Mozza

Mozza

In scena al Teatro Libero, il tenero racconto di una vita abbastanza leggera per il mare, ma troppo fragile per la terra.

Lo scorso fine settimana, la “magia del teatro” ha trasformato il palcoscenico del Libero in un vero scampolo di mare, con tanto di barca, “vento di sopra” e “vento di sotto”.
Si apre così Mozza, delicato lavoro scritto e interpretato dalla giovane Claudia Gusmano, inserito all’interno della rassegna dedicata alla Sicilia Palco Off.
Per la prima volta a Milano, dopo aver ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nel corso degli ultimi mesi, l’opera racconta la storia di una giovane donna e della sua necessità di stare in mare per sopravvivere. Mozza è infatti affetta dal mal di mare in terra: solo sul suo peschereccio Brigliadoro riesce a trovare sollievo e a recuperare un po’ di benessere, “troppo bianca e troppo sicca” com’è, secondo chi la circonda.
Ma il suo libero arbitrio, la possibilità di autodeterminarsi, sono limitati dal favore – o dallo sfavore – del vento e delle correnti: Brigliadoro, infatti, è sprovvisto di un elemento fondamentale, il timone. Al suo posto, una campana, destinata ad attirare l’attenzione delle imbarcazioni vicine, nel caso in cui Mozza decidesse di mollare tutto e di tornare a riva.
Sola, con l’unica compagnia di un gabbiano a cui ha insegnato a dire “sì” o “no” a colpi di becco, la ragazza vive di pesca, barattando il pesce catturato con la sua rete con i marinai vicini, in cambio di acqua e cibo, le uniche cose legate alla terra a cui non potrà mai rinunciare. Grazie ai discorsi – a volte divertenti, altre polemici – tra lei e il suo amico gabbiano, pian piano conosciamo la storia della sua vita, di suo nonno, capitano di peschereccio, da cui ha ereditato l’amore per il mare, così intenso da farle desiderare di berlo tutto, e per l’Orlando Furioso. La storia dei Paladini di Francia le riempiva le orecchie e la fantasia da bambina, mentre suo nonno le raccontava le vicende di Orlando, del suo senno perduto sulla luna e del suo destriero Brigliadoro, da cui la sua barca ha preso il nome. Ma una vita “senza timone” non è una vita serena e sicura, anche se cullata dalle onde amiche del mare: Mozza, marinaia per sua scelta, ma mozzata dal destino, dovrà fare i conti, una volta per tutte, con la sua tanto desiderata solitudine e scegliere di fare quello che può fare, perché «ognuno nella vita non fa quello che vuole, ma solo quello che può».
Claudia Gusmano è semplicemente perfetta, poetica e aspra come solo chi ha la pelle segnata dal mare e dal sole sa essere. Sul palcoscenico, tra le reti e la salsedine, si intravede una sorta di autoritratto di questa giovane e talentuosa artista siciliana, che ha deciso di regalarci un pezzetto di sé in un’opera semplice e viva, assolata e sferzata dal vento di mare.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Libero

Via Savona, 10 – Milano
da venerdì 26 a domenica 28 gennaio

Mozza
di e con Claudia Gusmano
aiuto regia Laura Palmeri
musiche Ermanno Dodaro
luci Michelangelo Vitullo
scenografia Martina Picchioni e Letizia Cascialli
produzione Briglia d’Oro Teatro

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