Sguardo nella bottega degli artisti

Come si tira fuori un’opera d’arte manipolando sette note e qualche corda: Petra Magoni e Ferruccio Spinetti portano l’ultimo album in concerto al Palazzo delle Esposizioni di Roma.

Voce e contrabbasso equivalgono a un’orchestra, se sai come utilizzarli. Le corde vocali e di crine diventano percussioni, strumenti elettronici e si frammentano in un coro vociante.
Le corde e le note sono cera malleabile sotto le mani esperte e audaci di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, artigiani della musica che lavorano a quattro mani, in sintonia perfetta, manipolando quel materiale etereo e pure così concreto che è la musica.
Stiracchiate, compresse, allungate: le note diventano filamentose e soffici nei passaggi più dolci. Rotte, aguzze e taglienti: note trasfigurate nei momenti sonori più impervi. Sette note come sette ingredienti per infinite pietanze, preparate con cura e servite con stile al pubblico che sa apprezzarle.
Musica Nuda. Banda Larga è l’album uscito il 29 gennaio scorso per festeggiare i dieci anni di collaborazione fra Petra e Ferruccio, cominciati nel 2003, quando Spinetti era già da quindici anni contrabbassista della Piccola Orchestra Avion Travel. L’affiatato duo toscano ha collezionato, nel decennio, numerosi premi e riconoscimenti internazionali e ha fatto risuonare la Musica Nuda su prestigiosi palcoscenici in giro per il mondo. Il successo, frutto di passione, studio e ambizione, allarga il bacino del pubblico, e permette a una musica colta e raffinata di raggiungere una platea più ampia, superando il concetto ristretto di nicchia. L’album, inciso dalla prestigiosa etichetta Blue Note, per la prima volta registra Petra e Ferruccio insieme a un’intera orchestra.
Il concerto romano, tenutosi nella suggestiva (e poco acustica) Sala Rotonda del Palazzo delle Esposizioni, si è collocato come la conclusione di un percorso nell’arte contemporanea che, muovendo dagli artisti a New York della mostra Empire State, attraversava le donne stentoree fotografate da Helmut Newton e terminava fra le note di Musica Nuda. La scaletta alterna a brani originali di Magoni e Spinetti le interpretazioni di pezzi celebri, e culmina in Guarda che luna, richiesta a gran voce dal pubblico in sala.
La splendida interpretazione di While my guitar gently weeps, scritta da George Harrison, si associa alla Eleanor Rigby dei Beatles, anche per lo stile scelto per riproporle: la voce limpida e affusolata si assottiglia e ricompone, scomparendo e riaffiorando con l’andamento irregolare di un fiume carsico. Solo la memoria permette a chi ascolta di riprendere il filo della canzone quando questa ricompare, per poi tuffarsi di nuovo, e poco dopo scomparire.
Assistere a Musica Nuda è un’esperienza sonora, musicale, emozionale da fare a occhi chiusi, per cercare la metamorfosi con le note, acquisirne la natura e lasciarsi manipolare come cera malleabile.

Lo spettacolo è andato in scena: 
Palazzo delle Esposizioni
via Nazionale, 194 – Roma
martedì 23 aprile, ore 21.00
(durata 1 ora e mezza circa)

Musica Nuda
voce Petra Magoni
contrabbasso Ferruccio Spinetti

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