mercantia2013Mostre d’arte, decine di band musicali e compagnie teatrali, centinaia di artisti di strada e di spettacoli tra prosa e danza, circo e musica, performance contemporanee e artigiani che realizzano dal vivo le loro opere in legno, ceramica e pittura. Tutto questo, e non solo, in un’unica, eloquente e ironica parola: Mercantia.

Il tutto condito da una ospitalità eccellente, con aree di sosta e navette gratuite, un sito della manifestazione aggiornato e la viscerale cortesia degli protagonisti di una meravigliosa serata di “street art” in onore della «Grande Madre, il teatro che salva dalla peste», ideale invito a scegliere la “festa” quale carnevalesco “rifugio” dall’oppressione della realtà e tema portante della XXVI edizione del Festival internazionale del teatro di strada di Certaldo.

Una manifestazione doverosamente dedicata al suo cittadino più illustre – Giovanni Boccaccio – di cui festeggia il VII centenario della nascita attraverso una serie di iniziative collaterali, come I giardini delle ninfee (un progetto de I Macelli di Certaldo tratto dall’immaginario del Ninfale Fiesolano di Boccaccio), Il giardino delle delizie (set fotografico e teatrale ispirato al trittico di Hieronymus Bosch), Ninfale 473, Visitors 700 e l’installazione Al-Mama-Ter, progettata da Stefano Alinari su proposta del direttore artistico Alessandro Gigli, proprio in esplicito riferimento alla «Grande Madre nella sua veste di madre nutrice (alma mater)» oltre che «all’opera creativa degli studenti in relazione con i loro maestri».

Una scelta particolarmente significativa, quella della Grande Madre, perché, nel caso di Mercantia, realizza un concreto (pur temporaneo) momento di antitesi alla quotidianità (male)organizzata su cupe esigenze produttivo-burocratiche.

Piazze adibite a location degli spettacoli, vie principali (se così si possono chiamare) e vicoli secondari perennemente colorati dalle incursioni di improbabili personaggi (tra gli altri, di fauni, conigli giganti e donne-gatto, Amerigo Fontani il frate-cipolla, Silvestro Sentiero il poeta estermporaneo e Cesare Bardaro il bardarossa) e dalle lavorazioni dal vivo di artisti e artigiani: è impossibile fare un resoconto esaustivo degli eventi. Pertanto ci limiteremo a fare alcuni esempi, giusto per rendere l’idea (per forza di cose vaga) della ricchezza della “mercantia” in questione.

La Badabimbumband, una produzione del Festival, che rappresenta ormai una realtà consolidata nel panorama delle street band e che, nell’occasione, ha vestito i panni di una nuova formazione, i monaci della Opus Band, la quale, mettendo in scena balletti ed esecuzioni sonore tra “sacro e profano”, con fare farsescamente drammatico, ha saputo rendere lo scenario di SS. Annunziata un’arena (o una discoteca) in cui coinvolgere un pubblico decisamente convinto dalla performance.
Presso i Giardini di Palazzo Giannozzi si è, invece, esibita la compagnia dei Servi disobbedienti, con Gocce di splendore, uno spettacolo musicale arricchito dall’improvvisazione di Federica Amatuccio, basato su testi e canzoni di Fabrizio De André, il cantautore genovese al quale ha dedicato un omaggio (Volta la carta) anche Whisky & Roll di Arcambold, giovane band che ha eseguito sonorità irlandesi, folk e balcaniche, con esisti forse “alterni” dal punto di vista prettamente musicale, ma capace di far ballare grandi e bambini presenti nel Lavatoio per tutta la durata dell’esibizione, e di dare un generoso contributo di allegria alla serata.

La verde isola atlantica confinante con il Regno Unito è stata, poi, protagonista anche delle melodie e delle danze di The devil and the holy water con Jig Rig, sempre in piazza SS. Annunziata.

Tra gli spettacoli di chiusura, oltre alla esaltante ripresa della Badabimbumband e allo show “salutare” e “benefico” del gruppo internazionale Balkan Brass Therapy (Million Dollar Mercedes Band nei giardini di Palazzo Strozzi Ridolfi), ne ricordiamo due di cabaret, entrambi svoltisi in piazzetta V. Branca: il primo dal titolo emblematico, La rivolta dei Clown, degli emiliani Madame Rebiné, il secondo del duo al femminile dei Pyro-hat, anch’esso uno evento il cui titolo è tutto un programma: Tra me e me, muto incontro/scontro onirico tra donne che riescono a conciliare le proprie diatribe solo nell’«unico elemento che per ora le accomuna: il fuoco».

A completare il quadro, ovviamente, non poteva mancare un plauso per questo piccolo borgo medievale “conservato” magnificamente (chiusa al traffico, Certaldo Alta è raggiungibile a piedi o in funivia) e “tirato a lucido” per l’occasione, e per gli spettatori che ne hanno felicemente affollato le stradine. Una partecipazione, festante e ordinata nonostante l’ampia disponibilità di birra alla spina, vino locale (siamo nel cuore del Chianti) e sangria, che ha rappresentato il classico “fattore aggiunto” per la spettacolare riuscita della kermesse.

Eppure, Mercantia, con Artisti in piazza che si svolge a Pennabilli, il più importante festival italiano e tra i maggiori d’Europa di questo genere, è ben altro di quello che possono “dire” nomi (e numeri) pur impressionanti. Perché trovarsi in quei vicoli animati – dalle 20.00 (18.00 nei weekend) a circa l’1.00 (nonostante la puntualità, l’orario di chiusura di una festa, soprattutto quando ci si diverte, è di per sé “imprevedibile”) – tra teatranti, saltimbanchi e giocolieri, mimi, circensi e clown, acrobati, musicisti e danzatrici del ventre, maghi, animali ed esseri fantastici, regala sensazioni impagabili e, probabilmente, indescrivibili.

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foto di Daniele Rizzo

Gli spettacolo sono andati in scena:
Certaldo Alta (location varie) – Firenze
domenica 21 luglio, dalle ore 18.00

Mercantia 2013
26° Festival Internazionale degli Artisti di Strada
www.mercantiacertaldo.it

 

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