Una ricerca di vita tramite l’astrattismo

All’interno del Festival Fabbrica Europa, in collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino, la danza Nord europea di Anne Teresa De Keersmaeker diventa protagonista, assieme alla musica di Bach eseguita dal violoncellista Jean-Guihen Queyras.

Anne Teresa De Keersmaeker è coreografa dall’attenzione meticolosa, minimalista, cultrice della schematicità nella maggior parte dei suoi lavori – da Rilke a Così fan tutte.
Essenziale, precisa e minuziosa: questi i tre aggettivi che più le si addicono anche in riferimento a Mitten wir im Leben sind (Nel mezzo della vita noi siamo). Un titolo incompleto (ispirato a un inno luterano e presente anche sulla tomba di Pina Baush), come incompleta ci appare la vita fino alla fine. Eppure tutti siamo consapevoli della ciclicità dell’esistenza (ovviamente, per chi ci crede). Questa regolarità e circolarità, interrotta da intersezioni, è alla base dell’ispirazione della coreografa ed è stata suscitata in lei da una composizione di Bach, Sei suites per violoncello solo, BWV 1007-1012. Come la musica del grande compositore tedesco, tra i preferiti dai coreografi contemporanei, la coreografia di De Keersmaeker segue uno schema circolare che, spesso, è interrotto e ritrovato a più riprese, come in un gioco. Sei suites, sei vite, sei momenti, sei pezzi (quattro a solo), inframmezzati dalla maestra di cerimonie (in principio doveva essere la De Keersmaeker in persona, sostituita poi da Femke Gyselinck), che accompagna gli altri quattro danzatori. Tra una suite e l’altra, Gyselinck ripete la medesima frase di movimenti con ciascun danzatore, e con lo stesso traccia le linee di ciò che vorrebbe essere il Vortex Temporum.
Lo spettacolo parte astrattamente, ma la sua percentuale di astrazione segue una progressione che culmina nel finale. Una progressione nel togliere, nell’astrazione, parimenti proporzionale a una progressiva enfatizzazione delle emozioni. Dove la danza termina il proprio discorso, iniziano a parlare le luci. Il loro significato, in questo spettacolo, non è immediato, ma riflettendoci a mente serena si capisce come le luci di Luc Schaltin siano intrinsecamente parte della coreografia, rendendo insieme preciso e astratto ciò che accade di fronte agli occhi degli spettatori.
La precisione non ha niente a che fare con la tangibilità o il didascalico, bensì con la meticolosa ripetizione dei movimenti, e il disegno di coreografia, luci, spazio e ritmo – elementi, questi, sempre ben presenti nei lavori De Keersmaeker. L’astrattismo, pur raggiungendo durante l’esecuzione alcuni apici, torna su stesso per trasmettere, come dicevamo, il senso della ciclicità – tripartita in vita, morte e redenzione. Anche lo spettatore è invitato gentilmente a prendere parte alla ruota dell’esistenza, a interpretare i ricami precisi ma enigmatici intessuti sul palco.
La Compagnia Rosas, come sempre, dimostra di essere all’altezza di una danza curata e armonica. Movimenti puliti e chiari, meno astratti della coreografia (giudizio che parrebbe in contraddizione ma che non lo è, in quanto tutto dipende dalla composizione). Un piacere per l’occhio e l’anima amanti della danza – seppur, va detto, un piacere che per essere vissuto richiede un certo impegno che, alla fine, ripaga.

Lo spettacolo è andato in scena nell’ambito di Fabbrica Europa 2018:
sabato 2 e domenica 3 giugno, rispettivamente ore 20.45 e 17.45
Teatro della Pergola
via della Pergola, 12/32 – Firenze

Mitten wir im Leben sind/Bach 6 Cellosuiten
coreografia Anne Teresa De Keersmaeker
violoncello Jean-Guihen Queyras
creato con Boštjan Antončič, Marie Goudot, Julien Monty e Michaël Pomero
danzato da Boštjan Antončič, Marie Goudot, Julien Monty, Michaël Pomero e Femke Gyselinck (in sostituzione di Anne Teresa De Keersmaeker)
musica Johann Sebastian Bach, Sei Suite per Violoncello Solo, BWV 1007-1012
costumi An D’Huys
disegno luci Luc Schaltin
drammaturgia Jan Vandenhouwe
suono Alban Moraud
assistenti artistici Carlos Garbin e Femke Gyselinck
direttore prove Femke Gyselinck
coordinamento artistico e planning Anne Van Aerschot
consigliere artistico Thierry De Mey
direttore tecnico Joris Erven
coordinamento costumi Heide Vanderieck
guardaroba Ella De Vos
tecnici Joris de Bolle e Clive Mitchell
produzione Rosas
Rosas è sostenuta dalla Comunità Fiamminga

Ph: Anne Van Aerschot

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