Parenti Serpenti

Al Teatro de’ Servi è di scena Nemici come prima, commedia assai saporita sulle ipocrisie umane, messa a punto da Gianni Clementi con la regia di Ennio Coltorti che veste anche i panni di uno dei personaggi.

Nel racconto, una famigliola di buoni sentimenti (più la badante), radunata nell’anticamera del reparto di terapia intensiva a causa di un malore del capofamiglia, discute incivilmente e fraternamente sulla scia di buoni propositi e piccole miserie. Si ride dall’inizio alla fine. Ma alla fine è un riso amaro.

È notte fonda. Nel reparto di terapia intensiva di un ospedale è ricoverato, in condizioni gravi, il ricco proprietario di una catena di macellerie. Al suo capezzale accorrono la figlia maggiore con il marito, galoppino a vita del suocero. Mentre la coppia tenta di accedere al reparto per visitare l’anziano, corrompendo un infermiere più che corruttibile, all’ospedale giunge anche la figlia minore dell’imprenditore, una sedicente anima libera che ha girato il mondo, “fatto cose e visto gente”, con i soldi del paparino. La ragazza viene informata dalla sorella e dal genero delle condizioni delicate del padre e scopre che, nell’atto testamentario controfirmato dal notaio, è stato stabilito di assegnarle solo cinque delle trentasette macellerie di famiglia; la calma buddista e le teorie filantropiche della ragazza lasciano il posto a una velenosa reazione contro i due coniugi, accusati di aver raggirato l’anziano, approfittando della sua assenza, per accaparrarsi la maggior parte dell’eredità. I litigi e le discussioni dei tre sono intervallate dalla comparsa dell’affaccendato infermiere, che telefona all’amante dal telefono dell’ospedale, fuma in corsia, vende sottobanco sigarette e, in combutta telefonica con un socio, propone vantaggiose vendite di bare e loculi alle famiglie dei ricoverati. A ribaltare le sorti della vicenda, l’arrivo in ospedale della badante ucraina dell’uomo che, con astuta mossa, riesce a surclassare in avidità i membri della famiglia, convincendo l’anziano a sposarla e a lasciarla unica erede del patrimonio di famiglia. Le due figlie e il genero si alleano allora per cercare di sventare il pericolo imminente di restare senza una lira. Si susseguono scenette amene, in attesa del prete, procurato dal sedicente infermiere per celebrare il rito di matrimonio. Alla fine, e con buona pace di tutti o quasi, i quattro si accordano per la cessione di cinque macellerie alla badante e anche l’infermiere tuttofare incassa la sua parte, riuscendo a vendere alla famigliola il pacchetto “funerale” a un prezzo amico. Improvvisamente, un malore coglie il genero della figlia maggiore: gli accordi tra di loro saltano nuovamente e la situazione precipita fino a una esilarante rissa, tutti contro tutti.
Lo spettacolo è scritto, diretto e recitato in modo impeccabile; è divertente, ha un ritmo comico incalzate e coinvolgente, che strappa consensi e diverte il pubblico per tutto il tempo della rappresentazione. La formula della commedia all’italiana, che smaschera con una freddura o una battuta le miserie umane e l’opportunismo degli individui, rende sopportabile la consapevolezza che la “famiglia del Mulino Bianco”, fuori dai set delle pubblicità, si rivela nella vera oscura natura e nella forma serpeggiante di un covo di vipere in buona fede.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro de’ Servi
via del Mortaro, 22 – Roma
mercoledì 7 marzo, ore 21.00

Nemici come prima
di Gianni Clementi
regia Ennio Coltorti
con Ennio Coltorti, Pietro De Silva, Adriana Ortolani, Giulia Ricciardi, Loredana Piedimonte

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