De rerum natura, Joie de vivre, Harleking

La piattaforma internazionale della danza (organizzata in collaborazione con la Fondazione I Teatri) si è conclusa domenica 13 ottobre con due spettacoli mattutini e uno pomeridiano.

De Rerum Natura è il lavoro del giovane ferrarese Nicola Galli. Se abbiamo iniziato il nostro percorso reggiano con Sieni in versione ovidiana accompagnati dalla musica di Arvo Pärt (rimandiamo al nostro precedente articolo), qui partiamo da suggestioni lucreziane che portano a riflessioni sulla natura delle cose – come ovvio visto il titolo. Uno spettacolo interessante soprattutto nella prima parte in cui coesiste un mix tra movimenti didascalici, che non rimandano agli elementi della natura, e uno svilupparsi ed estraniarsi da essi nei prosieguo. Figure, movimenti, luci che si trasformano, dunque, ma che ciclicamente ritornano sempre a un’origine comune che immaginiamo simboleggi – a nostro avviso – l’origine della vita. Grazia, movimento, professionalità e positivismo giovanile ci danno il buongiorno nell’ultima giornata della NID Platform.

Il secondo lavoro è Joie de vivre di Simona Bertozzi. La coreografa emiliana è una danzatrice/coreografa che si è distinta negli anni per una sua ricerca personale sul corpo e sulla sua vettorialità. Ha sviluppato un movimento particolare e personale attraente che ha sempre fatto sì che fosse quello l’autentico protagonista delle performance più che il tema eletto di volta in volta. A nostro avviso, anche in questa occasione il movimento ha avuto la meglio sul contenuto. In Joie de vivre c’è la descrizione di una società mobile che costruisce e decostruisce ambienti, azioni, barriere, confini – naturali e metaforici – attraverso un tumulto corporeo che rappresenterebbe la gioia vitale nel senso di essenza della propria esistenza. Un’essenza esistenziale sottolineata da momenti di canto “ancestrali” dal vivo.

Se i primi due spettacoli hanno avuto in comune una certa indagine sulla natura delle cose – anche se condotta in modo diverso – l’ultima performance non è da meno sebbene rifletta su un aspetto prettamente umano, ossia il confine tra il tragico e il comico, tra il demoniaco e il sacro – e lo fa con intelligenza e gusto. In Harleking, dall’inizio alla fine, si nota un’ambivalenza nei movimenti e nelle azioni che limano il confine tra la disperazione e l’ilarità, tra il ridicolo e il drammatico. Il lavoro è firmato da Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi, coreografi e danzatori in scena. Il duo artistico ci regala uno spettacolo sottile, che prende in qualche modo spunto dalle decorazioni murarie del genere Grottesca, in cui eleganza e bizzarra mostruosità coesistono. Harleking riporta questa ambivalenza sul piano della danza tra scene statiche e colpi di scena.

Uno spettacolo che, pensiamo, volutamente accattivante ma intelligentemente non condiscendente verso la risata grassa.

La kermesse reggiana si conclude con queste tre proposte alquanto interessanti ma, conti fatti, l’insieme dell’offerta risulta un po’ deludente soprattutto durante il fine settimana, ossia la due giorni che avrebbe dovuto possedere un qualche appeal in più per il pubblico dei non addetti ai lavori. Le scelte fatte ci hanno lasciati in qualche modo perplessi.

In primis, si nota una certa omologazione negli stili coreografici, nei movimenti, nelle scelte delle luci e musicali. Ovviamente questo appunto non vale per tutti i lavoro, ma alla luce della nostra esperienza la danza italiana ha ancora bisogno di respirare più che aria nuova, un’aria diversa, di portare avanti progetti, idee e tecniche personali, studiate e radicate nella coscienza dell’artista e nel corpo dei danzatori. Ricordiamo che, in nostra presenza, lo spettacolo che ha avuto maggior successo di pubblico (per lo più esperto) è un titolo che ha alle spalle dieci di vita, ossia A. semu tutti devoti tutti? di Roberto Zappalà.

Questo significa, forse, che più che di novità si ha bisogno di qualità e di voglia di raccontare.

Gli spettacoli sono andati in scena nell’ambito di NID Platform 2019:
Reggio Emilia, varie location
domenica 13 ottobre 2019, ore 10.30
Teatro Ariosto
De Rerum Natura
concept, coreografia e costumi Nicola Galli
nuovo cast Sofia Barilli, Laura Beschi, Riccardo De Simone, Margherita Dotta, Silvia Remigio e Paolo Soloperto
musica Banchieri, Henry, Ligeti, Penderecki, Radigue e Xenakis
passacaglia per viola e violoncello Giacomo Gaudenzi
tecnica Giovanni Garbo
produzione TIR Danza, Stereopsis, in collaborazione con la Compagnia Junior Balletto di Toscana diretta da Cristina Bozzolini
in collaborazione con Civitanova Danza Festival & AMAT
con il supporto di Fondazione Fabbrica Europa, Cantieri Danza

ore 11.50
Teatro Cavallerizza
Joie de vivre
progetto Simona Bertozzi e Marcello Briguglio
coreografia Simona Bertozzi
interpreti Wolf Govaerts, Manolo Perazzi, Sara Sguotti e Oihana Vesga
canto Giovanni Bortoluzzi e Ilaria Orefice
musica e regia del suono Francesco Giomi
scene e luci Simone Fini
costumi Katia Kuo
dramaturg Enrico Pitozzi
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Teatro Comunale di Modena, Associazione Culturale Nexus

ore 14.30
Teatro Ariosto
Harleking
di e con Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi
suono Demetrio Castellucci
luci Annegret Schalke
costume Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi
direzione tecnica Paolo Tizianel
promozione Marco Villari
illustrazione e grafica Ginevra Panzetti
con il supporto di VAN (It), Tanzfabrik, Berlin (Ge), PACT Zollverein, Essen (Ge), NAOcrea – Ariella Vidach – AiEP, Milano (It), KommTanz – Compagnia Abbondanza/Bertoni, Rovereto (It), L’arboreto – Teatro Dimora, Mondaino (It), AtelierSì, Bologna (It), C.L.A.P. Spettacolodalvivo, Brescia (It) e anche di Cronopios – Teatro Petrella, Longiano (It), Vera Stasi – Progetti per la Scena, Tuscania (It), Network Anticorpi XL (It)

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