Sepolcri

india-argentina-roma-80x80Per la Stagione di Progetti 2014-2015 del Teatro di Roma, al Teatro Argentina dal 3 dicembre al 1 gennaio va in scena Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo, per la regia di Antonio Latella.

In prima nazionale, il regista si confronta con il capolavoro di Eduardo che diventa pretesto per un’amara e dissacrante indagine sulle relazioni familiari, attraverso il superamento di un’eredità tradizionale, di cui il regista si dichiara «orfano». Schierati al limite del proscenio, dodici personaggi vestiti di nero entrano nella loro parte, palesando il volto liberato da una mascherina. Centro nevralgico di questa linea che occupa uno spazio spoglio di qualsiasi riferimento scenografico tradizionale, Luca Cupiello (Francesco Manetti), figura inquieta, agitata nell’affannosa occupazione di scrivere nell’aria parole e didascalie di un napoletano scritto e parlato, compreso di accenti pronunciati e sentiti sul corpo. Alle spalle delle dodici figure una stella cometa gigante che, come afferma Latella, «illumina un presepe dietro il quale abbiamo messo tutto quello che non vogliamo vedere o che non vogliamo accettare, mentre arrivano le feste». Ma la stella cometa si allontana e le figure vestite a lutto rompono la riga agitandosi affannosamente e violentemente nello spazio scenico: corse, rincorse, voci, rumori intorno a un carro nero, sul quale salgono e scendono tutti i personaggi che assumono inquietanti e contorte fisionomie. A trascinare, rassegnata ma tenace, le problematiche e dolorose esistenze della sua casa un’asciutta e consumata Concetta. Il feroce dinamismo delle figure è sospeso dalla malattia di Luca, al cui capezzale, dopo simboliche anticipazioni funeree, si ricompongono le figure in un macabro presepe vivente. Al centro, come un Cristo sofferente di pelle e ossa, il corpo di Luca, posato in una mangiatoia, in un assurdo regressivo delirio infantile. Questo è il presepe che «piace» a Tommasino, ora erede consapevole e accogliente della dolorosa realtà familiare e epocale.

Impossibile, pur sforzandosi di farlo, magari trasfigurata, rintracciare la religiosità legata al testo tradizionale in un abuso dell’indissolubile, seppur addolorato, amore familiare dei Cupiello. Il pubblico è sottoposto a una sofferenza esasperata e turbato emotivamente dalla vista di una mangiatoia che diventa sepolcro.

Quanto mai audace e, forse, inutilmente sovversiva questa innovativa rappresentazione di un’opera impressa indelebilmente nell’immaginario, nella memoria e nel cuore dello spettatore che, di fronte all’assenza della rassicurante ambientazione domestica, della tavola imbandita e della tradizionale religiosità legata al presepe, nel violento svolgersi di una sacralità familiare morente, accoglie nostalgico la voce di Eduardo che aleggia su una delirante e macabra spettacolarità di istinti animaleschi nelle forme sempre più ingombranti e pesanti di animali-fantocci.

Lo spettacolo continua
Teatro Argentina
largo di Torre Argentina, 52 – Roma
dal 3 dicembre 2014 al 1 gennaio 2015
martedì e venerdì ore 21.00
mercoledì e sabato ore 19.00
giovedì e domenica ore 17.00
giovedì 25 dicembre ore 19.00
venerdì 26 dicembre ore 21.00
mercoledì 31 dicembre ore 17.00
giovedì 1 gennaio ore 17.00
lunedì riposo
22, 23, 24 dicembre riposo

Natale in casa Cupiello
di Eduardo De Filippo
regia Antonio Latella
drammaturga del progetto Linda Dalisi
con Luca Cupiello, Francesco Manetti
Concetta, Monica Piseddu
Tommasino, Lino Musella
Ninuccia, Valentina Vacca
Nicola, Francesco Villano
Pasqualino, Michelangelo Dalisi
Raffaele, Leandro Amato
Vittorio Elia, Giuseppe Lanino
Il dottore, Maurizio Rippa
Carmela, Annibale Pavone
Rita, Emilio Vacca
Maria, Alessandra Borgia
scene Simone Mannino e Simona D’Amico
costumi Fabio Sonnino
musiche Franco Visioli
luci Simone De Angelis
assistenti alla regia Brunella Giolivo, Michele Mele
assistente volontaria Irene Di Lelio
durata 160’ più intervallo

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