Standing ovation

Dionisiaca e carismatica, semplicemente Franca Valeri, conquista il Teatro Era di Pontedera.

All’interno di una scena dominata da una stufa austriaca («bellissima e fredda, al contrario di me», scherzerà la protagonista) e da una carta da parati vecchia e ammuffita (impossibile «da eliminare, al più presto», come vorrebbe la contessa, perché non si possono/devono “rinnegare” i segni dell’età che avanza), Franca Valeri è Matilde, un’anziana nobile che decide – non si sa per quale motivo – di tornare a vivere nell’antica casa di famiglia. In questo rientro viene accompagnata dall’inseparabile segretaria (Licia Maglietta, brava e poliedrica), una donna – assunta in apparenza senza motivo e solo per proprio “piacere” – che – con la sua ansia di chiarezza ed evidenza – ne rappresenta il classico alter ego.
Nella casa, dopo aver ingaggiato – solo perché ne aveva “voglia”, quindi ancora una volta “inutilmente”, almeno per il senso comune – una camierera (Gabriella Franchini, credibile e “materna”), incontra un uomo che scopre essere (forse) il figlio (un efficace Urbano Barberini).
Tra questi tre personaggi, attraverso una dinamica scenica pacata (adeguata ai ritmi “imposti” dalla protagonista), si instaura una relazione “centrifuga” e “non-finita” – una commedia dalla pungente e bruciante ironia, linguisticamente irreprensibile ma retoricamente incoerente, perché tale è la vita quando viene lasciata fluire senza schemi, appunto “irrisolta” – continuamente sparigliata dalle “trovate” di Matilde che, a dispetto di chi la vorrebbe in fase “crepuscolare”, ci regala un esempio concreto e vitale di cosa significhi Übermensch (l’oltreuomo nicciano), ovvero affermazione attiva e positiva della propria individualità, unità “polemica” (nel senso, greco, “attinente alla guerra”) di arte ed esistenza.
Non tutto è risolto è uno spettacolo, capace di strappare sorrisi e lunghi applausi agli spettatori in sala, “liberamente autobiografico”: sarà impossibile assistervi senza cogliere, racchiusi nell’esile ma energica figura di Franca Valeri, la compiuta coerenza tra palco (personaggio) e realtà (persona).
Si fa fatica a credere che sia ormai vicina al secolo di vita e che da tempo soffra di tremore essenziale (una forma di disordine del movimento del corpo), se non si tenesse a mente proprio la spontaneità con cui l’attrice milanese calca le scene da circa 70 anni.
Chapeau.

Lo spettacolo è andato in scena:
Fondazione Pontedera Teatro
Teatro Era
Parco Jerzy Grotowski, Via dell’Indipendenza 1, Pontedera (PI)
giovedì 22 marzo, ore 21

Non tutto è risolto
di Franca Valeri
regia Giuseppe Marini
con Franca Valeri, Licia Maglietta, Urbano Barberini e Gabriella Fanchini

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