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teatro-verdi-milanoIn scena, al Verdi di Milano, la nuova produzione del Teatro del Buratto, Nella Rete. Interessante spettacolo tecnologico su un fenomeno che, purtroppo, interessa tutti da vicino: la dipendenza da internet.

Nella Rete è la seconda tappa del progetto Giovani e nuove dipendenze – dedicato al mondo degli adolescenti e pre-adolescenti e iniziato dal Teatro del Buratto nel 2011, con Binge Drinking. Lo spettacolo racconta di Iphone, Twitter, Facebook, Messenger, Whatsapp, Skype, Ruzzle, ma anche di tre adolescenti, di dipendenza, di solitudine, di emarginazione, di morte.

I protagonisti sono tre personalità che incrociano le loro storie nella vita reale e in quella virtuale, condividendo lo stesso liceo ma, più che altro, surfando sulla stessa rete. C’è il timido Giulio, deriso dai compagni che si nasconde dietro a mille avatar – alter-ego virtuali; c’è Francesca – l’innamorata – che, al contrario dell’omonima di dantesca memoria, manda allegramente le proprie foto mezza nuda al ragazzo; e c’è la blogger e anaffettiva Elena che, con i suoi racconti, vive la vita altrui – e mai la propria.

Nascosti dietro a monitor e nickname, giovani e adulti passano la propria esistenza tentando di piacere: assumendo un’immagine il più possibile accattivante per riuscirci, credendo che non sia possibile essere amati semplicemente per ciò che si è. Di conseguenza, il disperato bisogno di piacere a qualcuno – fingendosi progressivamente più sexy e interessanti – trasforma la tecnologia in un’ estensione narcisistica di se stessi. Un gioco di specchi nel quale, chi entra a farne parte – diventando “amico”, si sente finalmente incluso e accettato in quello scambio di riflessi dove io mi piaccio, lo specchio mi piace e nessuno si sporca le mani.

La scenografia di Nella Rete, studiata da Marco Muzzolon con un azzeccatissimo blu Facebook, cerca di amplificare proprio questo gioco di specchi, arrivando a portare il riflesso all’interno del riflesso stesso. Allo stesso modo, Carlo Fusani e il suo intervento grafico basato sui frattali – geometrie che si ripetono all’infinito su scale diverse – rimanda allo stesso concetto. Gli attori agiscono in una stanza dalle pareti liquide, con limiti spaziali che si dilatano e spariscono. Si può essere dappertutto.

Il testo – interessante e attuale – scade forse un po’ nel retorico verso la fine, ma colpisce, arrivando dritto al cuore di una platea piena di adolescenti, ai quali sembra voler chiedere se valga ancora la pena di sporcarsi le mani con la realtà, correndo il rischio di essere amati – e non solo di piacere.

Lo spettacolo continua:
Teatro Verdi
via Pastrengo, 16 – Milano
fino a mercoledì 15 maggio

Nella Rete
di Renata Coluccini
con Elisa Canfora, Stefano Panzeri, Ylenia Santo
scene Marco Muzzolon
disegno luci Marco Zennaro
costumi Mirella Salvischiani
video Carla Fusani
direttore di produzione Franco Spadavecchia

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