Millennium flop?

teatro-stabile-del-venetoIl 20 febbraio 2006 la SLA ha la meglio su Luca Coscioni. Dieci anni dopo va in scena Millennium bug, «un monologo teatrale inedito di Sergio Gallozzi  liberamente ispirato al libro-diario Il Maratoneta» dello stesso Coscioni, interpretato da Galliano Mariani nella Sala del Ridotto del Teatro Verdi di Padova.

Luca Coscioni è un uomo affetto da SLA che rifiuta di arrendersi alla malattia e sceglie di attivarsi politicamente per promuovere una ricerca scientifica libera, priva di condizionamenti etici, contro la legge sulla procreazione medicalmente assistita approvata dal Parlamento italiano nel 2004, che vieta la ricerca sulle cellule staminali embrionali.

Sul palco emerge la sua posizione radicale dalle parole dell’interprete Galliano Mariani, che più volte si chiede se tali cellule abbiano un’anima e possano dunque considerarsi già un essere umano o se si possa parlare di piena libertà nel momento in cui si nega l’eutanasia, ovvero la possibilità di scegliere di morire come e quando si vuole.

Lo spettacolo piuttosto che raccontare la biografia dell’autore de Il Maratoneta, libro-diario che può vantare l’introduzione di José Saramago e la prefazione di Umberto Veronesi, mira a sviscerarne il pensiero politico e a raccontarne l’ultima (o la prima) battaglia in difesa di ciò che egli ritenne giusto, la libertà. I presupposti sono quindi nobili poiché volti a far conoscere una delle due facce della stessa medaglia: tentare di salvare una vita provata dalla malattia o difendere un’altra vita negando la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali. Meglio salvaguardare un bruco o una farfalla?
Se la regia avesse raggiunto gli obiettivi prefissati con un allestimento fecondo, senza ricorrere ad attacchi purtroppo sterili a coloro che hanno idee contrastanti, in primis il Vaticano, ironizzandone le convinzioni anche attraverso gli interventi della voce fuori campo della giornalista Carmen Lasorella, probabilmente il monologo sarebbe risultato meno un comizio politico e più un tributo a un uomo, prima che a una idea, che non si è mai arreso di fronte alla malattia e che rappresenta un simbolo concreto di speranza e, appunto, libertà.

Anche la recitazione dell’interprete, forzata e ostentata, in assenza di variazioni di registro, pur dotata di una grande energia, non viene valorizzata, risultando poco credibile in assenza di alcun climax e di un crescendo di emozioni che possa portare a una svolta critica e di consapevolezza.

Accanto a una interpretazione appassionata, ma monotona, e perciò poco efficace, e seppur l’argomento centrale di Millennium bug sia la lotta per l’autodeterminazione, al pubblico arriva una convinzione imposta e non l’impegno umano. Determinando l’assenza di qualsiasi accenno alla fragilità, emotività o di sentimento, e scegliendo di mostrare solo la razionalità del pensiero di Luca Coscioni, la regia ne mortifica di fatto il lato umano e, parallelamente al sacrificio delle dinamiche all’interno dello spazio scenico, anche i movimenti interiori intesi come reazioni alle situazioni che gli si ponevano innanzi, come per esempio la sconfitta politica in occasione dei referendum abrogativi del 2005.

Il teatro è finzione, certo, ma funziona quando la finzione viene percepita senza inficiare l’autenticità, essenzializzata e resa così poco finta da poter essere interpretata come una scena di vita quotidiana, sbirciata da una vicina di casa impicciona nascosta dietro alla tenda, in particolare quando si tratta di rappresentazioni potenzialmente laceranti e ispirate alla dimensione esistenziale più assoluta, quella che attraversa la vita e la morte.

Se per un attimo, in occasione de Millennium bug, avessimo immaginato di essere noi, quella vicina, avremmo potuto/dovuto osservare un’altalena di emozioni, tutte chiare e intime, mai esagerate o esasperate, senza bisogno delle troppe parole usate per esprimere una razionalità, purtroppo, apparsa priva di cuore.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Verdi

via dei Livello, 32, 35139 Padova
il 6 e il 9 febbraio

Millennium bug
di Sergio Gallozzi
liberamente ispirato a Il Maratoneta di Luca Coscioni
con Galliano Mariani
regia Christian Angeli
luci e scenotecnica Giacomo Cursi
musiche Marco Lucchi, Stefano Luca
riprese e fotografia video Andrea Littera aiuto regia Alessia Filiberti
con la partecipazione amichevole in voce di Carmen Lasorella e Andrea Trovato
produzione Teatro Libero Palermo / Indigena
si ringraziano Claudia Margaroli, Daniele Sartori, Giovanna Reanda e Radio Radicale

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