Alla scoperta del genio

libero-teatro-milanoAl Teatro Libero di Milano, Corrado Accordino affascina con Mozart – uno spettacolo suggestivo con doppio protagonista.

«Troppe note, Mozart! Troppe note!», urla in scena Corrado Accordino dando voce a una delle maggiori critiche che al tempo venivano mosse al grande compositore. Sono molte – e mai troppe! – le note che gli spettatori della pièce Mozart in scena al Teatro Libero possono ascoltare: dei veri e propri assaggi dell’arte del musicista austriaco, sufficienti per gustarne la meraviglia ma mai approfonditi, in modo da far crescere nell’ascoltatore il desiderio di correre a casa e proseguire l’ascolto delle varie composizioni.

Mozart, tuttavia, non è il vero – o quantomeno l’unico – protagonista dello spettacolo. Il personaggio principale è un uomo contemporaneo che racconta la sua vita – dalle passioni adolescenziali fino all’età adulta passando per le prime esperienze amorose – segnata da una atto di violenza che gli cambierà la vita. Prima di esso, infatti, il ragazzo è un appassionato di punk-rock, veste con borchie e catene (ma non si vedono mai in scena), ascolta gli Iron Maiden e gli Slayer; dopo quel momento cambia tutto: si innamora di una musica dove non ci sono chitarre elettriche o batterie, ma pianoforti, violini e flauti. È la musica di Mozart che lo accompagnerà per tutta la vita. Non solo: l’uomo terrà un vero e proprio dialogo immaginario con l’artista – rappresentato in scena da una bianca parrucca settecentesca e da una sorta di scimmietta di peluche, simbolo della manipolazione subita da parte del padre in giovane età.

Corrado Accordino è eccezionale nell’interpretare il personaggio e nel rievocare l’essenza della vita e delle opere di Mozart – il genio, la sregolatezza, la malattia, l’insofferenza verso i potenti e le imposizioni – in un lungo, memorabile monologo. Veste abiti del Settecento – a dimostrazione della simbiosi che vive col compositore e dell’attaccamento a quel mondo – sfrutta intensamente la gestualità e tiene elevato il ritmo grazie a un discorso veloce e ricco di parole e a un linguaggio forbito ma incredibilmente semplice, quasi a voler imitare proprio la musica complicata ma estremamente armonica di Mozart.

L’interprete si muove in una scenografia dominata da numerose tende appese al soffitto e agitate, a tratti, da ventilatori posizionati ai lati della scena. Luci e buio rendono l’atmosfera suggestiva. In particolare, il finale è travolgente: le note della Messa da Requiem nel buio completo della sala non possono non toccare e trascinare l’animo dello spettatore. È il momento di più intensa riflessione dell’intero spettacolo. L’incompiutezza dell’opera – dovuta all’improvvisa morte di Mozart – diventa privilegio per la fantasia e il genio di ciascuno ascoltatore, il quale può immaginare e sognare con quale nota il compositore avrebbe chiuso il Requiem. Il tema dell’ispirazione e del genio sono proprio il nucleo della pièce: cos’è il genio? Dove nasce? Si tratta del talento di generare bellezza? Impossibile rispondere in maniera univoca e certa. Dalle parole di Accordino, tuttavia, risulta evidente che il genio non è solo quello che riconosciamo nei grandi artisti e nelle eccellenze (cita, tra gli altri, Leonardo, Bach, Einstein e Beethoven), ma risiede in ognuno di noi e si manifesta nelle nostre azioni, nelle nostre parole, nei nostri pensieri.

Lo spettacolo tocca le diverse composizioni di Mozart dandone un quadro appena accennato ma completo. I concerti, le sonate, le opere diventano la colonna sonora della vita del protagonista: la Sonata K 309 per pianoforte è consigliata dall’uomo al “collerico” superiore mentre lo sta licenziando, Le Nozze di Figaro lo accompagnano nella disastrosa prima uscita con la ragazza della quale è innamorato – in una scena spassosa e tutta da gustare – mentre l’Aria della Regina della Notte de Il Flauto Magico rappresenta la scoperta quasi epifanica del genio e della musica classica, in una scena estremamente suggestiva, con le tende mosse dal vento, luci basse e l’attore di spalle con parrucca bianca a simulare la direzione di un’orchestra.

Spettacolo fantasioso ma aderente alla realtà, intenso, divertente, affascinante, dalle mille evocazioni e dalle mille note. Non troppe. Quelle di Mozart non lo sono mai.

Lo spettacolo continua:
Teatro Libero
via Savona, 10 – Milano
fino a venerdì 7 giuno
orari: da lunedì a sabato, ore 21.00 – domenica, ore 16.00
 
Mozart
scritto, diretto e interpretato da Corrado Accordino
scene e costumi Maria Chiara Vitali
assistente alla regia Valentina Paiano
produzione La Danza Immobile

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