Melodie mediterranee

In scena la vivacità della canzone villanesca che racconta le rocambolesche vicende degli italiani nella Francia del 1600

Nella Parigi sfavillante e assolutista di fine Seicento il Re Sole Luigi XIV promulga un editto che vieta la messa in scena degli spettacoli della comédie italienne. Causa del divieto la censura dell’ammiccante canzone napoletana. È in questo scenario di un’arte e di una cultura in fuga che una compagnia toscana e una serva napoletana s’incontrano e sarà proprio quest’ultima, con uno spirito pungente e un serbatoio pieno di storie da narrare, a rinvigorire la vena creativa della compagnia emigrante.
La serva è in possesso di «un passaporto per il mondo» che incanta chiunque la incontri. Questo passaporto è la musica, l’inconfondibile genere della Villanella. Una vivacità ritmica tutta partenopea che unisce insieme ad argomenti comici, sensuali e pungenti un’immediatezza melodica coinvolgente. La storia della serva Isabella è rocambolesca, come quella di tanti italiani partiti dal proprio paese in cerca di fortuna. Arrivata alla corte di Francia diventa la cameriera della cognata del Re, romantica donna tedesca che usa ripercorrere le sue giornate in curiose lettere private. Saranno proprio queste epistole a tessere una storia raccontata attraverso la prosa e la canzone villanesca del suo repertorio. Uno spettacolo epistolare, musicale e plurilingue tra toscano e napoletano. Una regia pulita con movimenti melodici che seguono armoniosi la musica. Tra le canzoni e l’interpretazione scherzosa delle lettere lo spettatore divertendosi entra nella vita di due donne, la serva e la padrona, molto diverse tra loro ma con la stessa passione per l’arte e per la musica. Una melodia, quella napoletana, che nella provocazione “villana” raccontava le persone e i luoghi facendosi portatrice di una tradizione orale che giunge a oggi nella forma della canzonetta. Lo spirito napoletano, cacciato dallo sfarzo della Corte, ridà vigore e vivacità a un teatro che si credeva morto.

Lo spettacolo continua:
Teatro Due Roma
vicolo dei due Macelli, 37 – Roma
fino a venerdì 6 aprile
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00

Il Carro dell’Orsa presenta
Una serva napoletana alla corte del Re Sole
di Marialetizia Compatangelo
regia Marialetizia Compatangelo
con Amalia Vetromile, Duska Bisconti, Massimo Antonietti

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.