Shakespeare à la manière de Pinter

Al Funaro di Pistoia, per la rassegna Teatri di Confine, va in scena Minimacbeth. Quando la potenza del Bardo si unisce felicemente all’asciuttezza di Pinter e alla maestria di due grandi del teatro italiano, Dario Marconcini e Giovanna Daddi.

L’esemplare poeticità impoetica del testo di Andrea Taddei: un concentrato di Macbeth che non svilisce o banalizza, ma ricrea la potente denuncia della brama di potere, dipingendo con tratto pieno due personaggi a tutto tondo. Un Lord che, oggi, potremmo definire sociopatico, votato al male, ma anche psicologicamente impotente e, per questo, estremamente attuale; e una tra le dark lady più affascinanti e disinibite della storia del teatro, dotata di una volontà d’acciaio di giorno e perseguitata dalla sua umanità dolente nel buio delle tenebre notturne. Un testo che ha la medesima incisività dell’originale del Bardo, quel ritmo non solamente sonoro bensì contenutistico che sposa le peggiori, esplicite nefandezze di menti corrotte alla leggiadria della vita di Corte e della passione amorosa.
Un’interpretazione in cui lo straniamento brechtiano permette allo spettatore il ragionamento disincantato, che prosciuga l’empatia in favore del distacco critico, trasformando il consueto e consunto spettacolo in un reale/antiteatrale nuovo e multisfaccettato che pone dubbi, che sveglia le menti e sollecita una valutazione problematica. Quel metodo che permette persino al testo più consunto per eccessiva usura di diventare nuovamente materia viva e vibrante (come abbiamo visto ne Il Principe Amleto di Danio Manfredini).
Una messinscena che è essa stessa la storia del teatro e di una coppia, nella vita e nel lavoro, tra le più indissolubilmente legate e poeticamente complementari che calchino oggi il palcoscenico: Giovanna Daddi e Dario Marconcini. C’è tutto su quel palco/mondo: il teatro di strada e il lavoro con le marionette, le maschere balinesi e la capacità di entrare e uscire dal proprio ruolo (che, oggi in Toscana, ci sembra sia stato ereditato solo da Sotterraneo). E quel palco/mondo sarebbe piaciuto proprio al Bardo, autore popolare che scriveva per gli oltre 3000 spettatori che affollavano il Globe, acquistando il biglietto a un penny o due. Quel Bardo di cui oggi si ricordano i 400 anni dalla morte con spettacoli magniloquenti e retorici, lontani dalla sua semplicità fatta di pochi oggetti di scena, e intessuta di una teatralità affidata alla potenza della parola, che risvegliava universi di senso, tratteggiava personaggi talmente complessi da essere nostri contemporanei, raccontava leggende intese a glorificare la casa regnante di turno eppure mai scevre di una sottile denuncia del potere; mischiando linguaggio alto e basso, la battuta al passaggio retorico perché autore sempre consapevole di scrivere per un pubblico popolare.
Tutto questo in un condensato che scivola via, lasciando il pubblico commosso ed elettrizzato.

Lo spettacolo è andato in scena all’interno di Teatri di Confine/Pistoia 2016:
Il Funaro Centro Culturale
Pistoia
giovedì 23 Giugno, ore 21.30

Dario Marconcini, Giovanna Daddi presentano:
Minimacbeth
di Andrea Taddei
regia Dario Marconcini
allestimento e Luci Riccardo Gargiulo e Maria Cristina Fresia
Produzione Associazione Teatro Buti

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