Ritratti d’autore

Al Teatro Ciak di Roma dal 25 aprile al 12 maggio è in scena La donna in nero, lo spettacolo-cult, tratto dal romanzo di Susan Hill, che a Londra ha terrorizzato centinaia di migliaia di spettatori per venticinque anni. Protagonista Giuseppe Pambieri insieme a Nicola Paduano, proprio con quest’ultimo abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche battuta per conoscerlo meglio.

Nicola Paduano, che ha frequentato l’accademia Teatro Azione diretta da Cristiano Censi e Isabella del Bianco e che ha una laurea in Economia, cosa sognava da bambino e come è diventato quello che è adesso?
Nicola Paduano: «Prima di iniziare a studiare in accademia e prima ancora di laurearmi, sognavo di diventare un documentarista di animali, ero un appassionato di animali e di tutto ciò che è natura, quello era il mio sogno. Poi ho fatto tutt’altro e con il lavoro che svolgo la natura ha ben poco a che fare, se non che ho attinto al mio istinto primordiale per lavorare e a quello bisogna attingerci sempre».

La fortuna, almeno in televisione, ha sicuramente accompagnato la sua carriera. È stato, infatti, uno dei Carràmba boys, al fianco della Raffa nazionale in uno dei programmi di punta di Rai 1 del sabato sera. Che ricordi ha della Carrà e di quell’esperienza televisiva?
N. P.: «Sì, ho fatto le prime due fortunatissime edizioni di Carràmba, che fortuna!, (programma abbinato alla Lotteria) che, oltre al serale del sabato, in cui io e gli altri Carràmba boys facevamo per lo più i valletti, aveva anche una fascia pomeridiana, che si chiamava Centoventitré e che andava in onda dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 14.45, in cui noi ragazzi eravamo molto più protagonisti, facevamo molte più cose. Da quell’esperienza quello che ho imparato è che occorre lavorare sodo per ottenere un risultato e la Carrà è una vera stakanovista; attaccava la mattina alle 7.00 e usciva dall’Auditorium a mezzanotte, per cui questa è stata una vera lezione di vita per quanto riguarda il lavoro».

Cosa le viene in mente ricordando il suo debutto a teatro, avvenuto nel 2001 al fianco di Gigi Proietti, che ha diretto lei insieme ad altri grandi artisti in The Full Monty?
N. P.: «Gigi Proietti è un grandissimo Maestro per me. Il suo è un talento enorme, col tempo è riuscito a conservare oltre a un meraviglioso carattere, anche un’umiltà e un’educazione impressionante che mi hanno veramente colpito. Nella mia vita ho conosciuto pochi artisti come lui, il suo esempio è quello che mi porto dietro sempre».

Nel 2004 ha ricoperto invece il ruolo di Mimmo nel film di Alex Infascelli, Il siero della vanità, ispirato al romanzo di Niccolò Ammaniti Il libro italiano dei morti. L’allusione ai salotti televisivi tuttora in voga è innegabile e sempre più sul piccolo schermo emergono diversi personaggi trash, che riescono a raggiungere una certa notorietà, soprattutto attraverso i reality. Che tipo di programmi segue lei in televisione, tempo permettendo?
N. P.: «I reality show sono una naturale evoluzione della televisione, ed essendo alimentati da una richiesta che è quella del pubblico, ed essendo questo sovrano, ben vengano. Personalmente a me non piacciono né i reality, né queste trasmissioni un po’ trash di gossip. Non mi attirano, non le guardo. Seguo con passione invece le serie televisive americane, i documentari, canali come Focus. Se devo scegliere preferisco guardare un bel film al cinema, oppure andare a teatro».

Restando in tema di vanità, oltre alla bravura innegabile, Nicola Paduano esibisce sul palcoscenico anche un fisico di una certa prestanza. Quali sono i suoi segreti?
N. P.: «Grazie per i complimenti, ma non ho segreti. Prima di avere un infortunio al ginocchio giocavo a beach volley e ho fatto atletica leggera quando ero un ragazzino. Sono uno sportivo. Mi piace essere sempre in movimento, perché soprattutto a livello mentale mi scarica molto».

Tante le donne presenti nei titoli e protagoniste dei suoi ultimi lavori teatrali; erano Tre donne in cerca di guai la prima volta con Nicasio Anzelmo, poi sempre con la sua regia hanno trionfato Quattro donne e una canaglia e adesso è La donna in nero a manifestarsi sul palcoscenico, stavolta accanto a un uomo, nonché attore di spessore, come Giuseppe Pambieri. Cosa le hanno lasciato le straordinarie attrici con cui hai lavorato, ovvero Iva Zanicchi, Barbara Bouchet, Corinne Clery e Marisa Laurito?
N. P.: «Nella mia carriera ho avuto la fortuna di lavorare sempre con grandi attori, personaggi famosi, che è innegabile: aiutano lo spettacolo ad essere visto perché sono un grande richiamo per il pubblico. Quello che ho imparato da tutti questi enormi personaggi, è la professionalità, che al di là del talento, è la cosa che paga di più; permette di farti stimare sì dal pubblico, ma soprattutto dagli addetti ai lavori e ciò è fondamentale, per farti apprezzare».

Con quest’ultimo spettacolo La donna in nero, che sarà in scena al Teatro Ciak fino al 12 maggio, si misura per la prima volta con quello che è stato definito dal regista Raffaele Castria “una ghost story dove realtà e finzione si mischiano togliendo il respiro e qualsiasi rassicurante certezza”. Sensazioni, emozioni? E soprattutto Nicola Paduano è affascinato o impaurito da storie del genere?
N. P.: «Più che un ghost story, Susan Hill ha scritto un romanzo gotico, che ha avuto rappresentazioni sia teatrali che cinematografiche e io sono innamorato di questo genere, che purtroppo viene rappresentato poco in Italia. Sono fortunatissimo a farne parte. Si tratta di teatro nel teatro per cui, lavorando sulle emozioni e sullo stato di terrore del personaggio, è tanto impegnativo. Interpretando un doppio ruolo – di attore e di personaggio -, devo switchare completamente all’interno dello spettacolo, e proprio per questo credo e spero che mi darà molte soddisfazioni. Incrociamo le dita!».

Televisione, cinema, ma soprattutto teatro. Cosa c’è nel futuro di Nicola che può essere svelato?
N. P.: «Da settembre andrò in scena con uno spettacolo comico, questa volta, con Serena Grandi e Corinne Clery, con la regia di Claudio Insegno, che andrà in tournée, poi ci sono altri progetti, sempre teatrali, ma meglio non svelare tutto».

Lo spettacolo continua:
Teatro Ciak
via Cassia, 692 – Roma
fino a domenica 12 maggio
orari: da giovedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.00

La donna in nero
dal romanzo di Susan Hill
adattamento Stephen Mallatratt
regia Raffaele Castria
con Giuseppe Pambieri, Nicola Paduano
aiuto regia Clarissa Bottacci
allestimento scenico e costumi Susanna Proietti
disegno luci Marco Catalucci
ufficio stampa Alessia Ecora

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