E all’improvviso venne il giorno..

Nella cornice di una notte senza fine, in un seminterrato del Teatro dell’Orologio di Roma, due netturbini sono impegnati nel tentativo di eliminare le macchie più difficili: quelle del rimpianto.

Walter Da Pozzo e Carmen Giardina sono due operatori ecologici che affidano al silenzio e all’intimità della notte riflessioni, paure, segreti e speranze, in una lunga chiacchierata che dall’attualità politica – anche se posticipata di qualche anno – arriva a sfociare nell’intimo dei loro cuori, toccando via via corde sempre più private e inattese. In una deserta e sporchissima piazza, terrorizzati dal clima di paura legato ai sempre più numerosi attentati messi in atto da gruppi terroristici a vendetta dell’invasione militare di alcune terre di un non meglio precisato medio-oriente, i due attori si fanno in qualche modo interpreti di due modi di pensare opposti. Il piano politico, banalizzato nella preferenza elettorale e nella conseguente simpatia nei confronti del leader, «lo squalo bianco», diventa specchio e amplificatore di due correnti di pensiero: da una parte quelli che hanno scelto di credere, sognare e sperare; dall’altra quelli che restano convinti che sorrisi e belle parole non bastino a cambiare i destini del mondo. Su questo “macrotema” si inseriscono lungo l’arco dello spettacolo altri argomenti: la liceità di affermare con la forza delle armi la democrazia in paesi che non ne hanno, il tentativo di indagare quali motivazioni realmente spingono uno stato a entrare in guerra al fianco o contro di un altro, la libertà delle scelte sessuali; insomma un calderone di temi tutt’altro che semplici o banali.

A fare da sfondo a tutto questo ci sono una relazione sentimentale vissuta ai tempi dell’università e troncata senza spiegazioni e uno strano legame che coinvolge anche la moglie del netturbino; improvvise e ripetute aggressioni di topi e l’arrivo di un misterioso cartone completano il quadro di uno spettacolo complesso ma disordinato, dove la regia non riesce ad aiutare gli attori a districarsi in un testo difficile perché chiuso su se stesso.

Ci sono tanti, forse troppi spunti in questo Nettezza urbana che oscilla tra la confessione intimista e la protesta sociale, senza avere la forza di essere apertamente e totalmente né l’una né l’altra cosa.

Un “Bravo” a Walter Da Pozzo, anche autore del testo.

Lo spettacolo continua:
Teatro dell’Orologio – Sala Gassman
via dei Filippini, 17/a – Roma
fino a domenica 25 marzo
orari: da martedì a sabato ore 21.30, domenica ore 18.30

Ostinati OfficinaTeatro presenta
Nettezza urbana
di Walter Da Pozzo
regia Francesco Randazzo
con Carmen Giardina, Walter Da Pozzo

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