstract

There is a word to define the Lisbon Almada Festival: meeting.
The Almada is a festival of not only innovative theatrical shows, but also with the S capitalized by companies from all over the world, a festival where people can to think and talk to each other about theatre and what they have already seen. In other words, Lisbon Almada Festival is a place where you can open your mind.

[riduci]

La sede principale è il Teatro municipale Joaquim Benite ad Almada, che al proprio interno ha due sale e un ampio foyer. Accanto, negli spazi della Scuola Antonio Da Costa, un forum pensato per dibattiti e conferenze e dove fermarsi tra uno spettacolo e l’altro a prendere un caffé o mangiare qualcosa.

Negli spazi della scuola, su un grande palco esterno, assistiamo a Dr Nest, diretto da Hajo Schüler. La compagnia berlinese Familie Floz ritorna al Festival de Almada per la seconda volta con questo spettacolo.
Riduzione della parola, teatro d’immagine, espressione corporea, maschere e un linguaggio fortemente visivo e sensoriale caratterizza Dr Nest. Gli attori, pur indossando una maschera fissa e immobile, donano ai personaggi infinite sfumature caratteriali in un mondo immaginario e malinconico di sentimenti, pathos, energia vitale. Pochi attori per molti personaggi, una scenografia originale seppure tradizionalista, molte risate in una storia ricca di dettagli e particolari che tuttavia, se non seguiti con attenzione, possono sviare.

Altra proposta internazionale, ospitata nella sala grande del Teatro Joaquim Benite, è Saison Sèche, della Compagnie Non Nova, regia di Phia Ménard e Jean-Luc Beaujault.
Proposto l’anno scorso al Festival d’Avignone, Saison Sèche inizia con otto sagome vestite di bianco, donne spersonalizzate dal proprio ruolo che vivono la propria vita (sempre se cosi la possiamo definire) come fantasmi, senza identità, schiacciate da un peso, in uno spazio troppo piccolo, angusto, claustrofobic. Sequenza dopo sequenza queste donne-sagome si trasformano in otto personaggi maschili (dal prete al calciatore, dal vigilante di sicurezza all’impiegato d’ufficio) con tutti gli stereotipi annessi, che, forse, risultano eccessivamente evidenziati dalla regia. La sottomissione della donna in una società ancora maschilista, il senso di onnipotenza maschile, sono davvero quelli dipinti in Saison Sèche, o forse, nella vita reale, esistono più sfumature?
Spettacolo espressionista, dirompente, astratto, queste sue componenti rendono impossibile un’interpretazione lineare e univoca e aprono il dibattito. Nell’ultima scena, la scenografia bianca e minimalista si trasforma in uno scenario apocalittico, un quadro di Burri: una vernice nera scende dalle pareti, scorre veloce come sangue sporco di peccati, crudeltà, cattiveria, macchiando quel bianco accecante, lasciando che esse, prima, cadano a pezzi, bagnate e appesantite dal peso di una pittura che sgorga come un fiume in piena, e infine vengano squarciate dalle danzatrici, che come anime dannate si aggirano in uno scenario dantesco di distruzione e perdizione.

Tra le proposte del teatro portoghese un posto d’onore deve essere certamente assegnato a Se isto é um homem della Companhia de Teatro de Almada, rielaborazione teatrale del romanzo di Primo Lev. Il regista portoghese Rogério de Carvalho, oltre alla fedeltà al testo, rappresenta senza censure il martirio dell’Olocausto attraverso pochi elementi: la parola, una sedia, una cassapanca e una scenografia scarna e semplice nell’elegante disegno luci di Guilherme Frazão.
Il potere del racconto, di avere la storia tra le mani, della memoria, di poterlo ancora raccontare ad un pubblico: l’attore Cláudio da Silva sembra essere consapevole di tutto ciò durante il lungo monologo, che scorre velocemente di fronte a un pubblico impietrito. Pochi ed essenziali movimenti, gesti precisi e corretti, il rumore appena accennato di un treno, le voci dei tedeschi, i sospetti sulle camere a gas, la paura non appena arrivati al campo sono elementi conosciuti dai più, ma è assolutamente nella restituzione drammaturgica in cui nessun effetto speciale ne inficia il realismo.

Il dramma esistenziale di Primo Levi – e di tutti i sopravvissuti al campi di concentramento nazisti – scorre negli occhi e nello sguardo di Cláudio da Silva. Gli occhi dell’attore sembrano parlare, suggerendo stati d’animo, sensazioni, immagini, il senso di colpa per l’essere sopravvissuto che si unisce dolorosamente a quello di essere stato incapace di opporsi.
Per essere un debutto assoluto, un’anteprima della stagione del Teatro Municipal Joaquim Benite, Se isto é um homem è tra i migliori spettacoli visti e dimostra l’importanza della parola a teatro.

Altra proposta portoghese è Que boa idea, virmos para as montanhas.
Scritta da Guilherme Gomes, anche regista dello spettacolo, la sceneggiatura prende spunto dalla canzone di Leonard Cohen Blue Raincoat per portarci nel tepore di una casa lontana e nell’apparente felicità di una coppia che si ama. Apparente, appunto, perché dietro la quotidianità si celano pensieri mai detti, ricordi di una vita andata, peccati mai confessati. Non tanto tradimenti, quanto desideri vitali.
La recitazione, estremamente naturalista ma al contempo reale, ricorda il dramma borghese dell’Ottocento. Le pause, dense di significato, ricordano quelle cechoviane per come risultano studiate a tavolino.

Il giovane Guilherme Gomes e le giovani attrici Nídia Roque e Rita Cabaço sembrano uscire da un passato lontano, dalla scuola russa di Stanislavskij e, visto l’alto livello formativo, ci si chiede proprio perché una compagnia così giovane indugi in rappresentazioni così antiquate.

Gli spettacoli sono andati in scena alFestival di Almada
location varie

Teatro Municipal Joaquim Benite
13, 14 luglio ore 21.00
Av. Prof. Egas Moniz,
2800-065 Almada, Lisbona, Portogallo

Saison Sèche
di Compagnie Non Nova
drammaturgia e scenografia di Phia Ménard & Jean-Luc Beaujault
regia Benoît Desnos, Mateo Provost, Rodolphe Thibaud, Olivier Gicquiaud
con Amandine Vandroth, Anna Gaïotti, Elise Legros, Jeanne Vallauri, Marlène Rostaing, Marion Blondeau, Marion Parpirolles, Phia Ménard
co-produzione di Festival d’Avignon, La Criée – Théâtre national de Marseille, Théâtre des Quatre Saisons, Scène conventionnée Musique(s) – Gradignan (33), le Grand T, Théâtre de Loire-Atlantique à Nantes, la MC93, maison de la culture de Seine-Saint-Denis, Bobigny et le Théâtre de la Ville – Paris, Bonlieu scène nationale d’Annecy,TANDEM Scène nationale Arras et Douai e Scène nationale d’Orléans.

Escola D. António da Costa
Domenica 14 ore 22,00
Av. Prof. Egas Moniz 22A
2800-088 Almada, Portogallo

Dr. Nest
di Fabian Baumgarten, Anna Kistel, Björn Leese, Benjamin Reber, Hajo Schüler, Mats Suethoff e Michael Vogel
regia Hajo Schüler
con Fabian Baumgarten, Anna Kistel, Björn Leese, Benjamin Reber, Mats Suethoff
maschere Hajo Schüler

Teatro Municipal Joaquim Benite
5, 6 luglio; 8 – 12 luglio; 15-18 luglio
Av. Prof. Egas Moniz,
2800-065 Almada, Lisbona, Portogallo

Se Isto É Um Homem
di Primo Levi
regia Rogério de Carvalho
con Cláudio da Silva
traduzione Simonetti Neto
scenografia Manuel Graça Dias e Egas José Vieira
luci Guilherme Frazão

Studio Theater António Assunção
da sabato 6 a domenica 14 ore 16.00
R. Conde Ferreira, 2800-016 Almada, Portogallo

Que boa idea, virmos para as montanhas
di Guilherme Gomes
regia Guilherme Gomes
con Guilherme Gomes, Nídia Roque, Rita Cabaço

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