Il minotauro cominciò a danzare

Teatro EraAl Teatro Era va in scena Nel Labirinto. Discorso sul mito di e con Vittorio Continelli, uno spettacolo per ragazzi delle superiori, adatto anche al pubblico adulto

Il mito è alla base della nostra psiche, come dimostra banalmente il complesso edipico, ma anche della nostra vita culturale e sociale; è insieme modello archetipico e mezzo affatto contemporaneo per ripensare noi stessi – come individui ma anche come parte di comunità che sono nate da una comune matrice, antropologica e storica.
Partendo da questa semplice considerazione, appare naturale che il teatro torni, spesso, al mito per raccontare l’oggi. E Vittorio Continelli – con la collaborazione artistica di Roberto Bacci – lo fa partendo da un sogno di ragazzo, e attraverso gli amori di Zeus, la figura di Minosse, la vittoria di Teseo e il suo tradimento di Arianna, in una perfetta circolarità, conclude rivelando che il sogno di libertà dell’incipit apparteneva a Icaro e che a una delle tante amanti del padre degli dei dobbiamo il nome Europa per designare il nostro continente (quell’Europa che veniva da lontano: dalla Fenicia, ossia più o meno dall’odierno Libano, e che migrò – volente o nolente – come tanti altri fanno ancora oggi). Un narrare dolce quello di Continelli che ci ricorda come la politica dei flussi non sia una gran novità, visto che da Arianna a Fedra e fino a Elena, ma anche Giasone o Edipo, molte furono le figure mitiche che dovettero migrare. E in questi continui rimandi sia con il nostro sentire più intimo e profondo, sia con gli eterni ritorni storici, sta il valore del mito.
La performance di Continelli si giova anche di un buon disegno luci ed elementi di scena estremamente funzionali e, insieme, validi significanti poetici (ideati da Fabio Giommarelli). D’altro canto, le musiche suonano più genericamente di accompagnamento, che non strumenti in grado di ricreare luoghi e rimandare a tradizioni popolari del Mediterraneo (a parte il motivo cantato dallo stesso interprete).
Il testo, in sé pulito e scorrevole, forse avrebbe bisogno di qualche momento di drammatizzazione così da rompere il ritmo che tende a essere monotòno. Anche l’interpolazione di altri testi potrebbe essere un modo per creare stacchi poetici e di senso, utili forse ad aprire ancora di più gli orizzonti dei più giovani. Pensiamo, ad esempio, a quel passo tratto da Minotauro, una ballata di Friedrich Dürrenmatt (ma se ne potrebbero citare anche molti altri): “Il minotauro cominciò a danzare. Danzò la danza della fratellanza, la danza dell’amicizia, la danza della sicurezza, la danza dell’amore, la danza dell’intimità, la danza del calore. Danzò la sua felicità, danzò la sua dualità, danzò la sua liberazione, danzò il tramonto del labirinto”.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Era

via Indipendenza, 1 – Pontedera (PI)
lunedì 19 novembre, ore 10.00

Il Teatro Era ha presentato:
Nel Labirinto. Discorso sul mito
di e con Vittorio Continelli
collaborazione artistica Roberto Bacci
musiche originali Ares Tavolazzi
costumi Chiara Fontanella
luci ed elementi di scena Fabio Giommarelli
produzione Fondazione Teatro della Toscana

www.teatroera.it

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